Il Colle del Tourmalet, con i suoi 2.115 metri sul livello del mare, è uno dei passi più iconici dei Pirenei francesi e una delle mete preferite dai ciclisti di tutto il mondo. Situato nella regione dell’Occitania, nel dipartimento degli Alti Pirenei, è famoso per i suoi tornanti mozzafiato e per essere una tappa storica del Tour de France. Generalmente chiuso tra dicembre e giugno, è il colle attraversabile più alto e il secondo in altezza tra quelli con strada asfaltata interamente compresi nei Pirenei francesi. In questo articolo descriviamo questa mitica salita Hors Catégorie che non può mancare nel carnet di chi ama superare i propri limiti in sella.
Il Tourmalet e il Tour de France
Il Colle del Tourmalet ha ospitato per la prima volta il Tour de France nel 1910, con la prima tappa pirenaica. Da quella data, il Tour è passato per il colle molte volte. Ma le tappe finite in cima al Tourmalet sono 3: quella del 1974 vinta da Jean-Pierre Danguillaume, quella del 2010 vinta da Andy Schleck e quella del 2019 vinta da Thibaut Pinot. Il temibile Tourmalet torna protagonista nella Tappa n. 14 del Tour de France 2024 da Pau a Saint-Lary-Soulan Pla d’Adet (152 Km).
L’ascesa al Tourmalet da Luz-Saint-Sauveur

La salita al Colle del Tourmalet da ovest, partendo da Luz-Saint-Sauveur, è lunga circa 19 chilometri al 7,4% di pendenza media. Sebbene sia considerata meno difficile rispetto alla salita dal lato est, questo non significa che non sia impegnativa. I primi 2 chilometri presentano una pendenza intorno al 6%, permettendo ai ciclisti di scaldare le gambe prima di affrontare pendenze più ripide.
Dopo i primi 2 chilometri, la pendenza aumenta gradualmente fino a raggiungere l’8%. Il primo vero test inizia dopo circa 6 o 7 chilometri, quando si attraversa il villaggio di Barèges. Qui le pendenze possono arrivare fino al 10%, mettendo alla prova anche i ciclisti più esperti.
Superato Barèges, la pendenza si attenua leggermente, oscillando tra il 9% e l’8% per diversi chilometri. Questo tratto permette di recuperare un po’ di energia, ma non bisogna abbassare la guardia, perché gli ultimi 4 chilometri della salita riservano ancora grandi sfide.
A 4 chilometri dalla vetta, i ciclisti possono godere di una splendida vista sul Pic du Midi e sulla vetta del Tourmalet. Questo scenario spettacolare offre una motivazione extra per affrontare gli ultimi chilometri, che sono molto impegnativi.

Quando vedrete la grande statua chiamata Géant du Tourmalet, sarete finalmente arrivati! Questa statua, che rappresenta un ciclista in pieno sforzo, rende omaggio a Octave Lapize, il primo corridore nella storia del Tour de France ad aver attraversato il Tourmalet nel 1910.
La salita del Tourmalet pedalata da Paola Gianotti

Paola Gianotti è partita da Luz-Saint-Sauveur per percorrere i 19 km di questa salita. Un’ascesa fatta di impegno fisico e soddisfazione, ma attenzione agli sforzi. Infatti, “in salita è importantissimo dosare la fatica, salire al proprio ritmo, seguire il proprio cuore e la frequenza cardiaca senza andare in soglia“. Insomma, bisogna allenarsi bene prima di affrontare queste scalate epiche e, soprattutto, usare la testa.





















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