Creare un business in bicicletta (inventarlo da zero)

20 Dicembre 2014

Nel precedente articolo di questa serie, abbiamo visto come un business funziona se riesce a creare un processo ripetibile che crea e consegna qualcosa di valore che altre persone vogliono o di cui hanno bisogno a un prezzo per cui sono disposti a pagare in modo da soddisfare i propri bisogni e aspettative per creare abbastanza profitti da giustificare questa operazione.

La prima ipotesi che abbiamo preso in considerazione è quella di copiare di sana pianta un modello di business già esistente altrove, importandolo nella nostra realtà beneficiando degli errori altrui e migliorandone il processo lavorativo.

bike business

Credit foto: Richard Masoner

Esiste però una seconda ipotesi che può essere presa in considerazione, ovvero quella di inventarsi un business precedentemente inesistente infilando la bicicletta laddove questa non era prevista. Ovviamente questa è la soluzione a maggiore rischio perché non esistendo una case history su cui basarsi, rende impossibile realizzare delle previsioni certe sul successo o meno della propria idea imprenditoriale.
Bisogna tuttavia dire che ogni tipologia di attività ha sempre avuto un pioniere che ha voluto credere nella propria idea a tal punto da trasformarla in un caso di successo.
tullio-campagnoloSpesso noi siamo portati a pensare che le idee innovative siano esclusivo appannaggio di menti geniali che hanno la capacità di “vedere” mondi preclusi ad altre persone e la cosa in molti casi è esattamente così: quando Tullio Campagnolo inventò il deragliatore a trapezio, lui ebbe una visione preclusa a tutti gli altri. Tuttavia, entrando maggiormente nello specifico dell’invenzione, il mitico imprenditore vicentino altro non fece che assemblare tra loro oggetti già esistenti combinando tra di loro le rispettive funzioni in modo diverso.
Non è dato sapere se Campagnolo partì dall’esigenza di creare un sistema per consentire ai ciclisti di cambiare la posizione della catena sui pignoni del pacco posteriore senza interrompere la pedalata o se, invece, giocherellando con vari oggetti in officina, intuì che un eventuale accrocchio di pezzi avrebbe potuto consentire a qualunque ciclista di affrontare qualunque salita.
Insomma, è possibile partire dall’analisi del mercato scoprendo l’esistenza di un bisogno da soddisfare (es. tutti i ciclisti urbani hanno bisogno di lavarsi, cambiarsi e sistemarsi prima di entrare al lavoro), oppure partire dalla costruzione di un prodotto/servizio per valutare se esiste qualcuno disposto a comprarlo.
Nel primo caso si parte da un’analisi della domanda per creare l’offerta, nel secondo caso si parte dalla creazione dell’offerta (idea innovativa) per poi andare a valutare se esiste uno spazio nel mercato per questa attività.

Ma come si fa a partorire un’idea innovativa?

Ogni idea di business può essere espressa da una funzione matematica di questo tipo:

funzione business

che sta a significare che l’attività economica è funzione dell’aggregazione (o l’eliminazione) di categorie o fattori differenti tra loro.

Mi spiego con un esempio: una delle attività imprenditoriali maggiormente di successo degli ultimi decenni può essere considerata RyanAir che ha rivoluzionato il modo in cui ci si sposta per via aerea in Europa. Il successo di RyanAir è stato l’aver preso la categoria “viaggi in aereo” (x), aver aggiunto il fattore “economicità” e sottratto il fattore “comodità”. Il risultato è che adesso chiunque può permettersi di volare per il fine settimana a Parigi o a Londra, a condizione di rinunciare al trasporto di bagagli extra, di una poltrona comoda, del pasto a bordo e di qualunque altro tipo di servizio che non sia il volo propriamente detto accettando di pagare somme spropositate per ogni extra richiesto.

Nel nostro caso (quello del bike business), quindi, l’equazione può essere rappresentata come segue:

funzione bike business

Abbiamo sostituito la x con la bicicletta e adesso si tratta di aggiungere o sottrarre una o più categorie o fattori.

Proviamo con un paio di esempi:

Un negozio di biciclette tradizionale ha aggiunto alla categoria “bicicletta” il fattore “vendita” e il fattore “riparazione”.

Un tour operator che offre vacanze in biciclette ha aggiunto alla categoria “bicicletta” la categoria “vacanza” e il fattore “organizzazione”.

Un bike cafè è un luogo in cui si unisce la categoria “bicicletta” con la categoria “ristorazione”.

Quando Tom Ritchey e Gary Fischer misero insieme la categoria “bicicletta” con la funzione “off road” diedero vita alla mountain bike.

tom ritchey

Tom Ritchey in un momento di creazione

A questo punto, dopo che abbiamo stabilito che nella prima equazione x=bicicletta, il gioco sta tutto nel dare un nome alla y, alla z e così via.

Durante una lezione che ho tenuto a Bari un mese fa sul concetto di bike business, mentre facevamo un esercizio collettivo per partorire idee, una ragazzina di 12 anni (giuro!) in mezzo al pubblico ha alzato la mano e ha chiesto se la y poteva esse la categoria “massaggi”. Dallo spunto di questa ragazzina sono nate due possibili idee di business:

1. un centro massaggi per ciclisti (es. da collocare in cima alle salite più famose)

2. un centro massaggi in bicicletta (che si sposta a bordo di una cargo bike facendo massaggi a domicilio)

Eccole qua: abbiamo trovato due innovative. Facile, no?

A questo punto si tratta di capire se possono funzionare o meno, ma questo è un altro discorso e lo affronteremo con calma nel prossimo post. Nel frattempo, potete divertirvi provando a mettere assieme categorie o fattori che, apparentemente, non hanno alcuna attinenza tra loro.

Lo spazio nei commenti è a vostra disposizione per questo giochetto e per un confronto collettivo.

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