L’ultima “ricerca” di Google: che fine hanno fatto le sue bici?

23 Gennaio 2018

Il quartier generale di Google, a Mountain View, in California, è uno dei più grandi campus aziendali d’America, con i suoi 3 milioni di metri quadrati di estensione e dozzine di edifici. Per spostarsi all’interno del Googleplex – come è chiamata la struttura – la multinazionale ha messo a disposizione dei suoi dipendenti un parco di 1100 biciclette. Le bici possono essere usate solo all’interno dell’area e dai dipendenti Google, motivo per cui sono prive di lucchetto e dopo essere usate possono essere lasciate in qualsiasi punto: un po’ come il recente sistema di bike sharing free floating, ma più sicuro.

Qualche giorno fa il Wall Street Journal ha però sollevato più di un dubbio sulla “sicurezza” con cui le Gbikes sono tenute all’interno del Googleplex. Pare infatti che ogni settimana siano tra le 100 e le 250 le biciclette brandizzate Google che scompaiono dal campus e che finiscono per le strade di Mountain View e altre città della Silicon Valley. A portarle via non sono ladri professionisti che tentano di rivenderle, ma programmatori, consulenti e manager in carriera che decidono, diciamo così, di “prendere in prestito” le bici aziendali per usarle e farle usare anche al di fuori del Googleplex.
E i cittadini tutto sommato sono d’accordo, ritenendo infatti che le bici siano una risorsa per tutta la comunità e non solo un semplice benefit aziendale. Lo stesso sindaco di Mountain View ha ammesso di aver utilizzato una bici Google per andare al cinema, e anche la polizia non sembra particolarmente motivata a fermare i ciclisti in sella alle Gbikes per indagare sulla loro provenienza.

Periodicamente è un team di Google che provvede a perlustrare la zona con un furgone per recuperare le bici abbandonate. Dopo averle equipaggiate lo scorso anno con un dispositivo gps che ne monitorasse gli spostamenti, è emerso che alcune Gbikes hanno viaggiato parecchio e sono state segnalate addirittura in Alaska e in Messico. Per quanto Google disponga di risorse finanziarie quasi illimitate e potrebbe comprare centinaia di bici nuove ogni settimana, sembra che i suoi ingegneri siano a lavoro per studiare un sistema di bloccaggio/sbloccaggio delle bici tramite smartphone per risolvere definitivamente il problema dei furti.

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