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A #CosmoBike va in onda il talk show sulla mobilità nuova

News • di 14 Settembre 2016

bikenomist
Un confronto serrato sulla mobilità nuova con domande, risposte e repliche tra i parlamentari Paolo Gandolfi (Pd) e Diego De Lorenzis (M5S) è andato in scena nel corso della prima mattinata di lavori di CosmoBike Mobility, la prima expo-conference europea per approfondire le tematiche legate agli spostamenti sostenibili in città e non solo.

Il dibattito in stile talk show – tempi contingentati, domande ficcanti e ritmo sostenuto – è stato moderato da Paolo Pinzuti, Cycling Development Officer di Bikenomist Srl, coprendo un ampio spettro di temi legati allo stato dell’arte sui provvedimenti legislativi dedicati alla mobilità nuova e prendendo spunto dalla cronaca per coinvolgere la platea a interrogarsi sulla situazione italiana rispetto a quella di tanti Paesi “ciclisticamente avanzati” del Nord Europa dove i nostri timidi “forse” sul fronte della mobilità sono già dei “sì” convinti, da molti decenni.

Ingegnere uno (De Lorenzis), architetto l’altro (Gandolfi): la coppia di addetti ai lavori che in Parlamento si occupa delle stesse materie – ma su schieramenti contrapposti – si è confrontata per più di un’ora nella Sala Rossa della Fiera di Verona, dove proprio questa mattina ha preso il via la tre giorni con i saluti del direttore commerciale di Veronafiere Diego Valsecchi, del project manager di CosmoBike Show Paolo Coin e del presidente dell’ECF (European Cyclists’ Federation) Manfred Neun.

Pronti via, il primo argomento riguarda il reato di omicidio stradale: un provvedimento che Gandolfi giudica come una “legge importante perché mette ordine” fatto per “tamponare un problema”, che ha messo in luce l’aumento dei morti nelle città soprattutto tra gli utenti più vulnerabili della strada (come i pedoni che attraversano sulle strisce). Dal canto suo De Lorenzis è convinto che sarebbe stato sufficiente inasprire le pene e non creare una fattispecie ad hoc, peraltro con un provvedimento fatto sull’onda emotiva e, aggiunge: “Una legge che si poteva fare meglio”.

Si passa poi al tema della Fiat/Fca che ha abbandonato l’Italia per trasferirsi in Olanda: una scelta che De Lorenzis considera negativa soprattutto alla luce del fatto che “per 30 anni la famiglia Agnelli ha inciso profondamente sulle politiche della mobilità”, un’affermazione su cui Gandolfi concorda anche se sottolinea come siano proprio i Paesi senza una forte industria automobilistica quelli nei quali si è sviluppata presto e bene una cultura della mobilità nuova, quindi il trasferimento della Fiat/Fca all’estero potrebbe portarci in questa direzione. Chissà.

Sul piano dei finanziamenti da parte di governo/Parlamento con azioni concrete in Italia sono ancora pochi i provvedimenti intrapresi: lo ammette Gandolfi e lo sottolinea De Lorenzis secondo cui “i cittadini non sono soddisfatti della mobilità e della ciclabilità” per come (non) vengono sostenute. E a proposito di questo il testo con le modifiche del Codice della Strada – approvato a ottobre 2014 dalla Camera e ancora impantanato al Senato – dimostra plasticamente come esista uno scollamento tra l’urgenza di un provvedimento atteso da decenni e la volontà politica di metterlo in pratica. Comunque, come emerso dal dibattito, pare che qualcosa si stia sbloccando e la legge potrebbe arrivare in aula prima di Natale. Vedremo.

Sul gap esistente tra Italia e Nord Europa si avrebbe gioco facile a sostenere che noi siamo all’anno zero della mobilità mentre altrove mangiano pane e ciclabilità a tutti i livelli: in effetti Gandolfi sottolinea come il nostro approccio alle cose – a tutte le cose, non solo a quelle che riguardano la mobilità – sia poco razionale, e così “l’auto è diventata un’estensione dell’homo italicus” ma nessuno gli ha spiegato che il posto auto sotto casa non è un diritto costituzionale. Per De Lorenzis in Italia “il pericolo è di restare fermi a metà del guado”, senza dunque dare seguito a provvedimenti-pilota e/o a buone pratiche che hanno bisogno di tempo per essere metabolizzate e sostegno per poter essere diffuse su tutto il territorio.

Se in Italia solo 1 bambino su 10 compie in autonomia il percorso casa-scuola una domanda dovremo pur farcela: “Quale esempio stiamo dando ai nostri figli? Quale futuro immaginiamo per loro”. Per rispondere a questa – e a tante altre domande – si potranno trovare risposte negli altri panel di discussione di CosmoBike Mobility, che quest’anno è dedicata alla “Città dei Bambini”: dove le strade sono a misura di persona, con poche auto ma con tanta voglia di spostarsi in maniera attiva e sostenibile. A piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico.






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