Cari Renzi e Delrio, ricordatevi di quando eravate sindaci

15 Settembre 2014

Riduzione della velocità massima in ambito urbano, tutela delle zone più sensibili (scuole e parchi pubblici) dal traffico motorizzato e controsenso ciclabile sono alcune delle richieste che la Rete Mobilità Nuova, alleanza di 200 sigle associative di tutta Italia, indirizza attraverso una lettera aperta al premier, Matteo Renzi, e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio e che bikeitalia.it vi rivela in esclusiva.
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La lettera fa leva direttamente sulla pregressa esperienza dei due in qualità di sindaci e richiama apertamente ai risultati degli Stati generali della Mobilità Nuova tenutesi a Reggio Emilia nel 2012 e ospitati proprio da Delrio, allora primo cittadino del capoluogo emiliano.

“Si calcola che nel nostro Paese la congestione delle reti di trasporto abbia causato la perdita di 142 miliardi di euro di Pil negli ultimi dieci anni, il Rapporto OECD del marzo 2013 segnala che si trova nei nostri confini oltre il 50 per cento delle città europee più inquinate e il traffico motorizzato in Italia, da solo, produce un quarto delle emissioni totali di gas climalteranti.” è la premessa che continua: “L’attuale modello di mobilità, inoltre, causa ogni giorno 10 vittime della strada e 250 invalidi permanenti gravi; ogni anno perdono la vita 1.000 giovani con meno di 30 anni d’età e nell’ultimo decennio l’incidentalità stradale ha ucciso più di 40.000 persone, circa la metà delle quali all’interno delle aree urbane.”

La Rete Mobilità Nuova passa quindi alle richieste, invocando “una serie di modifiche al Codice della Strada – semplici, di sicura efficacia, a costo zero e prive di reali controindicazioni – che in tempi brevissimi possono rendere la mobilità urbana più sicura. In particolare una riduzione della velocità massima consentita nei centri abitati salverebbe ogni anno la vita ad almeno 1.000 persone ed eviterebbe oltre 20mila nuovi invalidi permanenti.”

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Renzi e Delrio, quando erano primi cittadini, rispettivamente, di Firenze e Reggio Emilia

I quattro punti

  1. Un nuovo limite di velocità urbano a 30 kmh, valido in tutto il centro abitato con eccezione delle principali arterie di scorrimento. Come sta accadendo in tante altre realtà europee (Parigi, Amburgo, Londra…) bisogna far diventare i 30 kmh la regola e i 50 kmh l’eccezione, così da dimezzare il numero di incidenti gravi nelle aree urbane e da incentivare il trasporto pubblico e gli spostamenti non motorizzati. Questa modifica normativa va accompagnata da un piano nazionale di interventi di piccola infrastrutturazione urbana che rendano le strade più sicure, trasformandole da luoghi di scontro a luoghi di incontro, dove sia possibile una convivenza tra i vari utenti della rete viaria.
  1. Strumenti di maggior tutela per le aree più sensibili, come scuole, parchi gioco, aree verdi. In particolare bisogna puntare alla ciclopedonalizzazione delle aree intorno alle scuole, sia per rendere più sicura l’entrata e l’uscita degli studenti, sia per sviluppare un’abitudine allo spostamento non motorizzato nelle giovani generazioni.
  1. La circolazione in doppio senso per le biciclette nei sensi unici deve sempre essere ammessa quando i limiti di velocità sono posti a 30 Km/h, anche in presenza della sosta sul lato sinistro della carreggiata, senza vincoli di larghezza minima, recependo quanto già sperimentato a livello locale e normato in altri paesi europei. Laddove possibile bisogna consentire la svolta continua a destra per le bici, realizzare case avanzate ai semafori e consentire ai ciclisti urbani la possibilità di utilizzare le corsie del trasporto pubblico. L’uso delle piste ciclabili, inoltre, non deve essere obbligatorio, ma facoltativo.
  1. Con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentiti gli altri Ministeri competenti, si fissino a livello nazionale obiettivi vincolanti di ripartizione modale degli spostamenti validi in tutti i Comuni capoluogo di Provincia e nei Comuni con più di 50.000 abitanti.

La domanda a questo punto è: si ricorderanno Delrio e Renzi della propria esperienza e dagli impegni presi in qualità di sindaci (si pensi alla campagna “Caro Sindaco” di #salvaiciclisti) o saranno troppo presi dalla propria attuale esperienza di governo per rispettare la parola data?

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