Perché sono entrata in un’associazione ciclistica

1 Giugno 2021

Circa 5 anni fa mi sono iscritta all’associazione ciclistica locale nella mia città, FIAB Ciclobby. Il mio motivo principale era conoscere le persone che quotidianamente si impegnano per aumentare la sicurezza di chi si muove in bici ogni giorno e, magari, fare qualcosa assieme.

Una tessera annuale di 36€ è il minimo che io possa fare per sostenere una realtà così importante che porta avanti progetti per la sicurezza stradale e si impegna come promotrice della mobilità ciclistica. Ma rinnovare la tessera non basta per cambiare oppure migliorare le cose soprattutto in una città grande come Milano.

Io credo fortemente che la mia città sarebbe un luogo meraviglioso con meno macchine, meno inquinamento, meno rumori. Ma per poter avere anche solo un’auto in meno bisogna convincere più persone a usare la bici al posto dell’auto. Per questo mi sono ritagliata due mezze giornate all’anno che dedico all’associazione e a un’attività che mi sta molto a cuore e che, credo, possa fare una grande differenza.

È così che siamo arrivati alla terza edizione dell’iniziativa “impariamo ad andare in bicicletta”.

L’attività è nata dalla domanda “ma perché non tutti usano la bici in una città come Milano, che è tutta in pianura e le distanze sono corte?”. Oltre alle risposte come traffico, pavé, rotaie del tram , c’era anche “la paura” e, soprattutto, alcune persone non hanno mai imparato ad andare in bicicletta . Mentre le prime questioni sono di competenza del comune, per l’ultima potevamo pensarci noi.

Per questo nel 2019 abbiamo lanciato la proposta: un corso gratuito per imparare ad andare in bicicletta dedicato a tutti, dagli 8 agli 80 anni.

Alla prima edizione abbiamo ricevuto più di 50 iscrizioni. Con il primo gruppo di persone che non sapevano ad andare in bicicletta, ci siamo incontrati al Parco Sempione, un luogo sicuro e accessibile per tutti con i mezzi pubblici. Abbiamo fornito le biciclette e ci siamo occupati dell’assistenza meccanica e pratica. Ogni partecipante aveva un insegnate e in pochi minuti la maggior parte dei partecipanti hanno imparato a stare in equilibrio sulla bici e molti sono anche riusciti a sollevare una mano dal manubrio per salutare e a suonare il campanello con l’altra.

Dopo questa prima esperienza ci siamo dati il secondo appuntamento dopo due settimane per il battesimo del fuoco: pedalare sulla strada. Una pedalata accompagnata in sicurezza era quello che ci voleva per incoraggiare questi nuovi ciclisti e superare la paura di usare la bici in mezzo alle macchine.

Per il secondo appuntamento ci siamo incontrati in sede di Fiab Ciclobby, alcuni partecipanti si sono presentati con la proporia bici appena acquistata e alcuni hanno prestato una direttamente dall’associazione. Abbiamo dapprima fornito informazioni sul comportamento da adottare in strada, sul codice della strada e sulla sicurezza in generale, poi siamo partiti con la pedalata durante la quale abbiamo affrontato i diversi tipi di strada: con il pavè, con le rotaie del tram, con le corsie ciclabili…

Ho scambiato alcune parole con Antonietta e Antonella, due dei partecipanti alla pedalata in strada.

Antonietta

Antonietta Schieppati

Sono Titta, ho 71 anni, ero una maestra, ora sono in pensione. Io so andare in bicicletta però avevo bisogno di questo corso per tornare a prendere la confidenza con le strade. Pedalare accompagnati mi rassicura. Poi stare all’aria aperta, fare l’attività fisica mi rende felice.

Antonella Biomonti

Antonella Biamonti

Ho 51 anni. Volevo usare la bicicletta per andare al lavoro, ma mi serviva un corso per prendere fiducia con il mio mezzo. Cercando su internet, ho trovato questa iniziativa e mi sono iscritta. Abito a Bresso, ho pedalato questa mattina per venire qui e sto prendendo praticità di muovermi in bicicletta. Purtroppo ho altre due difficoltà: il mio condominio non vuole installare un parcheggio bici nel cortile e anche al lavoro non ho uno spazio sicuro per lasciare la bicicletta.

Sia il primo che secondo appuntamento dell’initiativa sono stati bellissimi. Incontrare delle persone dominate da ansia e paura che riescono a liberarsi pedalando con un sorriso in faccia, non ha prezzo.

Chi sono queste persone che metteno loro tempo libero a disposizione per altri?

Ecco vi presento alcuni dei miei amici dell’associazione:

Giovanna Bartesaghi

Giovanna Bartesaghi

Sono Vanna, ho 78 anni. Mi sono iscritta all’associazione 25 anni fa, per stare insieme ad altri e fare gite e raduni in bicicletta. Essere socia dell’associazione e fare parte di un gruppo mi ha permesso di fare viaggi in bicicletta lontana da casa e oggi abbiamo bisogno di nuove generazioni che portano avanti questi tipi di iniziative.

Marco Capecchi

Marco Capecchi

“Ho 65 anni. Mi sono iscritto a FIAB Ciclobby per un semplice motivo: utilizzavo la bici per tutti i miei spostamenti in città e con la tessera dell’associazione potevo avere assicurazione con copertura 24/24 h per eventuali danni causati andando in bicicletta. Mi piace “sporcarmi le mani” quindi partecipo alle iniziative come questa per dare un sostegno alle persone che hanno bisogno di assistenza tecnica mettendo a posto le loro bici prima della pedalata”.

Dario Proto

Dario Proto

“Ho 74 anni. Quando mi sono avvicinato a Ciclobby, non usavo la bicicletta in città. Partecipando alle gite collettive come Bicinfesta, ho cominciato a usare la mia bici anche per muovermi in città. Secondo me l’initziativa di oggi “accompagnare le persone in bici in città” è quella più bella, perché mi permette di stare insieme ad altri soci e aiutare le persone a superare la loro paura della strada. La nostra associazione ha bisogno di visibilità e eventi pubblici per avere contatto con i cittadini, così possiamo raccontare quello che facciamo e convincere più persone a farne parte”.

Ma come stanno le associazioni durante una pandemia e in cui il distanziamento fisico rende tutto molto difficile? Di questo ho parlato anche con Guia Biscaro, presidente di FIab Ciclobby.

“Quando ho rinunciato a usare l’auto a Milano ho subito notato che la città non era in grado di raccogliere i ciclisti. Così ho deciso di iscrivermi all’associazione nel 2002 e lavorare per migliorare la sicurezza per i cittadini che si spostano in bicicletta. Ciclobby ha più di 1000 soci. Negli ultimi mesi a causa del Covid abbiamo avuto difficoltà per la campagna di tesseramento, non avendo incontri pubblici non abbiamo contatti con la cittadinanza per raccontare quello che facciamo e il coinvolgimento di nuove persone diventa sempre più faticoso. La nostra sede dove una volta gente si incontrava per vari motivi è rimasta chiusa praticamente per un anno”.

Guia Biscaro Pinar Pinzuti fancy women bike ride
Guia Biscaro e Pinar Pinzuti in bici a Milano

Uno degli eventi più importanti per Ciclobby è Bicinfesta che è un’occasione festosa per avvicinare alla bici anche chi non ci va regolarmente. Ho partecipato alla 32a edizione con grande gioia invitando anche i miei amici. Mai avrei immaginato che questa sarebbe stata l’ultima volta.

Quanto costa pedalare a Milano?

Perché Bicinfesta non si fa più? No, non è la pandemia che impedisce all’associazione di organizzare la pedalata festosa, ormai una tradizione milanese: a manifestazioni come Bicinfesta è richiesto obbligatoriamente un ampio apparato di tutela da parte della Polizia Locale, il cui costo (intorno ai 6.000€) è totalmente a carico dell’organizzatore e risulta la voce più pesante del budget dell’associazione. Qui, potete leggere la lettera del presidente.

Se a Milano è necessaria la scorta di decine di vigili in moto e in automobile affinché alcune centinaia di persone una domenica mattina possano attraversare la città in bicicletta, vuol dire che la cultura della mobilità attiva e l’educazione al valore della ciclabilità sono ancora molto indietro.

bicinfesta fiab ciclobby milano
Bicinfesta 2018, Milano

Da un lato la città (o meglio le persone quando sono alla guida di un veicolo) non accetta ancora chi va in bici e vede il ciclista come un intralcio, un invasore, usurpatore del proprio spazio.

Dall’altro lato la Polizia Locale ritiene che il ciclista in strada sia in pericolo e per questo vada protetto, scortato durante le manifestazioni e messo in trincea quando è in strada. Ma il ciclista non è necessariamente in pericolo e andare in bici non è di per sé un’attività pericolosa, lo può diventare se lo è il contesto in cui il ciclista si muove.

Se abitate a Milano e volete partecipare alle initiative potete visitare il calendario attività a questo link: fiabmilano.it/calendario.

Se non siete di Milano, allora vi consiglio di trovare l’associazione ciclistica della vostra città e offrire una mezza giornata all’anno per fare una cosa bella che può avere un impatto più di quanto vi immaginate.

Vi ricordo che il 2 Giugno in più di 60 città ci svolge il BIKEITALIA DAY che è un’occasione per avvicinare i nostri amici all’uso della bicicletta. I dettagli sono qui www.bikeitalia.it/day.

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