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Monte Cimone: sempre più centro della MTB in Italia

News • di 8 Settembre 2017

Monte Cimone: amanti della MTB, segnatevi bene il nome di questa località perché ne sentirete parlare molto nell’arco dei prossimi anni.

Situato sull’appennino modenese, al confine con la Toscana, il Monte Cimone, da diversi anni sta investendo molto per convertirsi da meta tipicamente invernale (qui ha avuto i natali sciistici Alberto Tomba) in una località in grado di soddisfare le esigenze di chi vuole vivere esperienze all’aria aperta 365 giorni l’anno.

Il motivo del successo annunciato di questa località non risiede solamente nella relativamente facile accessibilità da tutto il nord Italia (per raggiungere Montecreto da Milano si impiega lo stesso tempo che andare a Livigno, mentre da Bologna o Firenze basta la metà del tempo) e neppure nell’alta quantità e qualità dei sentieri e impianti di risalita, ma anche nella precisa volontà del territorio e dei suoi amministratori di trasformare il comprensorio del Monte Cimone nel paradiso italiano delle ruote grasse.

A capo del piano di rinnovamento turistico della località emiliana c’è Leandro Bonucchi, classe 1979, dal 2014 sindaco del Comune di Montecreto e presidente dell’Unione dei Comuni del del Frignano che riunisce 10 comuni del comprensorio. Bonucchi. È un biker appassionato e istruttore di muontain bike e non è certo un caso che, dal momento della sua elezione, si è impegnato per la conversione dell’economia del turismo locale dal “bianco” (neve) al “verde” (trekking e mtb).

L’intuizione è stata felice e i risultati non stanno tardando ad arrivare, grazie anche al supporto degli operatori locali che hanno scelto di prendere la palla al balzo. Tra questi c’è Guerrino, il proprietario dell’hotel Margherita situato a poche centinaio di metri dalla funivia che porta a Pian del Lupo a 1500 metri s.l.m. Che la bicicletta fosse un segmento su cui investire con forza, Guerrino l’ha capito da subito, quando aprì l’hotel e nel suo garage si si possono ancora trovare le mountain bike in acciaio e senza sospensioni acquistate la bellezza di 28 anni fa per la gioia dei propri ospiti.

Da allora molte cose sono cambiate: sono arrivati i materiali compositi, ammortizzatori leggeri ed efficienti e la pratica della MTB ha iniziato a differenziarsi tra XC, enduro, freeride e downhill, ma il Cimone ha saputo inseguire tutti i segmenti attraverso la riscoperta e creazione di 60 sentieri, itinerari e piste di diversa difficoltà, mappati e disponibili su boreal mapping.

Renato, invece, pochi anni fa ha lasciato la sua città, Ferrara, (che definisce “caotica”) per venire a godere della pace della montagna e qui ha aperto un’attività di noleggio e preparazione sci, evolutosi poi alle ruote grasse proprio alle pendici della funivia per Pian del Lupo.

Nel comune di Sestola è attiva l’altra funivia che porta a Pian del Falco da cui partono piste più facili, come l’Easy Rider, qui ha da tempo aperto il noleggio di articoli sportivi Protti che fa un tandem perfetto con il pub antistante dove chi pratica trekking, mtb, parapendio e altri sport invernali, può ristorarsi tra una risalita e l’altra. Qui a Sestola è anche attivo il Cimone Bike Park che è stato uno dei primi bike park aperti in Italia dove l’anno scorso si sono tenuti gli Europei di downhill.

Basta fare la sommatoria di tutti questi progetti e dell’immenso patrimonio naturalistico ed enogastronomico della zona per capire che il Monte Cimone sta per entrare prepotentemente nella scena mtb.

Il Cimone Bike Festival, che si tiene ogni anno nell’ultimo weekend di giugno ne sarà il termometro. Nel 2017 ha raccolto oltre 500 partecipanti alle pedalate e c’è da scommettere che nel 2018 inizierà il boom






Una risposta a Monte Cimone: sempre più centro della MTB in Italia

  1. Ci sono alcuni errori in questo articolo. L’hotel Margherita immagino sia il Residence Hotel Margherita di Montecreto, nelle vicinanze della seggiovia dello Stellaro che porta al Monte Cervarola (di Montecreto appunto). E non al Passo del Lupo (Passo e non Pian!), nel comune di Sestola, dove appunto c’è l ‘unica funivia del comprensorio e nei pressi del quale c’è l’hotel Passo del Lupo (e non Margherita). Se correggete … :)

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