“Un piano per la mobilità dolce”

10 Luglio 2015

Prove tecniche di mobilità nuova. L’8 luglio alla Camera sono state incardinate in Commissione Ambiente quattro proposte di legge “per la tutela del patrimonio ferroviario in abbandono e la realizzazione di una rete della mobilità dolce”; al Senato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio – nel corso di un’audizione alla Commissione Lavori Pubblici – ha ribadito che la ciclabile Venezia-Torino (VenTo) si farà. Insomma, sembra che i nostri legislatori abbiano deciso di puntare sulla bici e sull’economia che le gira intorno: il cicloturismo sta prendendo sempre più piede e, visto che la bikenomics tira in quei Paesi che sanno investire con criterio in infrastrutture ciclabili e strutture ricettive bike friendly, i tempi sono maturi perché anche l’Italia-a-pedali trovi quell’agognato “posto al sole” che darebbe ossigeno alle economie locali, sicurezza ai cicloturisti in transito e riqualificazione urbana a strade e ferrovie dimenticate che grazie alle biciclette tornerebbero a rivivere.

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In un dettagliato resoconto, l’Agenzia Public Policy riporta che le quattro proposte di legge presentate a Montecitorio (tre del Pd, una del Movimento 5 Stelle) sono molto simili tra loro e probabilmente si arriverà a un testo unitario di sintesi nelle prossime settimane, come spiega il deputato pentastellato Mirko Busto, primo firmatario di una delle quattro e nominato relatore: “Le differenze tra i vari testi non sono molte: adesso di dovrà procedere con un breve giro di audizioni e poi con la costituzione di un comitato ristretto per arrivare a un testo unificato”. Vista la concomitanza con altri provvedimenti urgenti ora in Commissione – tra cui la delega appalti e il decreto Ilva-Fincantieri – con molta probabilità il pacchetto “mobilità dolce” sarà messo all’ordine del giorno nel mese di settembre.

Le tre proposte di legge del Pd sono state presentate invece da Gianpiero Bocci, Luigi Famiglietti e dal presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci; quest’ultimo è un convinto sostenitore del riuso e del recupero delle tante infrastrutture abbandonate presenti sul nostro territorio: “Recuperare le nostre ferrovie dimenticate e farne una rete di percorsi verdi sui quali pedalare e passeggiare è un modo per andare incontro alle mutate esigenze trasportistiche di tanti italiani ed è anche un’occasione straordinaria per valorizzare la bellezza dei nostri paesaggi, per scommettere su ciò che rende l’Italia unica nel mondo: cultura, qualità, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale”.

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La presidente onoraria di Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce) Anna Donati ritiene che si stia andando nella giusta direzione: “Un piccolo passo sulla strada della mobilità dolce, adesso bisogna entrare nel vivo per approvare il provvedimento a sostegno di ferrovie turistiche, greenways, cammini storici, percorsi ciclabili. La presenza di ben quattro disegni di legge sottoscritti da numerosi parlamentari, il successo dei treni storici, dei percorsi in bicicletta ed a piedi nel paesaggio italiano, sono il segno che c’è voglia di turismo sostenibile e mobilità slow per godersi le bellezze dell’Italia. Co.Mo.Do. che da anni avanza proposte e progetti concreti, metterà a disposizione della Commissione e del relatore Busto, tutte le proprie competenze per arrivare ad un testo semplice ed utile per la mobilità dolce”. Questi temi saranno affrontanti anche a Verona dal’11 al 14 settembre a Cosmo Bike Mobility, l’unico evento B2B in Europa interamente dedicato alla ciclabilità urbana.

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio conferma il proprio sostegno – e dunque l’impegno del governo – per la ciclabile VenTo e lo fa con queste parole: “Costa meno di tre chilometri di autostrada e porta un indotto economico di 150 milioni di euro l’anno”. Chi non investirebbe in un progetto così? Il ministro, illustrando le linee programmatiche del suo dicastero davanti alla Commissione Lavori Pubblici del Senato, dichiara che l’opera sarà inquadrata nel “piano della mobilità ciclistica che io chiamo piano della mobilità dolce”, aggiungendo con una chiosa – come riportano le cronache parlamentari: “Sapete che io sono malato di questa cosa”.

vento

La costruzione del nuovo parte dal recupero e dal miglioramento dell’esistente, come nel caso del Grab citato da Delrio: “Pensate al Grande Raccolto Anulare delle Bici di Roma che sarà parte di questo piano: la sola presentazione dell’idea ha vinto a New York il secondo premio sui programmi di mobilità di tutto il mondo. Quaranta chilometri di piste ciclabili all’interno della città fino all’Appia Antica quanti se li possono permettere nel mondo oltre a noi?». Intanto si sta lavorando di concerto con il Mibac per promuovere e sostenere un “piano della mobilità turistica”. Sembra dunque che anche l’Italia della politica sia salita in sella e voglia pedalare. Però bisogna farlo tutti insieme nella stessa direzione: quella della mobilità nuova.

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