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Viaggio incondizionato: Nord

Diari • di 25 Febbraio 2016

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Complimenti all’amministrazione comunale e all’azienda di nettezza urbana, non mi aspettavo di trovare le piazze, le vie ripulite e sgombre dai cumuli di rifiuti selvaggiamente abbandonati ieri sera. Un lavoro che apprezzo, mi compiaccio sorpreso pensando all’impegno degli operatori adoperatisi perché cittadini e turisti, fin dal sorgere del sole, possano godere di questo centro balneare.

L’aria salmastra mi inebria, esulto, con entusiasmo affondo le prime pedalate, mi fermo in piazza Garibaldi fotografo il Fortino, sede municipale, la fontana adiacente, osservo i primi avventori dei bar e riprendo la bella ciclopedonale lungo il mare. Sto bene, sono contento, l’ospitalità, l’amicizia di Giovanni e Nilde mi lascia un caldo sentimento di gioia. Ho dimenticato il costume, ma l’amico mi rincorre in auto, mi sorpassa, ritorna sui suoi passi per colmare il vuoto del mio bagaglio.

Abbandono il mare all’altezza della foce del Magra a Marinella. Le abitazioni hanno perso densità si dissolvo totalmente nella pianeggiante campagna. All’orizzonte il profilo montuoso delle Alpi Apuane e dell’Appennino da vita alla preoccupazione di affrontare prima o poi i vari dislivelli, ma intanto mi godo Sarzana entrandovi dalla Porta Romana. Subito vengo rapito dall’imponente Fortezza dove mi soffermo per qualche foto prima di girovagare per le vie del centro storico. Sorpreso e affascinato saluto la bella cittadina, un ennesimo angolo suggestivo del nostro Bel Paese. Come vorrei insinuarmi in questo contesto, abbandonarmi, ascoltare la storia i racconti di cui si sono impregnate le antiche pietre. Saluto con rammarico per la fugace visita, lascio la porta Parma e il fantastico pensiero alle mie spalle per immettermi nella SR 62 ( via Cisa). La dimensione della carreggiata ed il traffico assorbe totalmente la mia energia che si concentra con massima attenzione alla conduzione del mezzo. Oltrepassato Santo Stefano di Magra sconfino in Toscana, entro nel comune di Aulla in località Bettola, sono in collina i monti si avvicinano il paesaggio si trasforma i colori, gli odori sono diversi, oltre la curva il muretto di pietre alla mia destra, difende la strada dall’invasione di terriccio lato monte e il bosco offre ombra al viandante, a lato valle la classica staccionata in cemento protegge la linea ferroviaria, a livello inferiore silenzioso e cheto scorre il fiume.

Una piccola area pic nic, ricavata nel vecchio tracciato della strada, nelle adiacenze del capitello, all’inizio della gradinata che porta al Santuario della Madonna degli Angeli, è mia!… sosta tecnico alimentare. Il profondo ruscello divide le due postazioni capitello e area attrezzata collegate dal ponte sul modesto orrido. Bello mi piace.

Scorre l’asfalto sotto le ruote, pedalo e penso… mi preoccupa il monte che mi viene incontro, si impone al mio andare, mi sfida, so che non ho scampo lo devo affrontare! Ma le belle pesche appese ai rami distolgono la mente, mi inducono al sorriso e al desiderio di addentare uno di questi frutti. Sosto alla Pieve di Sorano e appago il desiderio.

Lascio la statale ed entro in Pontremoli per un rapida visita, attraverso il centro storico, saluto il monumento a Pinocchio nel piccolo parco.
Inizio l’ascesa al passo del Brattello… il peso del bagaglio e la salita fanno si che il chilometro diventa molto più lungo di quello percorso in pianura… i mille metri si trasformano in dieci minuti!

Acqua che sgorga dalla montagna, un cannello riversa il sacro liquido nella vasca di roccia, quattro fungaioli mi invitano a non berla tutta, stesso invito ad un uomo ed una donna che si stanno rifornendo con dei recipienti. Sono quattro buontemponi, uno dei quali con dei grossi e folti baffi a doppio manubrio, in pausa dopo il fruttuoso raccolto. È un piacere averli incontrati sia per la simpatia ironia e per la bella notizia che ormai il più è fatto, da qui la salita è lieve fino al culmine.

Passo del Bratello 950 s.l.m ( confine della provincia di Massa Carrara con quella di Parma) conquistato, fotografato ed ora un panino e una birra non me la toglie nessuno… visto che oggi non ho pranzato a mezzodì. Me la godo seduto sulla panca fuori del bar o rifugio esso sia… respiro, odoro, osservo, assaporo la libertà, pregusto il piacere della discesa, la sorpresa della meta odierna che non è programmata. Ad avvolgere queste sensazioni la meraviglia della natura che mi circonda, ossigena i polmoni con la folta vegetazione ed eleva lo spirito.

La discesa mi conduce a Borgotaro, spendo tempo inutilmente all’ufficio turistico dove manca l’addetto e di conseguenza le notizie per chiarire i miei dubbi. Decido di seguire la Val di Taro. Abbandono la statale per una ciclabile: “Percorso ciclabile Alta Val di Taro” molto bella in costa alla collina con strappi impegnativi, ma il piacere della suggestiva via tra i boschi annienta ampiamente lo sforzo che affronto con impeto. Un valido collegamento tra Borgotaro e Ostia Parmense per gli appassionati del viaggio lento. Alle porte di quest’ultima località l’agriturismo Cà Bianca attira la mia attenzione, faccio un giro per il piccolo centro, sosto all’unico bar per una coca cola, scrutato con curiosità dagli avventori e dalla gentile simpatica banconiera. Non esito a soddisfare l’interesse, timidamente celato nei loro sguardi. Ci congediamo dopo la piccola conferenza, piacevolmente colpiti dal cordiale e caloroso incontro.

Con il sorriso, non solo nel volto, ma anche nel cuore visito la struttura avvistata in precedenza… è ora di spegnere il motore e abbandonarsi al relax, sistemazione migliore non può esserci. Amichevole accoglienza di Mauro e Graziella che continuano a coccolarmi anche con la cena; Il luogo è semplicemente bello! Oltre a me: Roberto e Alessia due giovani innamorati, una bella famigliola con due bambini, un’altra con uno solo e un ospite solitario in compagnia del suo fedele cane, tutti gaudenti di cenare nell’antica stalla trasformata con gusto in una rustica e caratteristica sala da pranzo.

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La notte mi sveglio, vedo la luna, le stelle ed il silenzio è rotto soltanto dal canto dei grilli e lo scorrere del Taro, nessun altro rumore. Un battito di ciglia e mi riaddormento beato, incantato completamente appagato. Non mi manca nulla… nessun altro desiderio se non quello di continuare in questa dimensione sublime. Non esagero: pedalo tutto il giorno, trovo ricovero in un contesto meraviglioso, con lo spirito purificato, il morale alle stelle, lo stomaco deliziato dalle prelibate pietanze… no! Altro non c’è.

Km 120, media 16,5 km/h, tempo 7h 27′, impiegato 10h 30′

Saluto i simpatici amici; con il permesso di Mauro stacco alcune pesche dall’albero da mettere in bisaccia e mi avvio lungo la SP 532. La galleria è interrotta per lavori, ma il cantiere è fermo quindi approfitto, con minimo disagio transito ed evito di arrampicare per superare la collina. Al bivio per Berceto lascio a destra la suddetta via immettendomi sulla SP 308. Da Stazione di Valmòzzola una ciclabile su sedimento ferroviario mi conduce a Solignano. Due chilometri di salita fino all’attraversamento del Taro per scendere verso Fornovo e Medesano dove sosto per ristorarmi con una birra. Direzione Borghetto percorro un rettilineo interminabile, i colli degradano dolcemente, dirigo verso la pianura, osservo la campagna sconfinata… mi sento a casa, anche se ancora dei saliscendi mi impegnano notevolmente. A seguire Santa Margherita, Fidenza, Castione dei Marchesi, Busseto. Cerco di soddisfare l’appetito all’agriturismo “Il Bosso” è chiuso, ripiego in centro al “Bar dei Portici”. Una spaghettata accompagnata dal melodico suono del pianoforte… non poteva essere diversamente, visto che la cittadina natale di Giuseppe Verdi brulica di istituti musicali e di musica sono impregniate le strade, le case, i palazzi.
Città di Cremona, alcune foto in centro e in via San Giuseppe per incarico di Nilde che desidera averle per rivedere la casa della sua infanzia. Di conseguenza mi disoriento, fatico a raccapezzarmi, come succede nelle grandi città, ma grazie all’aiuto di un gentilissimo papà, che pedala in compagnia del suo piccolo, riprendo la direzione. Esco in direzione di Brescia, su ciclabile, verso la frazione Maristella.







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