Quindici Comuni uniti da un obiettivo comune: rendere le strade più sicure per chi pedala.
Nel Pinerolese prende vita un’iniziativa che unisce istituzioni, cittadini e associazioni sotto un unico messaggio: “Io Rispetto il Ciclista”.
Tra martedì 28 e mercoledì 29 ottobre 2025, l’ultracycler e attivista ambientale Paola Gianotti attraverserà in bicicletta i 15 Comuni aderenti al progetto, inaugurando 29 nuovi cartelli che ricordano agli automobilisti la distanza minima di 1,5 metri nel sorpasso dei ciclisti – una regola entrata ufficialmente nel Codice della Strada il 14 dicembre 2024.
Un tour che unisce i territori
L’iniziativa, promossa da Upslowtour – Pinerolese Terra di Bici con il patrocinio di Turismo Torino e Provincia, è un esempio concreto di come la collaborazione tra enti locali possa trasformarsi in un’azione di sensibilizzazione e prevenzione.
Il viaggio simbolico di Paola Gianotti toccherà luoghi grandi e piccoli del territorio, trasformando ogni tappa in un messaggio di responsabilità e convivenza.
“Vedere 15 Comuni uniti per la sicurezza dei ciclisti è qualcosa di straordinario. Questi cartelli sono molto più di semplice segnaletica: rappresentano un messaggio di rispetto verso tutti coloro che scelgono la bicicletta, per sport, per passione o per spostarsi quotidianamente”, dichiara Paola Gianotti.
“È un onore poter attraversare in bicicletta un territorio bellissimo come il Pinerolese e inaugurare insieme alle amministrazioni locali questi cartelli che si aggiungono agli oltre 12.000 già installati in tutta Italia. Nel nostro Paese muore un ciclista ogni 35 ore e la maggior parte degli incidenti avviene in fase di sorpasso. Servono azioni concrete di sensibilizzazione perché il tema della sicurezza è ancora troppo poco considerato. Questo territorio sta dando un segnale di forte cambiamento culturale”.
Il programma della pedalata inaugurale
Il tour di Paola Gianotti sarà anche un’occasione per incontrare cittadini e amministratori, condividendo il valore del rispetto reciproco sulla strada.
Ecco le tappe e gli orari indicativi della pedalata inaugurale:
Martedì 28 ottobre 2025
- Roletto – Ingresso paese, bivio Via Pascoli – ore 10:45
- San Pietro Val Lemina – Ingresso paese da Pinerolo – ore 11:30
- San Germano Chisone – SP166 ingresso paese – ore 12:15
- Pramollo – Frazione Rue – ore 13:25
- Prarostino – Borgata Barbé – ore 14:20
- San Secondo di Pinerolo – Ponte di Miradolo – ore 14:45
Mercoledì 29 ottobre 2025
- Lusernetta – Via Ponte Pietra, bivio Strada Vista – ore 10:10
- Bricherasio – Ponte di Bibiana – ore 10:40
- Luserna San Giovanni – SP161, bivio Strada Vecchia di S. Giovanni – ore 11:00
- Angrogna – SP163, bivio Ciabas – ore 11:50
- Villar Pellice – SP161, inizio centro abitato – ore 12:40
- Bobbio Pellice – SP161, ingresso paese – ore 13:45
- Torre Pellice – SP161, bivio Via Col. P.D. Martina – ore 14:30
- Rorà – Inizio centro abitato – ore 15:35
- Bibiana – Via Pinerolo, inizio centro abitato – ore 16:20
Un itinerario di due giorni che non è solo una pedalata, ma un vero tour della consapevolezza, pensato per unire comunità, amministrazioni e ciclisti sotto un unico principio: il rispetto reciproco sulla strada.
L’impegno dell’associazione “Io Rispetto il Ciclista”
Fondata nel 2014 da Paola Gianotti, Marco Cavorso (padre di Tommaso, ucciso in bici a 14 anni) e dal campione del mondo Maurizio Fondriest, l’associazione “Io Rispetto il Ciclista” lavora da oltre dieci anni per diffondere una cultura del rispetto sulle strade.
Il traguardo più recente è arrivato nel dicembre 2024, con l’introduzione della distanza minima di 1,5 metri nel sorpasso nel Codice della Strada. Ad oggi, oltre 400 Comuni italiani hanno aderito alla campagna installando più di 12.000 cartelli da nord a sud.

Upslowtour – Pinerolese Terra di Bici: un territorio che pedala unito
Dal 2021, il progetto Upslowtour – Pinerolese Terra di Bici, promosso dall’Unione Montana del Pinerolese, ha trasformato questa zona in una vera e propria destinazione per il cicloturismo, con 15 percorsi ad anello per oltre 400 km, infrastrutture dedicate e una rete di 30 aziende partner.
Oggi il progetto si allarga anche alla sicurezza stradale, creando un ponte tra turismo sostenibile e responsabilità civica.
“Siamo molto soddisfatti di questa collaborazione con Paola Gianotti e la sua associazione, realizzata nell’ambito del progetto ‘Upslowtour-Pinerolese Terra di Bici’. La posa dei cartelli ‘Io Rispetto il Ciclista’ in ben 15 Comuni del Pinerolese è un segnale concreto di attenzione verso la sicurezza stradale e la sensibilizzazione dei cittadini”, afferma Mauro Vignola, Presidente dell’Unione Montana del Pinerolese e sindaco di Bobbio Pellice.
“Come Unione Montana del Pinerolese, promotrice del progetto con il supporto di Turismo Torino e Provincia, crediamo che il rispetto tra automobilisti e ciclisti sia la base per una mobilità più sostenibile e per la promozione del nostro territorio in chiave cicloturistica. Auspichiamo che questa iniziativa possa essere d’ispirazione anche per altri Comuni del Pinerolese e delle valli vicine, affinché il nostro territorio continui a crescere come esempio di accoglienza e sicurezza per chi sceglie la bicicletta”.
Un modello che guarda oltre il Pinerolese
L’unione dei 15 Comuni rappresenta un modello replicabile in altre aree d’Italia. Agire insieme significa costruire una rete di strade più sicure, dove anche bambini e adulti possano muoversi in bicicletta senza paura.
La sicurezza, infatti, nasce dalla consapevolezza collettiva: un cartello può non sembrare molto, ma è un seme piantato nel terreno del rispetto.
[Fonte]


















da cicloturista piemontese devo dire che i casi di malcostume automobilistico sono sempre meno, e soprattutto i camion aspettano invece di fare il pelo, ed io appena vedo uno slargo accosto e faccio segno di passare… spesso gli autisti capiscono e ringraziano.
Il rapporto ciclisti e pedoni vs. automezzi può migliorare con il concorso di tutti.
E poi educazione e sensibilizzazione non bastano mai, quindi ben vengano le iniziative dei cartelli.
Infine per lo zoccolo delle teste dure ci vogliono controlli, che non vedo mai, e sanzioni, ma ciò vale anche per quei ciclisti che pensano di inventarsi il “Codice della strada secondo me”.
Ai semafori rossi solo io mi fermo? Alle rotonde faccio a modo mio? i gruppi affiancati in strade extraurbane poi, servono solo a fornire una ragione (un pretesto, meglio) a chi li detesta.
Sottoscrivo in pieno il commento di Giuliano del 29/10/25.
Per inciso io sono un biker e andare in bici vuol dire rispettare le regole della strada aggiungendo un pizzico di buon senso, non solo da parte degli automobilisti.
Ottima iniziativa. Perché in Francia il ciclista è più rispettato? Non parliamo dei Paesi Bassi……E’ una questione di mentalità e filosofia sociale reciproca. In Italia la bici è sport per il 90% nei Paesi Bassi e’ mezzo di trasporto.
Paola Giannotti dovrebbe fare la sua gita promozionale con una bici normale.
Ok va bene, però allo stesso modo bisogna educare i ciclisti al rispetto delle regole, spiegargli che si va in fila indiana se si vuole chiacchierare lo si fa al bar non in strada, che le strisce pedonali sono per i pedoni, che quando un semaforo è rosso bisogna fermarsi e, se si chiede rispetto allo stesso tempo bisogna avere rispetto
Ben vengano i cartelli! però….da ciclista ultra60enne mi domando QUANTO servano se non c’è un organismo di controllo che sanzioni i tanti automobilisti irrispettosi. Ce ne sono persino sulla Sassi-Superga, bellissima stradina che collega la base (Sassi) alla Basilica di Superga, siamo in Torino, una strada che ormai ho paura a percorrere per la pericolosità di auto e moto che sembrano adorare il fare le “rasette” ad alta velocità. Paradossalmente, nella media, trovo più corretti gli autisti di mezzi pesanti che (forse) consci dell’ingombro dei loro mezzi usano maggiore prudenza e superano solo se le condizioni in quel momento lo consentono. Alla fine, so che non si potrà mai fare, sarei per la delazione: con un paio di leggerissime ed efficaci DASHCAM registro la salita dalla mia bici ed alla fine, se ci sono state azioni pericolose, consegno ai VVUU la schedina con il video degli indisciplinati e poi….la Legge farà il suo corso…..
per recarmi al lavoro percorro 4 volte una strada asfaltata di 3 km e larga circa non più di 3,5 / 4 metri con fossi d’irrigazione e risaie ai lati , come dovrei comportarmi io e il ciclista durante un sorpasso ?
bello ma prima bisogna educare i ciclisti fermarsi ai semafori rossi per esempio , quando vengono surpassati da mezzi pesanti a fatica non superarli più alla prima occasione e sarebbe buon senso. non infilarsi in un gregge di pecore nello stesso senso di marcia, (erano solo 1500 pecore,poi in mezzo c’è finito un asino in bicicletta)che visto pure fare questo e importante viaggiare sempre in fila indiana quando si e in gruppo . abbiamo ciclisti che vanno educati parecchio . avolte si vedono donne che anno un filo di comprensione di come si viaggia in bicicletta in strada .
Purtroppo in Italia non c’è la mentalità ne del rispetto del ciclista ne del pedone e penso che l’unica maniera per sensibilizzare le persone sia dare degli esempi applicando le leggi e punendo severamente chi non le rispetta , facendo vedere che si fa sul serio .
[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
È un’ottima iniziativa, ma prima di renderla esecutiva è necessaria una legge sul comportamento dei ciclisti che, per inciso sono i più indisciplinati su strada.
[Questa è una sua opinione, contraddetta dai fatti: secondo tutte le statistiche internazionali la maggior parte delle vittime della strada sono causate da persone al volante che guidano in maniera troppo veloce e/o troppo distratta – Bikeitalia.it]
dovrebbero aderire tutti i comuni per sensibilizzare la sicurezza stradale e in più ci vorrebbero più controlli
io farei anche un cartello:
rispetto per tutte le regole
ottimo provvedimento…..ma in molte strade impraticabile. se vi capita di percorrere la gardesana orientale vi renderete conto che bisogna prendere un provvedimento….o si vieta la circolazione delle auto…o si vieta la circolazione dei ciclisti….
buona l’iniziativa i cartelli non sono mai troppi, solo mi permetterei di modificarli nella figura del ciclista che viene sempre rappresentato dallo “sportivo” del sabato/domenica o del “dopo lavoro” io metterei le sagome di bambini in bici, anziani in bici, uomini e donne con le borse della spesa, ciclisti in cargobike. Credo che la maggior parte degli automobilisti riconoscerebbe meglio se stesso in questi ciclisti rispetto al ciclista sportivo. Un saluto.