Trent’anni di ricerca sulla sicurezza stradale e trent’anni di corsa, letteralmente. Il professor George Yannis, docente alla National Technical University di Atene e tra i massimi esperti europei di sicurezza stradale, ha unito le sue due passioni in una sfida simbolica e potentissima: correre 30 maratone in 30 mesi per promuovere l’adozione del limite dei 30 km/h nelle città di tutto il mondo. Risultato raggiunto il 10 novembre 2024.
“Dopo più di trent’anni dedicati alla scienza della sicurezza stradale e molte maratone alle spalle, ho deciso di unire entrambe le passioni per una causa: promuovere attivamente le Città 30, più sicure, sane e verdi”.

Yannis sa bene che la velocità è ancora oggi il principale fattore di rischio sulle strade urbane. Ogni anno, nel mondo, gli incidenti stradali causano 1,19 milioni di vittime e oltre 50 milioni di feriti. Pedoni, ciclisti e motociclisti sono i più vulnerabili: per loro anche pochi chilometri orari possono fare la differenza tra la vita e la morte.
“La discussione sull’introduzione del limite cittadino dei 30 km/h incontra forti resistenze e molta inerzia, mentre le voci dei sostenitori restano deboli e inefficaci. Ho scelto di andare oltre le consuete argomentazioni scientifiche e agire in prima persona: 30 maratone in 30 mesi per salvare migliaia di vite”.
Il messaggio delle “Città 30”

Il professore greco non si è limitato a correre: ha trasformato ogni gara in un messaggio, portando il tema della velocità sostenibile in contesti sportivi, accademici e cittadini. La sua sfida è diventata un simbolo di mobilità moderata, di progresso e di salute.
“Corro in modo sistematico e moderato fin da ragazzo, cercando la gioia del movimento, non la performance estrema. Credo che le città a 30 km/h funzionino allo stesso modo: moderate, sicure e felici per tutti i viaggiatori urbani”.
La scienza è dalla sua parte: studi internazionali dimostrano che l’introduzione di un limite generalizzato di 30 km/h può ridurre del 37% le vittime della strada, oltre a favorire la qualità dell’aria, il risparmio energetico e l’aumento di camminate e spostamenti in bicicletta.
Dalla teoria all’azione
Completare 30 maratone in 30 mesi non è stato semplice, ma Yannis non ha mai perso di vista l’obiettivo: dare un volto umano alla sicurezza stradale: “Ogni chilometro corso è un appello per cambiare il modello di mobilità urbana”, ha dichiarato. Con il suo team del NTUA Road Safety Observatory e una rete internazionale di ricercatori, continua oggi a promuovere politiche di riduzione della velocità e progettazione urbana centrata sulle persone.
“Il prima possibile, dobbiamo cambiare i modelli di trasporto urbano verso una mobilità sicura, sana e verde. Ogni città che adotta il limite dei 30 km/h è un passo avanti verso strade sicure per tutti”.
Il messaggio finale del professor Yannis è semplice e potente: come nella corsa, anche nella mobilità urbana la moderazione è la vera forma di progresso.
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