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Roma: il 16 Settembre torna Via Libera

News • di 11 Settembre 2018

Torna Domenica 16 Settembre la seconda edizione della sperimentazione denominata “Via Libera”.

L’iniziativa romana segue le orme delle open street, ovvero strade che periodicamente vengono chiuse alle auto per lasciare che le persone le usino come uno spazio per camminare, pedalare, danzare, fare attività fisica o semplicemente divertirsi.

ViaLiberaSi tratta di un’occasione per vivere la città di Roma lasciando a casa l’auto, seguendo il percorso messo a punto dall’agenzia per la mobilità capitolina, rifacendosi a quello ideato dal gruppo Salvaiciclisti romano.

Già lo scorso Giugno l’iniziativa aveva riscontrato un discreto successo, permettendo a romani e turisti di godersi la capitale a piedi o in bici in totale sicurezza.

ViaLibera

Roma non è la prima città a ospitare eventi di questo tipo. Sono state le Bicycle Sundays organizzate a Seattle nel 1965 a lanciare quelle che oggi conosciamo come open street. Dopo Seattle l’iniziativa si diffonde a New York (1996), San Francisco (1967) e a Ottawa (1970), in tutti questi casi la manifestazione viene riproposta ancora oggi.

Tuttavia il caso più noto è quello della “Ciclovìa di Bogotà” in Colombia dove, dal 1974, questa iniziativa coinvolge numerose strade della città durante tutte le domeniche e i principali giorni di festa, chiudendo al traffico motorizzato più di 100 km di asfalto.

“Via Libera” rientra nella strategia della città di Roma per incoraggiare l’attività fisica e incrementare la partecipazione dei cittadini nella vita sociale della città. Questa sperimentazione consente inoltre di costruire e diffondere l’idea che un centro urbano con meno spazio per le auto sia realmente possibile.

Enrico Stefàno, presidente della commissione capitolina mobilità, fa sapere inoltre che le varie edizioni saranno l’occasione per pedonalizzare alcuni quartieri della città in modo da sperimentare provvisoriamente nuove isole ambientali. Si tratta di una possibile soluzione per verificare l’impatto delle trasformazioni da parte dell’amministrazione e dei vari municipi. 

Roma dimostra così la volontà di perdere il primato di capitale europea con il più alto tasso di motorizzazione e spingere su un nuovo modello di mobilità urbana. 

 






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