Torino: controviali ciclopedonali per attuare la Rete di Mobilità di Emergenza

19 Aprile 2020

Torino: controviali ciclopedonali per attuare la Rete di Mobilità di Emergenza/Transizione per garantire il distanziamento fisico.

Torino, viali e controviali (immagine di repertorio)

Si avvicina la Fase 2 e le associazioni per la mobilità e l’ambiente sul territorio continuano a chiedere a gran voce alla politica di immagine un futuro nuovo in cui sulle strade andare a piedi e in bicicletta sia più sicuro: a Torino le associazioni della Consulta della mobilità ciclistica e della moderazione del traffico hanno sottoscritto, insieme ad altre Associazioni impegnate per la mobilità sostenibile e l’ambiente riunite in un Coordinamento nazionale, la lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla task force guidata da Vittorio Colao con proposte per una mobilità nuova, dolce e sostenibile, a partire da una ​Rete di Mobilità di Emergenza​.

Per la realtà di Torino, città dell’auto, la richiesta da parte delle associazioni all’Amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Appendino è di prendere rapidi provvedimenti per realizzare subito un piano emergenziale della mobilità che promuova la pedonalità e la ciclabilità urbana rendendo in tempi brevi tutti i controviali di Torino ciclopedonali con accesso ai veicoli a motore solo per la svolta, per il posteggio e l’accesso alle abitazioni e con limite di velocità massimo di 20 km/h.

“Accanto all’emergenza sanitaria – scrivono le associazioni della Consulta della mobilità ciclistica e della moderazione del traffico di Torino – che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini di vita nell’ultimo mese e mezzo, con la graduale riapertura della fase 2 si profila ​un’altra emergenza, quella stradale​. Man mano che le strade torneranno a essere popolate con l’allentamento delle misure di sicurezza, seppur auspichiamo un ritorno alla promozione del trasporto pubblico locale, almeno in una prima fase il suo uso ​sarà fortemente ridotto, sia a causa della sfiducia della popolazione nella sua sicurezza, sia per le misure di contingentamento dell’accesso che sin da ora si prospettano per mantenere il distanziamento fisica”.

Per questo la Consulta chiede interventi immediati, per scongiurare nella città di Torino una massiva ondata “di ritorno” di motorizzazione​ e “un’ancor più iniqua redistribuzione degli spazi in favore dell’automobile​, come sottolineano i ​dati preliminari provenienti dalla Cina”​.

Intanto il manuale d’uso per realizzare una Rete di Mobilità di Emergenza/Transizione è stato già pubblicato su Bikeitalia e messo a disposizione delle amministrazioni: un lavoro tecnico realizzato dalla squadra di architetti chiamati a raccolta da Bikenomist – Valerio Montieri, Matteo Dondé, Paolo Gandolfi – con la collaborazione di Gabriele Sangalli e la supervisione di Paolo Pinzuti.            

A Torino la Consulta rilancia e sostiene le richieste presentate dal Coordinamento nazionale, che ha anche lanciato una ​petizione online con un pacchetto di misure emergenziali per la mobilità ​sulla piattaforma Change.org.

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