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Grab+ 20 idee per Roma: il vento sta cambiando

Rubriche e opinioni • di 7 Novembre 2016

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Nell’anno e mezzo trascorso dalla presentazione del Grab, la ormai famosa ciclovia urbana sta assumendo sempre più i tratti della concretezza: il 21 settembre scorso infatti, il Ministro per le Infrastrutture e per i Trasporti Graziano Delrio e la neosindaca capitolina Virginia Raggi hanno firmato il protocollo d’intesa per la realizzazione dell’opera. In attesa dell’inizio dei lavori, la comunità romana non è rimasta di certo a guardare e, grazie all’impegno di vari comitati, associazioni e volontari, ha dato vita a tutta una serie di iniziative e progetti volti ad implementare ancora di più la ciclabilità capitolina, sempre avendo come filo conduttore il Grab e la connessione ad esso. I diversi attori di queste proposte si sono dati appuntamento venerdì 4 novembre nella Sala Conferenze della ex Cartiera Latina, all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica. Lo start dei lavori era previsto per le ore 10 ma, per ironia della sorte, gli interventi sono iniziati circa mezz’ora dopo a causa del traffico urbano che ha provocato ritardi nell’arrivo di alcuni relatori.

Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e coordinatore del progetto Grab, ha moderato l’incontro, dove gli interventi erano suddivisi per settori: dopo una breve presentazione del progetto Grab, l’attenzione si è spostata sulle possibili connessioni di quest’ultimo con i quartieri di Roma e i comuni limitrofi. Si è parlato molto, ovviamente, di Appia Antica: è stato presentato l’Appia Day 2017 (14 maggio 2017 – save the date), insieme ad altre iniziative particolarmente interessanti, come ad esempio quella del fly & bike, progetto che mira a “catapultare” i turisti appena atterrati a Ciampino direttamente in sella ad una e-bike, per poter godere di Roma già solo dopo pochi minuti dall’arrivo in città. E poi trekking urbano, green economy e contratti di fiume per finire con un intervento molto apprezzato di un rappresentante del MAXXI (Museo delle Arti del XXI secolo), che ha manifestato tutta la vicinanza del museo ai temi della mobilità dolce.

Tornando verso casa, ho ripercorso mentalmente gli interventi ascoltati poco prima: la passione con cui sono stati presentati e l’impegno con cui vengono portati avanti rappresentano secondo me un chiaro indicatore di quanto ci sia una voglia di riscatto che parte dal basso, dai singoli cittadini se vogliamo. Roma negli ultimi anni sta attraversando una parabola discendente: il degrado è sotto gli occhi di tutti, le immagini dei turisti che fotografano i rifiuti invece del Colosseo sono emblematiche da questo punto di vista. Per quanto riguarda la mobilità, l’automobile continua a farla da padrona: se è vero da un lato che i mezzi pubblici versano in condizioni drammatiche, dall’altro bisogna ammettere che molti romani difficilmente abbandonerebbero la presunta comodità della propria macchina, anche in presenza di valide alternative di trasporto.

Eppure dei segnali di cambiamento ci sono, e la giornata di venerdì 4 novembre all’ex Cartiera Latina ne è la prova lampante: la differenza non la fanno le bici, ma le persone che vanno in bici, come diceva una slide proiettata al convegno. E allora questi segnali si possono trovare anche nelle strade romane ogni giorno; segnali che si annidano nel businessman che decide di scegliere la pieghevole per raggiungere il proprio ufficio o nel mercatino di quartiere che finalmente ha una bancarella di noleggio e ricambi per la due ruote, nei volontari che si danno appuntamento per ripulire la ciclabile del Tevere o nel gruppo di cittadini che dà vita alla ciclabile “clandestina” di S. Bibiana per dare un segnale alle istituzioni.

Arrivato alla fermata della metro Jonio ancora immerso nei pensieri, vedo con la coda dell’occhio una ragazza in procinto di parcheggiare la propria bicicletta. Ma sulla (piccola a dire il vero) rastrelliera della stazione non c’è più neanche un posto libero. Forse il vento sta cambiando veramente…

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