Politiche

Troppe pressioni: il sindaco di Roma blocca un pezzo di Grab

Troppe pressioni: il sindaco di Roma blocca un pezzo di Grab
Il cantiere dei lavori del Grab in Via Panama (foto Il Messaggero)

La Settimana Europea della Mobilità 2025 a Roma rischia di essere ricordata per la netta retromarcia sul Grab (Grande Raccordo Anulare delle Bici) da parte del sindaco Roberto Gualtieri. Il progetto dell’anello ciclabile di Roma – i cui lavori appaltati ad Astral sono già partiti da mesi e dovranno essere conclusi entro giugno 2026, pena perdita dei finanziamenti del PNRR – è al centro delle polemiche e sta incontrando le resistenze di alcuni comitati di quartiere e associazioni contro la Ztl dei Parioli, spalleggiati dall’opposizione in Campidoglio, che hanno fatto la voce grossa chiedendo di bloccare i lavori della ciclabile in Via Panama, “colpevole” di restringere la carreggiata e togliere posti auto gratuiti.

Dalla prima lettera della senatrice al sindaco

Una questione che sembra stare molto a cuore alla senatrice Lavinia Mennuni – già consigliera di lungo corso nelle file della destra in Campidoglio e dal 2022 entrata a Palazzo Madama con Fratelli d’Italia – che ha addirittura indirizzato al sindaco Gualtieri un’irrituale missiva in cui chiede di rivedere il progetto della ciclabile (per inciso: a lavori già ampiamenti iniziati e dopo tutto il lungo iter burocratico-amministrativo già concluso, incluse le varie conferenze dei servizi sul tema, ndr). Un caso di ingerenza istituzionale che si intreccia con la gestione politica della mobilità capitolina.

La lettera aperta scritta dall’onorevole Mennuni su carta intestata del Senato, indirizzata al sindaco di Roma, per chiedere lo stop alla ciclabile in via Panama, nel cuore dei Parioli e postata sui social il 18 settembre 2025 👇

La senatrice scrive di “malcontento diffuso” e di “misure inutili se non dannose” che penalizzerebbero gli automobilisti togliendo parcheggi e restringendo la carreggiata. Ma soprattutto, ha concluso evocando la possibilità di un provvedimento legislativo nazionale che obblighi i Comuni a ripristinare i posti auto eliminati per fare spazio alle ciclabili. Un avvertimento che suona come una minaccia politica rivolta al Campidoglio, e che ha il sapore di un’ingerenza irrituale nelle competenze locali.

La retromarcia di Gualtieri sul Grab

Lettera aperta della senatrice che – unita alle proteste – sembra aver sortito il suo effetto: come riporta il quotidiano romano Il Tempo in un articolo molto informato sul tema, proprio ieri (per inciso: il Car Free Day, la Giornata Mondiale Senz’Auto) il sindaco Gualtieri ha convocato un tavolo tecnico con l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, i tecnici comunali e quelli di Astral per valutare correttivi al progetto, i cui lavori sono già iniziati da tre mesi. Un’azione che sembra essere una netta retromarcia sul Grab, per ridimensionarne la portata. E, in estrema sintesi, dare meno spazio alle bici lasciando quello delle auto praticamente invariato.

Un precedente pericoloso

Il che crea anche un delicato – e pericoloso – precedente: la ciclabile di via Panama non è un’opera isolata, ma – come dicevamo – parte integrante del Grab (Grande Raccordo Anulare delle Bici), progetto strategico finanziato con fondi PNRR, che deve essere completato entro giugno 2026, pena la perdita dei finanziamenti. Un iter già approvato in conferenze di servizi, con i lavori avviati e una tabella di marcia serrata.

Adesso anche altri quartieri interessati dal passaggio del Grab – tra tutti il Flaminio dove l’infrastruttura ciclabile mira a ridisegnare la viabilità davanti al Museo MAXXI (eliminando parcheggi auto gratuiti dal centro della carreggiata in Via Guido Reni, ndr) – forti di questa parziale retromarcia del sindaco ai Parioli utilizzeranno il precedente come ubi consistam per perorare la loro causa, vale a dire mantenere la situazione attuale in cui le auto sono parcheggiate a centro strada, chiaramente con possibilità di doppia fila.

Bastoni tra le ruote (e tempo che stringe)

In questo quadro, resta la contraddizione di fondo: un’opera nazionale, pensata per modernizzare la mobilità della Capitale e vincolata ai fondi europei, rischia di essere rallentata da logiche di consenso locale e da pressioni politiche che trasformano una ciclabile in terreno di scontro ideologico. Intanto, ai Parioli, quartiere dove ogni famiglia possiede mediamente due o tre auto e molti adolescenti si muovono spesso e volentieri in minicar, la prospettiva di lasciare spazio a chi si muove in bicicletta viene etichettata come “ideologia”.

La retromarcia del sindaco di Roma sul Grab suona intanto come una sconfitta per la ciclabilitàin netto contrasto con i 1244 km di ciclabili promessi fino al 2035 – in attesa di vedere quali e quanti saranno i “correttivi” che saranno apportati al progetto.

Il fatto che questa decisione sia maturata proprio nella Giornata Mondiale Senz’Auto acuisce ancor di più – semmai ce ne fosse bisogno – la distanza siderale della Capitale da qualsivoglia buona pratica in tema di mobilità in bicicletta.

Leggi anche: Roma: inaugurato il primo tratto del Grab

ebook

Ebook Mobilità Ciclistica
Scopri

Commenti

  1. Alessandro ha detto:

    A maggior ragione se si tratta di una strada trafficata è bene sopprimere i parcheggi, meno auto in manovra a bassa velocità fluidificano il traffico. Se si tratta poi di auto parcheggiate per tempi lunghi non è certo un diritto parcheggiare a spese della collettività

  2. Federica ha detto:

    Leggo commenti di persone che sono la fotocopia dei sentimenti di quelli che creano comitati “contro” solo per principio, o peggio ancora per totale ignoranza in materia.
    Quella pista ciclabile, quella preesistente, viene usata quotidianamente dai molti ciclisti e, attenzione, udite udite, esistono persone che si spostano in bici per andare al lavoro! Non ci sono solo i ciclisti della domenica. Oltretutto lì c’è l’ingresso della Luiss e la mattina ci sono decine di monopattini e bici a noleggio parcheggiate lì davanti. Chi dice che ci vede solo qualche corriere mente, è prevenuto o non sa di cosa sta parlando.
    Chi passa il suo tempo in auto dovrebbe considerare che se quelli che si spostano in bici lo facessero in auto gli creerebbero un problema ben maggiore, tipo più traffico e meno parcheggi ancora disponibili, ci avevate mai pensato?
    Non capisco perché poi ci facciamo mettere i piedi in testa da chi avversa le ciclabili senza un reale motivo, andiamo noi a fare massa lì davanti, dimostriamo che siamo di più.

  3. Marcel ha detto:

    Ci passo più volte al giorno, la vecchia ciclabile sul marciapiede è largamente sufficiente per le 5-6 bici/ora che si vedono, per lo più di bangladini che fanno delivery. In quel tratto di ciclisti che vanno a lavorare, studiare, ecc. se ne vedono pochi se non zero.
    Perché fare un’opera così devastante a carico di un’arteria di collegamento fondamentale, già sempre sovraccarica di traffico, oltretutto per collegarla al parco di Villa Ada in cui si è recentemente capito che NON possono fare il GRAB? Perché il sindaco deve tagliar nastri, unica cosa che gli riesce bene, e deve spendere i fondi PNRR. Questa è la logica di programmazione a Roma, questa è la iattura di una città che non vede un sindaco decente (non dico bravo) da quasi 30 anni, perché la politica nazionale qui manda i peggiori e non si sa perché.
    Roma è così grande e articolata che il furore dei bikers non potrà mai trovare soddisfazione, se non impedendo a tantissimi cittadini di muoversi in modi diversi perché costretti e non per sadismo verso l’ambiente.
    Gli automobilisti non contestano le preferenze dei ciclisti (salvo criticarne gli abusi). Perché invece i ciclisti non rispettano chi non ha altre scelte se non indebitarsi per comprare un’auto, dato che il TPL non gli serve per la sua vita quotidiana?

  4. Carlo Malfatti ha detto:

    “io abito dietro via panama e in tre anni nella ciclabile già esistente non ho mai visto.un ciclista”.

    Questo è palesemente falso, io ad esempio ci passo diversi giorni a settimana e non sono certo il solo

  5. Carlo Malfatti ha detto:

    “cosa tecnicamente errata anche perché molte strade sono state progettate e dimensionate proprio per assolvere il compito di fluidificare il flusso veicolare. Con il restringimento si nullifica/neutralizza il compito che doveva assolvere quella infrastruttura.”

    E questo chi lo dice? Fonti?
    Perché in realtà è il contrario, prova a leggere ad esempio qui:
    https://www.ilpost.it/2016/01/04/7-miti-sul-traffico/ (ma anche su Bikeitalia se ne è sicuramente parlato, è giusto per avere un contributo esterno e corredato di fonti)

  6. Andrea bechello i ha detto:

    non tutti possono andare in bicicletta ..non è possibile vietare il transito delle automobili se prima non si da un alternativa in mezzi pubblici .violentare così una città di 3 milioni di abitanti per lo 0.3% di ciclisti e una violenza inaccettabile io abito dietro via panama e in tre anni nella ciclabile già esistente non ho mai visto.un ciclista .questa non è democrazia e una dittatura di un lobby per incassare i soldi del pnrr senza valutare l impatto sui cittadini loro tanto di muovono in auto blu

  7. Stefano ha detto:

    Premesso che a mio avviso il tema delle ciclabili si sarebbe dovuto affrontare solo e soltanto dopo che tutto il sistema di trasporto pubblico sia stato portato ad un livello di efficienza degno (ad oggi è totalmente inefficiente), penso che il problema del Sindaco è che non essendo un tecnico non è in grado di valutare la bontà di un progetto e molto probabilmente e’ anche affiancato da tecnici non all’altezza. Infatti non ci vuole uno scienziato per capire che ridurre la sezione delle carreggiate a favore delle ciclabili che insistono sulla medesima strada e’ un errore ai fini della fluidificazione del traffico veicolare. Affinché le ciclabili funzionino, esse devono essere disegnate e realizzate su tracciati differenti e che non interferiscono con la viabilità. Solo in questa maniera le ciclabili possono esistere. Al limite possono coesistere con la strada esistente solo su quelle strade a basso flusso veicolare. Quindi per fare le cose per bene si sarebbe dovuto studiare e realizzare un tracciato indipendente dalle strade esistenti e ben fatto, a meno di qualche rara eccezione di interferenza solo per quelle strade a basso flusso veicolare.
    Invece il comune sta facendo il contrario e cioè realizza le ciclabili sullo stesso tracciato delle strade (anche ad alto scorrimento come via tuscolana, via oceano Atlantico), cosa tecnicamente errata anche perché molte strade sono state progettate e dimensionate proprio per assolvere il compito di fluidificare il flusso veicolare. Con il restringimento si nullifica/neutralizza il compito che doveva assolvere quella infrastruttura.
    A me sembra che queste scelte progettuali ingegneristicamente errate suonano proprio come una costrizione all’utilizzo forzato della bicicletta. Questo lo trovo molto ma molto scorretto! I cittadini devono essere liberi di fare le loro scelte e non devono essere obbligati. Quindi, chi vuole (e può fisicamente permetterselo) prende la bicicletta, altri i mezzi pubblici (ma devono esserci e funzionare bene) e altri ancora che probabilmente devono andare in luoghi molto distanti la propria auto ma senza essere penalizzati dalla ciclabile!

  8. gianni zerbini ha detto:

    Nascere a Roma è veramente una disgrazia. Ancora più auto e ancora più orrore.

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *