Dall’Adriatico al Lago di Garda in e-bike

31 Agosto 2016

979 chilometri attraverso 12 passi alpini

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Attraversare alcuni passi alpini era il sogno che avevo nel cassetto da tempo. Ma essendo un po’ pesante (95 kg) e trasportare le borse (23 kg) pensare di affrontare certe salite sarebbe stato un calvario nonostante in inverno mi fossi preparato in modo adeguato in palestra. Per questo ho scelto di partire con una bici elettrica. Una KTM Macina con motore Bosch e due batterie da 400 watt.
Alla fine tutto è andato bene e questi sono i dati rilevati dal Garmin Edge 801 sul percorso Monfalcone – Riva del Garda. Oltre a foto e video normali molto aiuto mi ha dato la telecamera Garmin Virb posta sul manubrio. Il tutto mi servirà per montare il video del viaggio.

• Km percorsi: 979
• Tempo di sella: 54 ore
• Media totale: 16,2 k/h
• Dislivello: 16.529 metri

Questi i passi attraversati:
• Passo del Predil (1156 m)
• Passo Sella Nevea (1180 m)
• Passo del Pramollo (1531 m)
• Passo de Gailbergsattel (958 m)
• Passo Stalle (2052 me)
• Passo Giovo (2099 m)
• Passo Rombo (2509 m)
• Passo Resia (1507 m)
• Passo Stelvio (2758 m)
• Passo Gavia (2630 m)
• Passo del Tonale (1884 m)
• Passo Carlo Magno (1682 m)

Considerazioni

Il viaggio è riuscito in modo perfetto anche se una critica va alle piste ciclabili che così come vengono descritte da molti siti ed altro non hanno senso per cicloturisti che fanno strada. Queste si trovano a uso e consumo dei vari paesi interessati e servono solo per chi va a fare la spesa. E spesso sono poste sui marciapiedi. Così, pensare di fare andature di un certo livello con le borse è la morte del cicloturista. Poi, spesso non vengono indicate con molta sufficienza. Salendo da Landeck a Resia mi è capitato di trovare alla fine della strada secondaria un bivio che informava: a destra per S. Moritz, a sinistra per Resia. Ho preso questa. Dopo un paio di chilometri con un’ascesa di quasi 200 metri ho trovato un cartello in tedesco che diceva “Vietato il passaggio delle bici”. Di fatto ero nella superstrada. Guardo sotto e vedo una pseudo pista ciclabile ma oramai il dado era tratto e ho continuato tra rischi in particolare nell’attraversare le gallerie.

Per il resto ricordo che per andare in bici su lunghi percorsi servono tutte le attrezzature giuste e senza dubbio il viaggio diventa anche divertimento pensando che per salire bisogna intersecare in modo giusto la testa e le gambe. Due i problemi avuti: i raggi della ruota posteriore che non erano stati tirati bene e le viti delle ganasce dei freni davanti.
Per quanto riguarda i pernottamenti ho usufruito del sito Booking. Erano tutte pensioni in cui ho potuto ricaricare a dovere tutti gli strumenti di bordo.
Un augurio: che si vendono più biciclette elettriche.

1° tappa: Monfalcone – Bovec (Slovenia)

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Il viaggio inizia da Monfalcone in direzione Gorizia e quindi entrati in Slovenia si prosegue per Canale d’Isonzo e quindi Bovec (Plezzo). E’ una tappa tranquilla e bei paesaggi a parte il consumo, non di benzina ma di birra, e i raggi che mi hanno dato problemi. Infatti, non avendo prima di partire fatto un’ispezione, il peso delle borse hanno creato problemi. Problema risolto all’ostello.
Monfalcone – La città è posta fra il Carso ed il Mare Adriatico, affacciata al punto più settentrionale del Mar Mediterraneo a pochi chilometri dalla foce dell’Isonzo
Gorizia, o Gorica in sloveno, per la sua posizione e per la sua storia, è una città e uno dei punti di congiunzione fra il mondo latino, slavo e germanico.

Nella storia recente Gorizia è stato uno dei domini asburgici, prima come capitale dell’omonima contea, e, successivamente, come capoluogo della Principesca Contea di Gorizia e Gradisca che, dalla metà dell’Ottocento entrò a far parte del Litorale Austriaco. Suoi conti saranno gli stessi imperatori asburgici fino al 1918, salvo una breve interruzione: l’occupazione francese del 1809-1813 con l’inclusione della città nelle Province Illiriche, create da Napoleone nell’ambito del suo Impero.
Persa a seguito della rotta di Caporetto (ottobre 1917), la città venne definitivamente ripresa dall’esercito italiano il 7 novembre 1918.

Kanal – Canale d’Isonzo si trova nella Slovenia occidentale, sul confine con l’Italia. Il comune è stato ricostituito nel 1995 per distacco dal comune di Nova Gorica. La cittadina di Canale, di impronta barocca e dal tipico aspetto friulano con le sue case a ballatoi, è disposta lungo le due rive del fiume Isonzo. Vi è da segnalare inoltre il santuario di Nostra Signora delle nevi (Marjia Snežna) posto nei pressi della frazione di Auzza.

Bovec – Questo è un piccolo paese alpino dell’alta Valle Isonzo, posto in una piana alla confluenza tra la val Coritenza (Koritnica) e la Valle di Trenta, nelle Alpi Giulie, che conducono, rispettivamente, agli importanti valichi alpini del passo del Predil (Predel) e del passo della Moistrocca (Vrši ). Parte del territorio è compreso nel parco nazionale del Tricorno (in sloveno: Triglav).

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2° tappa: Bovec (Slovenia) – Maunthen (Austria)

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Passi: Passo del Predil (1156m), tra Slovenia e Italia. Passo Sella Nevea (1180m). Passo del Pramollo (1531m), tra Italia e Austria.
Luoghi: Bovec, PN Triglavski, passo Sella Nevea, Chiusaforte, Pontebba, passo Pramollo, Tropolach, valle di Gail, Mauthen.

Da Bovec (480 metri) si sale leggermente sino a Bretto (km 10 e 665 m). Da qui si comincia a salire per bene e dopo 6 km e 519 metri di dislivello siamo al Passo del Predil (1170 metri).
Si gira attorno al lago e in leggera discesa lungo la Statale 76 ci si avvia verso il Passo Sella Nevea (1180) – 248 metri di dislivello) e in discesa si raggiungere Chiusaforte da dove passa la ciclovia Alpe Adria e per caricare le batterie mi sono fatto due bianchetti. Poi, avanti sino a Pontebba (568 metri) e si sale decisamente lungo una strada tortuosa (dopo 5 km ero già a 500 metri). Si passa per Canal di Ferro, una vallata montana della provincia di Udine che separa le Alpi Carniche dalle Giulie si sale sino al Passo del Promollo (1531 metri km 74 e 14 km e pendenza media del 7,2%). Si passa la cittadina della Carinzia Sonnenalpe Naßfeld (per scendere in 11 km ai 610 metri di Tröpolach (Austria). All’incrocio si prende a sinistra e praticamente in pianura si percorrono i 25 km che portano a Mauthen (Carinzia) posta a 705 metri.
Da dire che l’ultimo chilometro l’ho fatto a piedi in quanto la batteria era finita. Splendido l’alloggio e la cortesia. Visto che sono un pellegrino mi hanno offerto la cena e mi sono fatto fuori una bottiglia di rosso.

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3° tappa Mauthen (Austria) – Bruneck (Alto Adige)

Passi: Passo de Gailbergsattel (958 m). Passo Stalle (2052 m.), tra Austria e Italia.
Luoghi: Mauthen, Valle Drava, Lienz, Huben, valle del Deferenggen (PN Alti Tauri), Erlsbach, Erlsbach passo Stalle, valle di Anterselva, Rasun, Brunico.

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Il percorso sulla carta mi aveva messo apprensione ma cosi non è stato. Superato il Passo de Gailbergsattel (958 m), scendo sino a Lienz, cittadina posta alla confluenza delle valli Drautal, Val Pusteria ed Iseltal si trova la cosiddetta “Perla delle Dolomiti“, la città del sole Lienz (673 metri) conosciuta anche come Tirolo orientale (in tedesco Osttirol).
Quindi lungo una bella pista ciclabile raggiungo Huben (km 21). Qui, solita birra e pieno di acqua per affrontare la salita del Passo Staller (2052 metri) che con i suoi 35 km e 1183 metri di dislivello mette paura a qualsiasi ciclista e sono cazzi amari per chi non ha dosato le forze. Con calma e in 2,30 ore arrivo al passo. Poi, in picchiata, si consiglia freni buoni, casco allacciato e occhi aperti, scendo lungo i in 19 km che portano a Rasun Anterselva (1030 metri) per poi fermarsi nella bella cittadina di Brunico (km 36 da passo Stalle).

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4° tappa_ Bruneck – San Leonardo in Passiria

Luoghi: Sciaves, Fortezza, Vipiteno, Calice, passo Giovo, San Leonardo in Passiria.

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Ci sono giornate particolari. Oggi, ho affrontato il Passo Giovo (2094 metri) con un dislivello di 1124 metri che non permette nessun rilassamento. La salita più dura della vita. Al Passo foto di rito e arrivano fulmini e tuoni. Mi lancio lo stesso in discesa. Dopo 100 metri sono fradicio come un pulcino. Non ci faccio più caso e via tra la tempesta e i fiumi di acqua che scorrono. Alla fine arrivo. Il cellulare è fuori uso. In mattinata ero partito da Brunico e arrivato a Rio Pusteria ho dovuto fare i salti mortali per trovare la strada per Vipiteno (59 km – 948 metri) un paese che fa parte del circuito de “I borghi più belli d’Italia” con sulle gambe già 800 metri di dislivello.

E qui inizia la danza. perché in 15 km. con partenza dai 970 metri del bivio fuori paese si arriva ai 2094 metri del passo. Dislivello: 1124. Pendenza media del 7,5%. Difficoltà: 869.
Il Passo di Monte Giovo, (Jaufenpaß in tedesco), (2.094 m) mette in comunicazione la val Passiria e i centri di Merano e San Leonardo in Passiria. Dal punto di vista orografico divide le Alpi dello Stubai a nord-ovest dalle Alpi Sarentine a sud-est. I suoi versanti sono caratterizzati dalla presenza di fitti boschi d’abeti e di pascoli nella zona più alta, e non sono abitati se non fino ai 1200 metri di quota circa.
San Leonardo in Passiria (St. Leonhard in Passeier in tedesco) è un villaggio che si è formato attorno alla chiesa parrocchiale, la cui esistenza è attestata dal 1116 (proprietà dell’Ordine Teutonico), lungo l’antica via che collega Merano con Vipiteno attraverso il Passo Giovo.
Qui vi nacque Andreas Hofer (San Leonardo in Passiria, 22 novembre 1767 – Mantova, 20 febbraio 1810) che è stato un oste, comandante e patriota tirolese. Noto anche come Generale Barbòne, fu il comandante delle milizie tirolesi insorte contro la Baviera nel 1809. Fin dal XIX secolo, è considerato come uno dei più eminenti patrioti del Tirolo.

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5° tappa – San Leonardo in Passiria (Alto Adige) – Landeck (Austria)

Luoghi: San Leonardo in Passiria, passo Rombo, Solden, Imst, Landeck.

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Altra giornata campale in quanto cotto per cotto si deve procedere e basta. Partito alle 6.30 salgo subito lungo le rampe del Passo Rombo. Sono 1796 metri di dislivello su un percorso di 29 km con una pendenza media del 6,2%. Con passo felpato ci sono arrivato dopo 3,30 ore. Un freddo cane e montagne intorno coperte di neve. Faccio alcune foto e, poi, via lungo la discesa che porta a Imst. E, qui, inizia a piovere a dirotto e ancora una volta inzuppato in particolare i piedi (le scarpe di riserva non sono molto adatte). Il che significa che ora non ho più scarpe e spero in bene che si asciughino (ma fa freddo e piove). Dovrò partire in ciabatte nuovo modello ciclista. Infine, sono arrivato a Landeck (15 km) e dopo aver atteso “il cessate il fuoco”, sono salito ancora di un centinaio di metri e una decina di chilometri per trovare l’alloggio prenotato. Splendido il paesino con i dipinti sui muri delle case.

Alcune notizie. Il Passo del Rombo è un valico alpino che collega la val Passiria in Italia, alla Ötztal in Austria. La strada del passo fu costruita nel 1955, ma una mulattiera antica aveva sempre collegato le due valli: il primo documento che cita il “Thymelsjoch” risale al 1241. Dal 1919 valico di frontiera e dal 1968 collegamento stradale ufficiale tra Austria e Italia. Separando le Alpi dell’Ötztal dalle Alpi dello Stubai, segna nel contempo lo spartiacque europeo.

Sölden – E’ una nota località di villeggiatura sia estiva che invernale. Si trova a 1.368 m sul livello del mare. La cima più elevata presente nel territorio comunale è la Wildspitze la quale, con i suoi 3.768 m di altezza, rappresenta la seconda montagna dell’Austria in ordine di altezza dopo il Großglockner.
Imst – 830 m s.l.m. è stata stimata ed onorata già nel 1891 con un’opera del composta dall’austriaco Carl Zeller ed è la città natale del progetto “SOS-Kinderdörfer” (SOS Villaggi dei bambini), il quale è stato fondato da Hermann Gmeiner nel 1949. Nel 1951 è stato creato il primo “Villaggio dei bambini” del mondo.
Landeck – 817 m s.l.m. Sopra la bella città Landeck con 8.000 abitanti troneggia l’omonimo castello, del quale si vede l’immagine anche sullo stemma del comune. In tempi passati il castello fungeva come palazzo di giustizia dei Conti del Tirolo.

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6° tappa Landeck – Trafoi

Passi: Passo Resia (1507 m), tra Austria e Italia.
Luoghi: Landeck, Prutz, Pfunds, frontiera Svizzera, Martina, Austria, Nauders, passo Resia, Italia, Malles, Prato allo Stelvio, Trafoi.

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Quando si dice “crucchi” la traduzione è “non capisci niente”. E per un tedesco è chiaro. Insomma, dopo essere partito con freddo e nuvole basse lungo la ciclabile arrivo al bivio: S. Moritz o Resia. Scelgo questa soluzione come logico. Dopo un km di tosta salita trovo un cartello che anche per chi non sa il tedesco dice: vietato passaggio per le biciclette. In sostanza mi ero immesso nella superstrada. Guardo giù e vedo qualcosa di diverso. Ma questi crucchi non potevano mica mettere il cartello all’incrocio. Procedo a questo punto con prudenza tra auto, camion e tunnel anche lunghi oltre i 100 metri. Alla fine arrivo a Nauders e, quindi, proseguo verso Resia (1507 metri) lungo la ciclabile. Qui, anche gli italiani si distinguono perché di vere piste ciclabili per scendere a valle non c’è ne sono. Allora mi getto a tutta sulla statale e arrivo a Prato Stelvio (913 metri) dove, prima si partire per la salita che porta allo Stelvio (2758 metri) mi bevo una birra ben augurante. Sono molti i ciclisti che con il mio stupendo mezzo fornito da “Il Ciclista di Montecchio” supero come birilli e arrivo a Trafoi (1543 metri). Luogo scelto non caso perché domani mi attende i 1000 metri per arrivare al Passo Stelvio e dopo essere sceso a Bormio affrontare la salita del Gavia (2612 metri) per finire la giornata a Ponte di Legno. Le gambe girano bene e lo spirito è buono.

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7° tappa – Trafoi – Ponte di Legno

Passi: Passo dello Stelvio (2758m), Passo Gavia (2630)
Luoghi: Trafoi, passo del Stelvio, Bormio, Santa Caterina Valfurva, Passo del Gavia, Ponte di Legno.

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Giornata indimenticabile non fosse altro che per un cicloturista fare in un giorno i passi dello Stelvio (2758 metri) che il Gavia (2630 metri non è di tutti i giorni. Dunque ho poco da dire: ho realizzato un sogno che avevo nel cassetto. Sul percorso: avere innanzi tutto una testa per non superare la soglia dei battiti cardiaci e quindi avere gambe di sequoia gigante che mi sono creato per alcuni messi presso la Palestra Saint Tropez del mitico Remo che ringrazio.
Lunghezza Passo dello Stelvio: 24,3 km. Partenza: 950 metri. Arrivo: 2758 metri. Dislivello: 1808 metri. Pendenza: 7,4%. Difficoltà: 1411.

La discesa da Passo Stelvio è una cosa unica perché per arrivare a Bormio (22 km) si toccano anche gli 80 all’ora.
Quindi, paesaggi splendidi e rimanere incantati di sera nel vedere l’Ortles che si colora di rosa al tramonto e quindi dal Gavia l’Adamello. Dai 1200 di Bormio si sale sino a Santa Caterina Valfurva (1785 metri). Quasi 13 km con 585 metri di dislivello. Quindi avanti per arrivare al Passo Gavia dopo altri 830 metri di dislivello in 12 km. Un totale da Bormio di 1450 metri
Lunghezza: 17,3 km. Partenza: 1258 metri. Arrivo: 2621. Dislivello: 1363 metri. Pendenza: 7,9%.
Massima: 16%.
La situazione più difficile della giornata è stato scendere il Gavia tra una galleria senza luce e una strada strettissima. Per fortuna non ho incontrato auto altrimenti sarebbe successo un botto e basta.

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8° tappa – Ponte di Legno – Pinzolo

Passi: Passo del Tonale (1884 metri), Passo Carlo Magno (1682 metri)
Luoghi: Passo del Tonale, Dimaro, Passo Carlo Magno, Madonna di Campiglio, Pinzolo.

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Giornata da fine anno scolastico. Tappa breve e due salite quali il Tonale e Madonna di Campiglio che sono state una passeggiata. Da segnalare solo che i luoghi passati sono soggiorni per lo più invernali e passando attraverso il Tonale mi è sembrato di essere in un posto fantasma. Insomma giornata che non andrà negli annali.
Passo del Tonale: Lunghezza: 10,9. Partenza: 1238 metri. Arrivo: 1884 metri. Dislivello: 646 metri. Pendenza media: 5,9%. Difficoltà: 403
Passo Carlo Magno: Lunghezza: 13,39 km. Partenza: 770 metri. Arrivo: 1702 metri. Dislivello: 932 metri. Pendenza 6,1%.

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9 ° tappa – Pinzolo – Riva del Garda – Peschiera del Garda

Luoghi: Pinzolo, Riva del Garda, Rovereto

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Da Pinzolo a Riva del Garda sono 55 km con circa 600 metri di dislivello. Qui perdo il contatto con il GPS per alcune foto di rito per cui vado a “manica”
Prendo la ciclabile e finisco il tour a Rovereto per salire in treno e arrivare nel tardo pomeriggio a Vicenza.

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