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Attacchi, cadute e ritiri: il Tour è cominciato

Attacchi, cadute e ritiri: il Tour è cominciato
Mathieu van der Poel / Alpecin TDF 25 crediti A.S.O. Charly Lopez

Due giorni di Tour per ricordare a tutti, manco ce ne fosse bisogno, che questa è la corsa più incredibile e bella del mondo. Ogni volta. Ogni anno. Il merito? Dei corridori, certo, ma anche della magnificenza che attornia questa corsa stupenda. Da ogni lato la si voglia guardare. Nobilitata, in questa edizione, dalla presenza di 17 corridori che sono nella top 20 mondiale (mancano solo Carapaz, Ciccone e Del Toro). Impressionante.

Corazzata Alpecin-Deceuninck

Così come è stato impressionante l’andamento delle prime due tappe. Tensione, cadute, nervosismo, ritmo folle, attacchi. E , soprattutto, due vincitori d’autore. Prima Jasper Philipsen e poi Mathieu van der Poel. Comun denominatore: entrambi della Alpecin-Deceuninck, che quest’anno, tanto per rafforzare il suo treno nelle volate, ha pensato bene di portarsi pure Kaden Groves. Lui che in genere le volate se le vince in proprio. Philipsen è diventato il terzo belga della storia, dopo Merckx e Van Aert, a vincere una tappa del Tour in 4 edizioni consecutive.

Van der Poel, al quinto successo stagionale, ha fatto invece copia-incolla con il 2021: anche quattro anni fa vinse alla seconda tappa (sul Mur-de-Bretagne) e prese la maglia gialla. Questa volta ha pensato bene di lasciarsi alle spalle Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, i grandi capi di questo Tour. Che, infatti, hanno già inflitto 45 secondi di distacco in due giorni a gente come Evenepoel e Roglič. Confermando un dominio che era già stato annunciato prima della partenza da Lille.

TDF 25  crediti ASO Billy Ceusters
crediti A.S.O. / Billy Ceusters

La Visma e le altre

Si può vincere da soli, ma se si ha una squadra forte al fianco è meglio. Per informazioni chiedere alla Visma, che aveva promesso fuoco e fiamme alla vigilia del Tour e ha già mostrato parte del suo arsenale nelle prime due puntate di questo Tour.

Pogačar è spaziale e si sta preparando a vincere alla sua maniera la 100esima corsa della sua carriera, ma i calabroni al fianco di Vingegaard venderanno cara la pelle.

Ogni verdetto, per carità, è provvisorio, ma la quantità di spunti, temi e protagonisti che il Tour ci ha già offerto in 48 ore manda nel dimenticatoio (quasi) quanto abbiamo vissuto e raccontato finora.

Gli italiani

Due parole sugli italiani. Trentin quinto nella prima tappa e Velasco nono nella seconda sono gli unici due mezzi sorrisi che ci possiamo concedere. Milan ha pagato nervosismo e cattivo piazzamento nella prima tappa e Ganna ha dovuto salutare la Francia dopo neanche 70km per una brutta botta alla testa, vedendo andare in frantumi il grande obiettivo stagionale. Johnny avrà altre chance davanti a sé, ma al Tour serve pazienza e sangue freddo. Anche se la smania di far bene è comprensibile e più che umana. Specie in un ragazzo che vuole spaccare il mondo.

Per chi ama il ciclismo, ma anche per chi lo guarda ogni tanto en passant, il Tour de France è godimento spasmodico. La miccia è stata accesa. Il fuoco della Grand Boucle è pronto a divampare.

Le pagelle del Greg

ALPECIN 10 e lode: prima Philipsen, poi Van der Poel. Accendono il Tour da par loro, dimostrandosi una squadra clamorosa in tappe insidiose e mosse. Doppia vittoria, doppia maglia gialla. Doppio trionfo. ARMATA

VISMA 9: Vingegaard sta bene e ha coraggio. Jorgenson è al momento la spalla perfetta. Non basta per impensierire Pogačar, ma i calabroni hanno attributi da vendere. PUNGENTI

POGACAR 9: controlla e gioca, come sempre. Con la squadra o senza. Lui è il numero uno. È il fuoriclasse. Lui è il faro. C’è solo da capire quando vincerà la prima. SERAFICO

EVENEPOEL e ROGLIC 5: ok che sono inferiori a Pogačar e Vingegaard, ma se dopo due giorni hai già 45 secondi di ritardo c’è qualcosa che non va. Un po’ dormono, un po’ si lasciano sorprendere. Piccola reazione nella seconda tappa, ma sono già a rincorrere. SONNOLENTI

MILAN 5: voleva la prima maglia gialla ma va in tilt nei ventagli il primo giorno. Litiga con Girmay il secondo. Sente il peso di dover vincere a tutti i costi. Ma la pazienza è la virtù dei forti e deve migliorare. SOTTO PRESSIONE

FRANCESI: voto 10 al pubblico. Numeroso, caloroso e colorato. Voto 8 ai corridori. Tre nei primi 7 nella prima tappa, 4 nei primi 8 nella seconda. È la corsa di casa, ma non è scontato fare questi numeri a questo livello. VOGLIA DI GRANDEUR

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