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Elezioni 2018: FIAB chiede la dieta del traffico, subito

News • di 13 febbraio 2018

Ecco il documento che FIAB propone ai partiti politici in vista delle elezioni: misure che si possono prendere rapidamente per sostenere la mobilità attiva.

dieta del traffico

Si avvicinano le elezioni politiche. In momenti come questo è ancora più importante del solito far sentire la propria voce. Tutti i gruppi organizzati, dagli industriali dell’automobile ai pensionati, dai commercianti agli insegnanti, pongono richieste ben precise ai partiti. È bene che anche i ciclisti si facciano sentire. A questo scopo FIAB ha preparato un documento ben preciso che oggi vi presentiamo.

L’obiettivo? Una “dieta del traffico”, con una riduzione dell’uso del mezzo privato pari al 20%. Ma andiamo con ordine.

I risultati raggiunti

Il documento inizia elencando i risultati raggiunti durante la scorsa legislatura. Spiccano in particolare il riconoscimento dell’infortunio in itinere per chi usa la bici per andare al lavoro, e la recente approvazione della legge quadro sulla mobilità ciclistica. Rimane però ancora molto da fare.

Accelerare i tempi

Il concetto su cui si insiste nel documento è quello dei tempi: “le nostre città hanno bisogno di soluzioni concrete OGGI (e non fra qualche decennio) per i problemi legati all’inquinamento, al consumo dello spazio pubblico, alla salute e benessere dei cittadini, alla sicurezza sulle nostre strade. La bicicletta ha ampiamente dimostrato di essere una soluzione efficace che richiede investimenti contenuti con risultati in tempi brevi.”

Le richieste

FIAB chiede ai partiti di impegnarsi su una percentuale negativa: -20%. Deve essere questo l’obiettivo per quanto riguarda il possesso di automobili private. Con cosa sostituire queste automobili? Con lo sviluppo della mobilità attiva, cioè viaggiando a piedi, in bici o con il trasporto pubblico.
Più nello specifico, FIAB chiede:

  • la piena attuazione della legge quadro sulla mobilità ciclistica, che prevede passaggi e scadenze ben precise per quanto riguarda la realizzazione di Piani di Mobilità Ciclistica a livello nazionale, regionale e locale o per quanto riguarda la rete ciclabile Bicitalia. Su questi aspetti pubblicheremo un approfondimento nelle prossime settimane
  • l’istituzione di un Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica, una struttura di coordinamento della governance ciclistica fra i vari livelli burocratici
  • la riforma del codice della strada, con misure quali la diminuzione del limite di velocità a 30 km/h in città, il controsenso ciclabile e le case avanzate ai semafori
  • incentivi all’acquisto di biciclette, incluse quelle a pedalata assistita
  • incentivi ai negozi che attrezzano spazi pubblici per biciclette
  • la revisione degli standard urbanistici per privilegiare la mobilità attiva e scoraggiare l’uso dell’automobile
  • incentivi fiscali per le aziende che promuovono il Bike to Work.

Ancora una volta si insiste molto sui tempi: queste misure vanno prese entro i primi due anni della legislatura.

È ormai chiaro a chiunque abbia un minimo di esperienza nel settore della mobilità (ma basta anche aver viaggiato un po’ in Europa) che la bicicletta è la soluzione a tantissimi mali della nostre società. Non è più tempo di sperimentazioni, è tempo di agire. Ora.

Sarà in grado la politica di rispondere a queste esigenze? Non lo sappiamo. Forse è meglio porsi un’altra domanda: avremo il coraggio, la voglia, la tenacia di ricordare ogni giorno alla politica quali sono le necessità reali e urgenti? C’è molto lavoro da fare: aiutiamo la FIAB. Aiutiamoci.

 

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