MobilitARS: un cambio di paradigma per una nuova realtà urbana

26 Febbraio 2021

Lo scorso mercoledì abbiamo assistito all’ultima giornata di MobilitARS, il simposio digitale formativo organizzato da Bikenomist con il supporto di Selle Royal Group che è stato un appuntamento fisso in tutti i mercoledì mattina di febbraio 2021 e che ci ha accompagnato alla scoperta della “Città Sana” e della “Città Resiliente”. L’appuntamento ha affrontato i temi della strategia di adattamento delle aree urbane al cambiamento e della partecipazione pubblica nel plasmare il futuro delle città.

La quarta giornata ha preso il via con una discussione ricca di spunti tra il climatologo Luca Mercalli e Paolo Pinzuti. Al centro il valore dello smart working, come principale alleato alla lotta alle emissioni dovute ai trasporti.

Mercalli è categorico: non basta ridurre, bisogna evitare gli spostamenti inutili.

Come adattarsi ad un mondo in così repentino mutamento? La Prof.ssa Elena Ostanel ci ha dato un suggerimento: utilizzare la co-progettazione per ridisegnare le città in base alle reali necessità dei cittadini.

È quello che succede a Barcellona; è quello che sta provando a fare Milano con “Piazze Aperte”. Demetrio Scopelliti ci racconta proprio di quest’ultima esperienza e di altre messe in campo dalla città per adattarsi alla realtà della pandemia.

Il messaggio di Scopelliti racchiude bene il senso di queste azioni e di MobilitARS in generale: cambiare paradigma – più attenzione alla vita pubblica e alla condivisione, abbracciare con impegno e decisione la mobilità sostenibile, riportare al centro della progettazione urbana le persone, non il traffico.

Una riprogettazione dello spazio che, come ci ha testimoniato il Prof. Francesco Musco, deve interessare le città di ogni grandezza, includendo le peculiarità territoriali. È l’esempio di Venezia, una città metropolitana caratterizzata da molte sfide per la riprogettazione del proprio spazio.

L’incontro ha portato l’attenzione ancora una volta sui capoluoghi di media grandezza, con i contributi di Roberta Frisoni (Rimini) e Carlotta Bonvicini (Reggio Emilia): città che testimoniano l’impegno e la capacità di cambiare paradigma a dispetto delle risorse e della dimensione.

Tuttavia, è emerso come manchi una regia nazionale che diriga il cambiamento dei comuni medio/piccoli e quanto questi, ancora, si muovano in ordine sparso e poco organico.

Paolo Pinzuti, Ceo di Bikenomist, ha anticipato la notizia della lettera delle associazioni cicloambientaliste per chiedere al presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro Enrico Giovannini l’istituzione di un Bike Manager nazionale e una nuova governance per la ciclabilità in Italia.

Cosimo Chiffi ci ha mostrato che una logistica sostenibile per qualunque tipo di città è possibile, da subito, se cambiamo punto di vista sulla questione. Come? Riqualificando alcune infrastrutture attorno ai centri cittadini (es. stazioni di servizio ed edicole) per farle diventare hub logistici all’interno di una rete capillare basata su consegne dell’ultimo miglio green e box di ritiro.

Questo tipo di progetti possono essere costosi da realizzare, ma è Roberta Calcina a ricordarci che la mobilità sostenibile è al centro del Green Deal Europeo: l’UE offre finanziamenti strategici che possono sostenere progetti di trasformazione della mobilità urbana. Occhio ai bandi, quindi.

Fondamentale è stato anche il contributo di Gabriele Sangalli, che ci ha ricordato che, se aumentare la mobilità ciclistica renderà le nostre città più vivibili, dobbiamo allora aumentare i servizi di parcheggio sicuro per questi mezzi.

La paura del furto è il maggior deterrente all’uso della bici in città: le due ruote non saranno mai competitive se non facciamo loro posto e non le assicuriamo dai ladri.

All’interno dell’ultimo panel, MobilitARS ha voluto aggiungere un tassello fondamentale: tutti i progetti che hanno a cuore un cambio di paradigma devono essere opportunamente comunicati. Patrick Kofler ci ha portato l’esempio delle sue campagne a Monaco, che sono state capaci di coinvolgere la cittadinanza nella creazione di un sistema di mobilità ciclistica cittadino con la formula del participainment, partecipazione e divertimento

Comunicare ed essere visibili sono la chiave per ritagliarsi il proprio spazio nel discorso pubblico: è il messaggio di Pinar Pinzuti, che con la sua Fancy Women Bike Ride, una parata internazionale colorata e inclusiva, permette alle donne – e, più in generale, alle categorie sistematicamente marginalizzate dal potere – di riprendersi le strade della propria città e partecipare alla promozione della mobilità sostenibile.

Di partecipazione pubblica nei processi decisionali ci ha invece parlato Simona Larghetti, parlando della Consulta della Bicicletta di Bologna.

Una testimonianza che ci ha mostrato come sia possibile definire spazi e metodi per aprire un dialogo attivo con le amministrazioni comunali, ma anche uno spazio utile a formare e veicolare proficuamente l’impegno dei cittadini attivi della città.

Infine, a chiusura di giornata, un appello molto sentito di Paola Gianotti, sportiva detentrice di ben quattro World Record, che ci ha ricordato come, in fin dei conti, ognuno di noi ha un ruolo attivo nel plasmare la realtà che ci circonda. Essere resilienti è possibile e possiamo spingerci un po’ più in là dei nostri limiti anche nei momenti di maggiori difficoltà.

Con la quarta giornata, MobilitARS ha chiuso la sua prima edizione. È stato un evento che ha aperto uno spiraglio sul futuro delle città a misura di persona, dove la vita di tutti i giorni non è grigiore e stress, ma salute, comunità e inclusione.

Sarà nostro compito ora raccogliere i frutti di questo simposio e provare a lavorare per realizzare, uno alla volta, gli obiettivi che ci siamo posti. Vi invitiamo a registrarvi sul sito www.mobilitars.eu, se ancora non l’aveste fatto, per restare aggiornati sugli sviluppi e ricevere i materiali dell’evento.

Un sentito ringraziamento a Selle Royal Group, sponsor unico, che ha reso l’evento possibile; a tutti gli ospiti che si sono succeduti sul palco nelle quattro giornate; e a naturalmente al pubblico che ci ha seguito numeroso e interessato.

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