Parigi e il futuro che vorrei

4 Settembre 2016

parigi

Parigi val bene un blocco del traffico. Lasciare l’auto e utilizzare i mezzi pubblici per una settimana: è questa la sfida che la sindaca Anne Hidalgo ha lanciato ai parigini per la settimana dal 19 al 25 settembre 2016, che culminerà con la Journée Sans Voiture, il blocco totale dei mezzi a motore dalle 11 alle 18 in 20 arrondissements (l’anno scorso erano stati 11) della Ville Lumière. Le restrizioni riguarderanno 650 km di strade senza auto all’interno di Parigi che almeno per un giorno diventeranno completamente pedonali.

Per la prima volta i cittadini di Parigi saranno invitati a non utilizzare il proprio mezzo a motore per 7 giorni consecutivi e chi lo farà potrà usufruire gratuitamente di tutti i mezzi pubblici. Un incentivo reale e tangibile che premierà chi deciderà di spostarsi in città senza inquinare: un programma su base volontaria che rappresenterà un banco di prova importante per testare la reale portata di un provvedimento che guarda al futuro della mobilità urbana, sempre più senz’auto e a misura di persona.

La direzione che intende prendere la sindaca Anne Hidalgo è molto chiara: disincentivare l’uso del mezzo privato motorizzato e favorire il ricorso ai mezzi pubblici, all’utilizzo del bike sharing e agli spostamenti a piedi nelle strade liberate dal traffico motorizzato. Il più grande spot per la mobilità sostenibile sarà realizzato, dunque, per sottrazione: eliminando la presenza di auto, moto e motorini dalle pubbliche vie automaticamente il contesto urbano si trasformerà in uno spazio di socialità condiviso e in una serie di percorsi con tempi di percorrenza abbreviati grazie all’assenza di ingorghi.

Il presente di Parigi è il futuro che vorrei in ogni grande città alla prese con traffico e inquinamento. A cominciare, magari, proprio da Roma: città con cui è gemellata e di cui rappresenta dal punto di vista della mobilità l’altra faccia della medaglia. Al momento le distanze tra la Città Eterna e la Ville Lumière sono siderali: a cominciare dal servizio di bike sharing, che a Parigi può contare su una nutrita flotta e stazioni di noleggio disseminate ovunque mentre a Roma è fermo al palo da anni. Anche sul fronte delle metropolitane e sui tempi di percorrenza dei mezzi pubblici Parigi non teme confronti.

La settimana “senz’auto” di Parigi rischia di diventare la dimostrazione plastica ed evidente che se si eliminano dalle strade i mezzi a motore si moltiplicano i vantaggi per tutti i cittadini: non solo per quelli che abitualmente vanno in auto – e passano ore fermi in coda – ma anche e soprattutto per tutti coloro che subiscono le conseguenze nocive del traffico semplicemente perché passeggiano in una strada con l’aria satura di gas proveniente dai tubi di scappamento.

Manca ancora qualche settimana ed è presto per fare previsioni: la sensazione è che il più grande blocco totale del traffico – quello del 25 settembre – preceduto da una settimana di disincentivo forte all’uso del mezzo privato a motore rappresenterà un punto di non ritorno per le politiche di mobilità sostenibile e Parigi in questo farà scuola: la prima azione da intraprendere per migliorare la circolazione e la vivibilità sulle strade è la drastica diminuzione del parco auto circolante. Parigi e il futuro che vorrei: è Parigi il futuro che vorrei.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.799
Acquista
Meccanica Base 1
199
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti