La 112° edizione del Tour de France scatterà sabato 5 luglio da Lille per concludersi, dopo 3.338,80 chilometri, domenica 27 luglio a Parigi sugli Champs Elysées. A differenza di quanto accaduto negli ultimi tre anni, 2022 partenza dalla Danimarca, 2023 dalla Spagna e 2024 dall’Italia (Grand Depart da Firenze), l’edizione 2025 del Tour si svilupperà tutta all’interno del territorio transalpino.
Il percorso toccherà 11 regioni e 34 dipartimenti e muoverà in senso antiorario partendo dal Nord della Francia e proseguendo lungo la costa Atlantica verso la Bretagna, per poi iniziare la sua discesa verso il centro del Paese. Dopo l’attraversamento del Massiccio Centrale, ci sarà il giro di boa sui Pirenei e quindi la risalita attraverso le Alpi e il massiccio del Jura. Arrivo come da tradizione (a parte lo scorso anno che toccò a Nizza causa Olimpiadi nella capitale francese) nel cuore di Parigi al cospetto dell’arco di trionfo.
È stato definito un tour “vintage ed esplosivo”. Noi non vediamo l’ora che inizi per godercelo tutto, dal primo all’ultimo chilometro.
I volti e i favoriti della corsa

Il campione sloveno Tadej Pogačar parte con il numero 1 sulla schiena e si presenta come il grande favorito per la vittoria del Tour de France 2025. Il percorso riproporrà nuovamente il duello con il suo grande rivale Jonas Vingegaard. Questi due campioni nelle ultime quattro edizioni si sono portati a casa due vittorie e due secondi posti a testa.
Pogačar è a quota tre vittorie (2020, 2021 e 2024), Vingegaard lo segue a ruota a quota due (2022 e 2023). Riuscirà il danese a pareggiare i conti? O lo sloveno allungherà di due lunghezze? Il Tour de France sembra giocarsi tutto su questo dilemma, perché tra la lista dei partenti è difficile individuare un terzo incomodo che possa inserirsi nella lotta per la vittoria finale. Nei commenti potete fare i vostri pronostici!
Un gradino più in basso rispetto ai dominatori dell’ultimo quinquennio troviamo Remco Evenepoel, terzo l’anno scorso ma reduce da una primavera non esaltante. Grande cronoman e ottimo finisseur nelle corse di un giorno e nei giri a tappe brevi, sembra ancora un passo indietro nei grandi giri e sulle grandi montagne.
Gli altri al Tour de France
Per tutti gli altri, a meno di clamorosi exploit, sembra una lotta per la conquista di una posizione giù dal podio. Tra i protagonisti annunciati (mancano ancora le liste ufficiali delle squadre) anche Primož Roglič, reduce dal ritiro al Giro d’Italia, Rodriguez, Gall, Carapaz, O’Connor, Mas e Ayuso. Tutti corridori che, seppur non favoriti, saranno presumibilmente là davanti a darsi battaglia durante le tre settimane di corsa.
E gli italiani? Purtroppo, da qualche anno la lotta per la maglia gialla non ci riguarda. L’ultimo italiano sul gradino più alto del podio a Parigi è stato Vincenzo Nibali nel 2014, così come sempre allo “Squalo dello Stretto” si deve l’ultima vittoria di tappa azzurra, il 27 luglio del 2019 nell’arrivo in salita a Val Thorens.
Da allora 5 edizioni e ben 106 tappe senza una vittoria di un corridore italiano. Un digiuno eterno.
I nostri nomi “più forti” sulle strade del Tour 2025 saranno Jonathan Milan e Filippo Ganna. Soprattutto a loro due sono affidate le nostre speranze di tornare ad alzare le braccia al cielo alla Grand Boucle. Ma quanto è bello sognare un Milan che sfreccia davanti a tutti nella volatona iniziale a Lille: tappa e maglia!
Altri protagonisti tricolori che possono cercar fortuna e centrare l’impresa di un giorno sono Ciccone, Bettiol, Ballerini e Sobrero. Non solo come vittorie, ma anche come presenze numeriche (non c’è ancora la lista definitiva dei partecipanti), l’italico pedale è sempre più ridotto all’osso.
Il percorso del Tour de France
Il percorso di quest’anno si preannuncia esigente, con molta montagna, pochi chilometri a cronometro e tante occasioni per poter dare battaglia. Cronoman puri a parte, c’è terreno un po’ per tutti anche se sicuramente strizza l’occhio a chi saprà andar forte in salita. È un percorso che ci piace, un mix di tradizione e novità, toccherà ai corridori interpretarlo al meglio, come ricorda un vecchio adagio del ciclismo che recita che “non è il percorso a fare la corsa ma i corridori”.

Come detto, i chilometri totali saranno 3.338,80 (una settantina in meno circa rispetto allo scorso anno), suddivisi in 21 Tappe (solo due oltre i 200 km) e due giorni di riposo. Il dislivello complessivo sarà di 51.550 metri, numero che desta veramente impressione.
Le tappe e le crono
Le prove contro il tempo individuali saranno due, per un totale di soli 44 chilometri (33 piatti nella crono di Caen e 11 in salita nella cronoscalata al Peyragudes). Delle altre 19 tappe, 7 sono classificate come pianeggianti (pane per velocisti), 6 collinari/media montagna (ideali per attaccanti e fughe di giornata) e 6 di montagna (terreno per scalatori). Delle sei tappe di montagna, ben cinque si concludono in salita e già solo i nomi fanno scendere un brivido lungo la schiena: Hautacam, Superbagneres, Mont Ventoux, Courchevel-Col de la Loze, La Plagne. Il souvenir Henri Desgrange, ovvero il punto più alto toccato dalla corsa, sarà posto ai 2.305 metri del Col de la Loze (che per la prima volta sarà scalato dal suo versante orientale).

Rispetto all’ultima edizione, dove si arrivava sulle cime pirenaiche già alla prima settimana, l’approccio alle grandi montagne sarà quest’anno più graduale, con il primo arrivo in salita che cade alla decima tappa sul Massiccio Centrale (Puy de Sancy). Dalla seconda settimana in poi non ci sarà più tregua, un vero e proprio toboga da “montagne russe”. Tre giorni pirenaici, l’arrivo sul Mont Ventoux e due terribili tapponi alpini sono ciò che aspetta i corridori prima di poter vedere l’arco di trionfo. Vediamo nel dettaglio le tre settimane di corsa, divagando qua e là con qualche ricordo di imprese e personaggi che hanno fatto la storia della Grand Boucle.
Prima settimana: dal Nord al Massiccio Centrale
La città di Lille tiene a battesimo l’edizione numero 112 del Tour de France, con un percorso ad anello (partenza e arrivo a Lilla) che sulla carta sembra appannaggio dei velocisti che dovrebbero così giocarsi la prima maglia gialla.

Il giorno seguente la carovana punta verso il mare del Nord nella frazione con arrivo a Boulogne-sur-Mer (209 chilometri con 2.550 metri di dislivello), percorso nervoso con tre strappi in rapida successione nel finale, uno dei quali porta al traguardo. Tappa adatta a chi ha gambe e classe.
Terza tappa pianeggiante, l’arrivo a Dunkerque dovrebbe risolversi con una lotta gomito a gomito tra velocisti, mentre l’arrivo di Rouen ritorna ad essere molto nervoso e somiglia come caratteristiche a quello della seconda tappa.
Aspetto tipico di queste tappe al nord è il vento che tira dall’Atlantico e i possibili “ventagli” che si possono creare e spaccare il gruppo, mettendo in difficoltà qualche uomo di classifica.
La crono di Caen e le colline
Alla quinta tappa scocca l’ora della cronometro individuale Caen-Caen dove molto probabilmente ci sarà un primo assestamento della classifica generale. Trentatré chilometri pianeggianti adatti a specialisti contro il tempo, Remco Evenepoel su tutti. Noi contiamo su una grande giornata del nostro Pippo Ganna.
Dopo la crono si riparte con due frazioni collinari impegnative, che chiamano all’appello uomini dotati di coraggio e fantasia. Non mancano strappi e possibilità di attaccare con gli arrivi a Vire-Normandie (201 chilometri con 3.550 metri di dislivello) e a Mur-de-Bretagne (197 chilometri 2.450 metri di dislivello). Siamo in Bretagna. Mettiamoci al riparo dal vento, è una buona occasione (non per i corridori) per un piatto di ostriche con un bicchiere di Muscadet.
La corsa, che qui tocca il suo punto più ad occidente, passerà per Yffiniac, il paese natale (“enfant du pais” come amava dire in telecronaca il grande Adriano De Zan) di Bernard Hinault, il campione transalpino capace di vincere 5 Tour de France (78-79-81-82-85), altri grandi giri, mondiale e classiche per un totale di più di 200 vittorie da professionista. Un corridore completo, forte di fisico e di testa, il “Tasso” (così è stato soprannominato per il suo fiuto in corsa) è stato l’ultimo vincitore transalpino del Tour. Era il 1985, son passati ben 40, che smacco per i francesi.
Per i velocisti
Dopo tanta bagarre, il percorso tira un po’ il fiato con le due tappe di Laval e Chateauroux disegnate per i velocisti. Piccola nota storica, nel 2008 sul traguardo di Chateauroux Mark Cavendish vinse la sua prima tappa al Tour. Con la vittoria dello scorso anno allo sprint di Saint-Vulbas riuscì a portarsi a quota 35, divenendo il recordman di vittorie di tappa di tutti i tempi al Tour (superato Eddy Merckx).
La prima settimana si concluderà nel Massiccio Centrale con la tappa numero 10, primo arrivo in quota della corsa a Le Mont-Dore (Puy de Sancy). Cade il 14 luglio, il giorno della presa della Bastiglia, e gli organizzatori hanno posticipato il primo giorno di riposo perché in Francia non è vera festa nazionale senza il Tour de France che attraversa le strade del Paese.
Seconda settimana: i Pirenei

La seconda settimana presenta come piatto forte i Pirenei. Il giorno di riposo a Tolosa sarà l’occasione per recuperare un po’ di energie in vista delle grandi montagne che ormai incombono all’orizzonte. La bella città del sud della Francia sarà protagonista della tappa numero 11 con tre strappi nel finale che potrebbero guastare i piani dei velocisti. La corsa fa quindi rotta sui Pirenei per tre giorni consecutivi ad “alta quota”.
La tappa 12 apre le danze con il Col du Soulor e il Col des Borderes a far da antipasto al classico arrivo in cima all’ Hautacam, salita di 13,6 chilometri al 7,8% che farà male alle gambe dei corridori.
Il giorno seguente tocca alla cronoscalata di 11 chilometri, sfida contro il tempo in salita da Loudenville ai 1580 metri di Peyragudes. Sarà un testa a testa a distanza emozionante.
Il trittico pirenaico si conclude con una tappa epica (tappa 14): partenza da Pau per affrontare in rapida successione Tourmalet, Aspin e Peyresourde, prima dell’arrivo in quota a Luchon-Superbagneres.
Il Tourmalet
Il Tourmalet (già il nome “giro difficile” è una sentenza) è il colle più percorso in assoluto dal Tour e il più amato (assieme al Galibier) dalla gente. Una vera e propria leggenda della corsa. Fu introdotto la prima volta nel 1910 nella tappa Luchon-Bayonne. Primo in vetta passò Octave Lapize che, tagliato il traguardo, urlò agli organizzatori “Siete assassini!”. A ricordo di quell’impresa, in cima al colle c’è una statua che rappresenta un ciclista in pieno sforzo e rende omaggio al francese.

Non lontano dal finale di Luchon (più o meno un 60-70 chilometri), il 18 luglio del 1995 in una curva scendendo dal Portet d’Aspet perse la vita Fabio Casartelli. Sono già passati trent’anni da quell’afoso e terribile pomeriggio di luglio. La voce strozzata di De Zan e la telecronaca che prosegue senza commento, le lacrime di Pantani all’arrivo; non abbiamo dimenticato caro Fabio, sei sempre uno del gruppo.
Via libera agli attaccanti e ai romantici
Lasciate alle spalle le fatiche pirenaiche, la tappa 15 si apre alle fughe e agli attaccanti. Partenza da Muret e arrivo a Carcassone, terra dei Catari e stupenda città medievale della regione Linguadoca.
Questa sarebbe stata la tappa di un altro “gigante”, non in sella ma con la “penna in mano”, Gianni Mura. Lo avremmo trovato con la sigaretta tra le dita a tirar tardi sulle panche in legno di una qualche brasserie per raccogliere volti e storie della corsa. Magari seduto davanti a una terrina di cassoulet e a un bicchiere di vino, tipo un Madiran o un Cabardes, rossi robusti della Linguadoca e della Côtes du Rhône come piacevano a lui.
Mura era il “suiveur” (colui che segue) per eccellenza del Tour de France, ostinato a battere sui tasti della sua Olivetti Lettera 32, rompendo il silenzio delle sale stampe abitate da tablet e pc portatili, per regalarci indimenticabili “storie nascoste” del tour. Lo ricordiamo (ci ha lasciati nel 2020) con le sue romantiche parole “…il Tour non è una corsa che si svolge in Francia, ma è LA Francia, come la voce di Edith Piaf, le Gauloises senza filtro, il pastis e la baguette. La Francia dei poeti, degli chansonniers, dei giocatori di petanque sotto i platani, dei campi di girasoli a perdita d’occhio, delle città con una luce speciale …”.
Terza settimana: dal Ventoux a Parigi passando per le Alpi

Dopo il secondo giorno di riposo a Montpellier, il Tour riparte alla volta delle Alpi e subito si imbatte in una vera e propria icona della sua storia. La sedicesima tappa arriva infatti in cima al glorioso Mont Ventoux, 19,5 chilometri di salita al 7,9% di pendenza media. Il “gigante della Provenza” è una montagna “lunare”, battuta dai venti e bruciata dal sole, rivestita di pietre bianche senza un filo d’ombra. L’ascesa al Ventoux è un qualcosa di mistico. Venticinque anni fa (13 luglio 2000) Marco Pantani lo domava per primo, a fianco di Armstrong vestito di giallo, al termine di una scalata sofferta ed emozionante.
La tappa 17 (Bolléne-Valence) è riservata ai velocisti e agli attaccanti fuori classifica. Siamo ai piedi delle Alpi, i corridori sono attesi da due tapponi consecutivi.
Le Alpi e la regina del Tour de France 2025
La tappa 18 è “la tappa regina” del Tour con ben 5.500 metri di dislivello. Dopo le lunghe e impegnative salite del Glandon e della Madeleine (due colli storici della corsa), il gruppo affronterà l’ascesa finale ai 2.305 metri del Col de la Loze, punto più alto toccato dalla corsa in questa edizione (nel frattempo scopri anche come scalare le salite del Tour de France delle edizioni passate).
Fino ad oggi è stata la “salita nera” di Pogačar. Nel 2020 perse una ventina di secondi dal suo diretto rivale Roglič, mentre nel 2023 andò in crisi e prese sei minuti da Vingegaard. Non c’è due senza tre, o saprà rifarsi quest’anno?
Il giorno seguente (Tappa 19) si riparte da Albertville in direzione La Plagne, con arrivo in quota al termine di una salita di 19,5 chilometri al 7,2% di pendenza media. Prima ci saranno da scalare il Col des Saisies e il Cormet de Roselend per un dislivello totale di 4600 metri. Altra giornata durissima. Questo arrivo sarà il giudice ultimo del Tour de France 2025. Chi sarà in maglia gialla a La Plagne, verosimilmente, riuscirà a portarla fino a Parigi.

La Plagne ci riporta alla mente lo show in salita (una rarità) di Miguel Indurain al tour del 1995. Il Navarro, già in maglia gialla, attaccò già prima di metà salita (giunse secondo al traguardo dietro Zulle) e inflisse distacchi pesanti a tutti i big del gruppo, mettendo un mattone decisivo sulla vittoria del suo quinto tour consecutivo.
Ultimi chilometri al Tour
La tappa 20, da Nantua a Portarlies è una tappa collinare insidiosa (3000 metri dislivello), ma non sembra in grado di poter riscrivere la classifica, prestandosi soprattutto ad attacchi di uomini lontano dai primi posti.

Domenica 27 luglio il gruppo approda a Parigi e dopo tre settimane di fatica si concede la classica passerella finale sui Campi Elisi. Vincere qui al cospetto dell’arco di trionfo è qualcosa da brivido. Sarà ancora una volta volatona di gruppo e testa a testa tra i migliori velocisti? Probabilmente sì, ma attenzione alla novità introdotta dagli organizzatori che, nel circuito parigino, hanno inserito la tripla scalata dell’inedita Côte de la Butte de Montmartre (la collina del Sacro Cuore) che potrebbe anche far saltare il banco prima della volatona.
Che lo spettacolo abbia inizio.
Dove vedere e seguire il Tour de France 2025
Oltre ad essere la corsa numero uno al mondo e le tre settimane più attese e ambite da ogni corridore, il Tour de France è anche un grande evento mediatico. Riportiamo qualche numero della scorsa edizione per rendere l’idea della “Grandeur” del Tour a livello mediatico. Le immagini della corsa sono state trasmesse in quasi 200 paesi per un totale di circa 8.000 ore di diretta nel mondo; più di cento milioni sono stati i video visti sui canali ufficiali e circa dieci milioni i follower sui social.
Il Tour in TV
È ormai qualche anno che le tappe del Tour de France vengono trasmesse in diretta dal chilometro zero. In Italia sarà possibile seguirlo sulla TV in chiaro sui canali Rai (Raisport e passaggio su Rai2 per l’ultima parte) oppure in streaming su Rai Play.
Il gruppo Discovery detiene i diritti di trasmissione. Perciò il Tour de France 2025 sarà visibile in diretta anche sui canali di Eurosport, disponibili anche per gli abbonati a Sky, Dazn e NowTV, e in streaming sull’App Discovery Plus, che dà la possibilità di seguire la corsa senza interruzioni pubblicitarie.
Al Tour ci voglio andare anch’io

Se oltre a dirette TV, video e canali social avete voglia di immergervi ancora di più nell’atmosfera del Tour de France vi “buttiamo sul tavolo” un paio di idee.
Volete sentirvi un po’ parte del gruppo anche voi? Provare un po’ di adrenalina nell’attaccarvi il numero sulla schiena? Allora quello che fa per voi è L’Etape du Tour de France (vedi sito ufficiale Discover the 2025 route! – Etape du Tour), storico appuntamento che consente agli appassionati delle due ruote di pedalare integralmente (di solito anticipandola di qualche giorno) una tappa dell’edizione in corso.
Quest’anno l’appuntamento è per domenica 20 luglio con partenza da Albertiville e arrivo in salita a La Plagne (Tappa 19 del Tour), dopo 131 chilometri e 4.500 metri di dislivello, con nel mezzo la mitica scalata del Cormet de Roselend, una delle più belle salite di tutte le alpi francesi con i suoi paesaggi da cartolina.
Una seconda idea niente male è quella di andare ad assistere ad una tappa del tour ai bordi della strada, magari in sella alla propria bicicletta. Non ve ne pentirete, è un’esperienza indimenticabile. Già solo il passaggio della carovana pubblicitaria (di solito circa 3 ore prima della corsa) lascia a bocca aperta: 150 veicoli, 10 km di lunghezza, 480 membri della carovana e 30 minuti di spettacolo ogni tappa. Più tardi non resterà che applaudire il passaggio dei corridori, tutti, dal primo all’ultimo.
Quale tappa scegliere? Cerchiolino rosso per la tappa con arrivo in cima al Mont Ventoux, la leggendaria montagna di sassi bianchi che si alza sui vigneti e i campi di lavanda della Provenza, e la tappa del Mont Dore, una cavalcata di colli su e giù per i verdi e selvaggi vulcani (Chaîne des Puys) del Massiccio Centrale.

















non trovo il fine tour su RAI 2 dov’é?
[Salve Marlene,
per l’ultima tappa del Tour de France in programma oggi con arrivo a Parigi Rai 2 ha trasmesso in diretta a partire dalle 17:04 fino al termine della gara – Bikeitalia.it]
Non sapevo di tutto suo tour de France ,bellissimo articolo e le informazioni dettagliate e grazie .
Descrizione approfondita e dettagliata, scrive bene e fa venir voglia di pedalare , lo si legge sempre volentieri!