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Approvato il biciplan di Parigi, 150 milioni entro il 2020

News • di 16 Aprile 2015

Come anticipato qualche giorno fa, nella giornata di martedì 14 il consiglio comunale di Parigi ha approvato un piano da 150 milioni di euro per la promozione dell’uso della bici nei prossimi anni.

Biciplan Parigi

foto Gonzalo Fuentes, Reuters

Dopo che, nella campagna elettorale per eleggere il nuovo sindaco della capitale francese, i due principali contendenti facevano a gara a chi fosse più attento alle necessità dei ciclisti, i risultati cominciano a notarsi.

Il consiglio comunale ha adottato, quasi all’unanimità, un programma di sviluppo dell’uso della bici per il periodo 2015-2020. Si tratta di un piano ambizioso, da 150 milioni di euro, anche se le associazioni di ciclisti locali non sono completamente soddisfatte.

Già oggi il 3% degli spostamenti all’interno della capitale è effettuato in bici (percentuale che sale però all’8% se si considerano unicamente gli spostamenti casa-lavoro). L’obiettivo adottato esplicitamente dal sindaco di Parigi Anne Hidalgo è di far salire questa percentuale al 15% entro il 2020. In questo modo si potrà rendere Parigi “una città più piacevole, più dolce, più vivibile” come affermato dalla stessa Hidalgo martedì.

Il piano approvato prevede una serie di misure che possono essere ricomprese in quattro categorie:

1) Raddoppiare i percorsi ciclabili: l’obiettivo è di passare da 700 a 1400km di percorsi per ciclisti nella capitale. Un po’ come accade a Londra, una parte di questi saranno piste ciclabili separate fisicamente dal traffico automobilistico: queste saranno disposte soprattutto lungo gli assi principali della città (nord-sud, e est-ovest) e lungo le banchine della Senna. Nella centralissima Rue de Rivoli ad esempio una corsia sarà tolta al traffico automobilistico per realizzare la pista ciclabile. A questa parte del progetto sono destinati 63 milioni di euro.

Biciplan Parigi

La rete di piste ciclabili. Il resto della città sarà a Zona 30

2) Aggiornare i regolamenti: le zone 30 saranno ampliate moltissimo. Solo nei grandi assi viari (quasi sempre gli stessi in cui verranno realizzate le piste ciclabili) rimarrà il limite a 50 km/h. Anche il doppio senso ciclabile diventerà la norma, così come la possibilità di svolta a destra per le bici anche a semaforo rosso. Inoltre, alcune corsie preferenziali per gli autobus potranno essere percorse controsenso dai ciclisti. Il budget per questi interventi ammonta a 30 milioni di euro.

3) Aumentare i parcheggi per bici: è prevista la creazione di 10mila nuovi posteggi per bici in città. E’ allo studio anche la possibilità di aprire parcheggi custoditi riservati alle bici, e di permettere di custodire le bici all’interno degli spazi comuni nei palazzi di edilizia popolare. Per realizzare queste misure sarà necessario spendere circa 7 milioni di euro.


aida

4) Incentivare l’acquisto di nuove bici: chi acquista una bici elettrica nuova, o una bici cargo (elettrica o no) riceverà un incentivo. Si è dibattuta la possibilità di estendere questi incentivi anche alle bici “normali”, ma così non è stato. Il budget a disposizione è di 10 milioni di euro. A proposito di bici elettriche, in occasione del rinnovo del bike sharing Vélib (previsto nel 2017) dovrebbero essere messe a disposizione anche delle ebike.

Le associazioni di ciclisti locali si dicono generalmente soddisfatte, anche se notano che è da anni che vengono promesse cose simili, una critica rivolta più al passato che al futuro. Sembrano più centrati altri dubbi espressi da chi nota che non ci sono piani precisi riguardo alla realizzazione delle piste ciclabili lungo gli assi viari principali, che dovranno essere attentamente realizzate per risultare effettivamente utili.

In ogni caso, si tratta di un piano ottimo, ambizioso e coraggioso, con un buon equilibrio fra zone 30 e piste ciclabili separate lungo gli assi viari principali; anche le altre misure (aggiornamento dei regolamenti, parcheggi) sono fondamentali; l’unica critica che ci sentiamo di fare è che sarebbe stato auspicabile estendere gli incentivi anche alle bici non elettriche. Altre capitali europee, gestite magari da sindaci che si vantano di usare la bici, farebbero bene a prendere nota.







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