Su e giù per il Verdon…fino alla Camargue

30 Marzo 2015

05/09/2014 Anche quest’anno si parte. Il nostro nemico è sempre il tempo, inversamente proporzionale alla voglia di pedalare: abbiamo a disposizione 9 giorni. Decidiamo di avventurarci oltralpe, girovagheremo nel sud della Francia a caccia di indelebili ricordi, profumi, sapori, colori.

Ore 6.05 si parte: treno per Ventimiglia e primo intoppo: il capotreno non sa dove metterci, saliamo in capo e poi ad Alassio scendiamo ed andiamo in coda; due biciclette per Trenitalia sono già in problema! A Ventimiglia cambio di treno ma la cosa assurda è che abbiamo dovuto acquistare i biglietti per Grasse da una biglietteria convenzionata e non a quella di Trenitalia! Eh si! Siamo proprio in Europa, liberi da confini!
Arrivati a Grasse si inizia a pedalare ci accorgiamo subito dell’approccio degli automobilisti: gli italiani ci guardano spesso scocciati perché le con le nostre biciclette siamo ingombranti e lenti, i francesi ci sorridono e ci augurano “bonne route!“.
E’ subito salita vera, per circa 12 km e poi saliamo più dolcemente di altitudine. Veniamo superati da numerosi motociclisti, ma auto e camper non disturbano il nostro cammino ed attendono pazienti il momento opportuno per sorpassarci, in molti ci salutano con gesti amichevoli. Su e giù: Col de la Faye, Col de Valferriere, Col de Luens e dopo circa 70 km arriviamo a Castellane, paese che ci dà il benvenuto nel Verdon.

2° tappa: CASTELLANE – MANOSQUE km. 100
La mattinata ci saluta con un cielo limpido tipicamente settembrino, l’aria frizzante ideale per iniziale a pedalare. Dopo una ventina di chilometri, ovviamente in salita, entriamo nelle Gorges ed il panorama è mozzafiato, scorgiamo una lingua d’acqua smeraldo che scorre in fondo alle gole.

Continuiamo a far soste per scattare foto. Verso le 13 sosta a Moustiers per mangiare qualcosa e verso le 14 si riparte sotto un sole cocente; la strada è un saliscendi “spezzagambe”. Giungiamo a Valensole attraversando le coltivazioni di lavanda, ma purtroppo il raccolto è già stato svolto, bisogna tornarci a giugno prossimo! Caffè e via per gli ultimi 20 km, arriviamo a Manosque, città fortificata, molto tranquilla. Raggiungiamo l’hotel ed il nostro contachilometri si ferma a 100.

3° tappa : MANOSQUE- CARPENTRAS km. 95
Partiamo come sempre verso le 9 e dopo 2 km. devo già mettere il rampichino. Una decina di km di salita e scolliniamo ai metri 649 del Col de Monfuron. A Cereste sosta caffè, la strada continua pianeggiante e dopo qualche km incontriamo una bella pista ciclabile lunga 28 chilometri. Continuiamo fino a Ile s/l Sorge, oggi è domenica ed il paese è animato da innumerevoli turisti, dopo un gelato tonificante torniamo in sella; mancano pochi chilometri a Carpentras ed all’orizzonte lo scorgo: Monsieur Le Mont Ventoux, nella sua maestosità. Il pensiero va già a domani. (foto 3/ foto 4 Ile s/l Sorge )

4° tappa CARPENTRAS- MONT VENTOUX km. 77
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Oggi lasciamo le nostre borse in albergo, partiamo alleggeriti, ma non sarà comunque semplice conquistare la vetta. Pedaliamo con innanzi la vista del Mont che ci intimorisce. Dopo 15 chilometri giungiamo a Bedoin, punto classico di partenza per l’ascesa. Iniziamo ad incontrare molti ciclisti provenienti quasi totalmente dal Belgio e dall’Olanda. Il paesino è incantevole ed oggi è giorno di mercato, ci sono de bei banchetto caratteristici, ma dobbiamo andare.
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Iniziamo la salita e le pendenze sono già impegnative, dopo qualche curva alzo lo sguardo e vedo la vetta, che fino ad allora era visibile, incappucciata da nuvoloni neri ed anche le mie orecchie percepiscono i tuoni del temporale. Mi prende lo sconforto e penso: “non ci arriveremo mai”. Ma chilometro dopo chilometro arriviamo al rifugio, il peggio è fatto. Ci fermiamo per una sosta.
Il vento ha fatto il suo dovere e ha spazzato via le nuvole, almeno per il momento. Affrontiamo gli ultimi 5 km, le pendenze sono accettabili e variano dal 7/7.5 %, la vegetazione è sparita, tutto attorno un paesaggio lunare ed inizia a farsi sentire il vento gelido e ritornano nuvoloni minacciosi. Ultimo km. ed inizio a sentire l’emozione che cresce, ho il nodo in gola; 300 metri, c’è una ragazza belga che spinge la bici, la incito ed invito a risalire in sella.
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E finalmente arrivo sul piazzale ai piedi dell’osservatorio, mi appoggio al manubrio e piango dalla soddisfazione, attorno decine di persone che si abbracciano che scattano ormai i doverosi selfie. Anche io spetto Sergio e poi , anche noi foto di rito. Peccato, siamo in mezzo alle nuvole e quindi non possiamo godere del panorama ai nostri piedi. Ci copriamo accuratamente e poi ci buttiamo giù in discesa, è velocissima.
Ritorniamo a Carpentras dove pernottiamo e domani pedaleremo verso la Camargue.
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5° TAPPA: CARPENTRAS – ARLES km. 88

Questa notte c’è stato un bel temporale e questa mattina ci accoglie un cielo sereno. la strada oggi sarà per lo più pianeggiante e un pò più trafficata del solito. Ci fermiamo per la sosta caffè ad Avignone, città ben nota per gli antichi fasti papali. Proseguiamo fino a St. Remy en Provence, paese che ha dato i natali a Nostradamus. Qui si può visitare il Monastero di Saint-Paul de Mausole bellissima chiesetta romanica con un chiostro delizioso. Qui venne ricoverato Van Gogh e dalla sua stanza dipinse (a memoria) molti dei suoi quadri più famosi, fra cui Champs d’oliviers e Nuit Étoilée. È possibile visitare la camera ricostruita del pittore.
Incontriamo una coppia di cicloviaggiatori tedeschi, iper attrezzati con mega lucchetti Abus. L’uomo traffica 10 minuti per sistemare le bici a prova di ladro. E’ un signore sulla settantina e mi immagino e auguro, tra vent’anni, di essere ancora in giro con la mia bici.
Ripartiamo e raggiungiamo la destinazione di oggi: Arles.
tappa52Dobbiamo cercarci una stanza per la notte. chiediamo informazioni ad una signora in bici e lei ci dice “venez avec moi”, sale in sella e ci accompagna lungo le vie del centro storico all’estremità opposta della città, proprio davanti all’hotel “Acacia”, ottima sistemazione. In serata passeggiamo in centro, raggiungiamo l’arena, ma ormai è chiusa. Ci sono innumerevoli ristoranti e locali e finalmente troviamo un centro storico piacevolmente ravvivato da turisti che godono della frescura serale.

6° tappa ARLES – ST. MARIE DE LA MER km. 82
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Sveglia alla solita ora e solito sole che ci saluta. Dopo aver fatto colazione e gironzolato in mezzo ai banchi del mercato si parte. Anche oggi la strada non presenta difficoltà, dopo circa 20 chilometri ci fermiamo al Chateaux d’Avignon, entriamo nel parco ed il bigliettaio ci fa scendere dalle bici. La vista è mozzafiato: un prato enorme attorno all’edificio principale porta la mia immaginazione agli antichi fasti mi sembra quasi di scorgere dame con abiti maestosi sedute all’ombra di alberi secolari.
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Anche noi ci fermiamo e godiamo di questa pace e di tanta bellezza.
Arriviamo ad Aiuges Mortes e dopo spesa al supermercato per i panini, evitiamo la confusione delle vie centrali ed usciamo fuori ad ammirare l’imponente cinta muraria.Dopo i doverosi scatti fotografici e dopo aver divorato i ns panini, si riparte, ancora circa 30 chilometri.
La strada è quasi tutta rettilinea e passiamo in mezzo ad allevamenti di tori e di cavalli bianchi. Il vento ci da una mano e procediamo spediti. Scegliamo di percorrere una strada secondaria ed a 5 chilometri da St Marie e…sorpresa! Attraverseremo un corso d’acqua con una chiatta.
Arriviamo verso le 16 e la vista del mare per me è sempre rinfrancante, aria di casa. Meritato riposo in spiaggia e verso le 17 andiamo in cerca di una stanza. Dopo aver visitato qualche albergo, troviamo sistemazione presso un’anziana signora: una camera dignitosa con adiacente un cortile dove possiamo sistemare le nostre bici e procedere al bucato quotidiano.
Usciamo per cena, l’appetito non manca mai, ma rimaniamo rapiti da un tramonto spettacolare. Ci ritroviamo ai bordi della palude con altre persone, in silenzio, ad ammirare un fenicottero in mezzo alla palla infuocata che sta sparendo.
Accanto a me ho un uomo che prega. Questi sono momenti unici che rimarranno indelebili nella mia memoria.

7° tappa ST.MARIE DE LA MER – ARLES KM. 72

Oggi torneremo ad Arles, ma non vorremmo percorrere le strade di ieri; guardando la mappa optiamo per attraversare gli stagni, ma due locali ci invitano a desistere, osservando le nostre bici con copertoni non tassellati e stracariche. Ci spiegano che incontreremo lunghi tratti sabbiosi. Decidiamo di andare avanti e dopo 2 chilometri dobbiamo scendere dalla sella e spingere nella sabbia; ma sono tratti brevi che superiamo abbastanza agilmente.
Pedaliamo in mezzo a saline e stagni popolati da centinaia di fenicotteri rosa. Dopo circa 30 chilometri di sterrato, torniamo sull’asfalto, ma il vento contrario è fortissimo, procediamo agli 11/12 orari.
la strada,quasi sempre rettilinea, non ci aiuta. Finalmente arriviamo ad Arles. Facciamo ancora un giro per le vie del centro, attorno all’arena e infine ci fermiamo sul belvedere e laggiù, scorgiamo una vetta bianca, si è lui, Monsieur Le Ventoux.

8° tappa ARLES – TOULON – ST. RAPHAEL
cellulare 1087 Anche oggi ci sveglia un gran sole ma il vento di ieri è aumentato, praticamente impossibile pedalare! Decidiamo di arrivare a Toulon in treno.Purtroppo, causa incidente ferroviario, rimaniamo bloccati per ore e siamo obbliga a raggiungere St. Raphael in treno. Verso le 17 finalmente saliamo in bici ma solamente per arrivare all’ufficio turismo e trovare una camera. St. Raphael è una cittadina rivierasca piena di vita, è piacevole fare quattro passi lungo la passeggiata a mare. Ormai siamo quasi all’epilogo del nostro viaggio, i giorni passati in bici sono sempre intensi, ricchi di emozioni.

9° tappa ST. RAPHAEL- NIZZA km 80
Ultimo giorno di pedalate: la strada è un saliscendi, percorriamo un tratto di costa frastagliata con falesie di color rosso mattone. Non riesco a pedalare per più chilometri, mi fermo per fotografare calette con un mare smeraldino. Dopo 30 km non resistiamo e facciamo sosta per un bagno. Tempo per asciugarci e poi si riparte. Ultima tappa: Antibes, noi la conosciamo molto bene, è spesso nostra meta delle pedalate in costa azzurra. Ormai abbiamo le nostre soste obbligate: panino acquistato da una signorina gentile sulla via principale del centro storico e poi sosta nella spiaggetta sotto il borgo. Ancora un bagno e si riparte per gli ultimi km.Sono km conosciuti, spesso percorsi da soli o in gruppo con le nostre bici da corsa, quasi tutti su pista ciclabile.
Anche oggi è una giornata assolata ed arrivati sulla Promenade di Nizza ci fermiamo per qualche foto.
Ancora qualche colpo di pedale in mezzo al traffico e siamo in stazione.
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Il nostro vagabondare si conclude qui.
9 giorni in giro per il sud della Francia; chilometri percorsi più o meno 700, ma non ha importanza quanta strada abbiamo percorso, ma come l’abbiamo percorsa.
Ogni volta che torno a casa sento solo un gran desiderio, anzi una necessità: ripartire.
Passerò, anche questo inverno ore a programmare, traccia e fantasticare su Google Maps.
Quando pedalando lungo la riviera incontrerò cicloviaggiatori continuerò a tartassarli di domande: da dove arrivi? dove vai? ed io li accompagnerò idealmente, la mia mente viaggerà con loro, chissà fino a dove.
In bicicletta si fatica, si suda, si procede lenti; non siamo solo spettatori dei luighi che attraversiamo ma diveniamo parte di essi.
Colori, suoni, profumi ci coinvolgono e ci accompagnano. Buone pedalate ciclosognatori!
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