Budapest, dalle critical mass alla cycling city

31 Marzo 2015


In tema di ciclabilità urbana le nazioni europee più avanzate sono senza dubbio Olanda e Danimarca, ma da qualche anno si assiste ad una crescita dell’uso della bici in diversi paesi, in particolare dell’est Europa. Grazie ad un saggio uso dei finanziamenti dell’Unione per progetti legati alla mobilità sostenibile, di cui paesi come Polonia, Ungheria e Bulgaria hanno fatto incetta, il tasso di ciclisti in molti centri urbani è cresciuto, anche se a livello nazionale il dato è ancora disomogeneo.

Un caso emblematico è quello di Budapest, la cui comunità ciclistica locale ha stupito tutti già nel 2013 sciogliendo la Critical Mass, arrivata nella capitale ungherese dieci anni prima. Il primo appuntamento del 2004 ha visto la presenza di 4000 ciclisti mentre l’ultima edizione ne ha raccolti oltre 80 mila, numero sufficiente per dichiarare conclusa l’esperienza. “L’obiettivo è stato raggiunto”, avevano dichiarato i membri più attivi della massa, aggiungendo che il passo successivo sarebbe stato convogliare le energie verso una vera e propria lobby organizzata attiva in favore della ciclabilità urbana.

Ma cosa è successo a Budapest in questi 10 anni per arrivare a tali livelli? Uno studio condotto dal Főmterv and Centre for Budapest Transport (BKK) ha analizzato tutti i dati del “cycling boom” di Budapest cercando di spiegare le chiavi di questo successo. Alcuni numeri sono sorprendenti:
– 1,2 milioni di tragitti in bicicletta nel 2014;
– picchi di 12% di ciclisti su alcune strade;
– 2/3 dei cittadini usa la bici per andare al lavoro;
– aumento dell’uso della bici anche in inverno;
– buoni risultati del bike sharing Bubi,
– gli spostamenti in bici nei giorni feriali hanno superato quelli nel week end;
– gli incidenti che coinvolgono i ciclisti sono in calo.

Secondo la ricerca il fattore chiave di questi risultati è stato proprio la Critical Mass e il coinvolgimento di nuove persone a pedalare tramite il passaparola. Importante è stato anche il supporto di buona parte dei media e di molti personaggi famosi che hanno dato per primi il buon esempio usando la bici in città. Il risultato – conclude lo studio – è che oggi per i cittadini di Budapest andare in bici è percepito sempre più come un diritto civile e coinvolge persone che fino a pochi anni fa non avrebbero mai creduto di farlo.

Foto | Ecf

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