È fin troppo semplice trovare il punto di partenza di un articolo per raccontare l’ormai imminente avvio del Tour de France 2025. Lo sloveno arriva da un anno e mezzo di dominio totale. Dove è andato, e dove ha pedalato, ha quasi sempre annichilito gli avversari. Gli ha fatto qualche “dispetto” solo il suo amico Van der Poel, ma per il resto è stato un mezzo monologo. Non a caso, le quote dei bookmakers sono piuttosto imbarazzanti. Pogačar è dato vincitore a 1.35 (fino a 1.50). Praticamente ingiocabile.
Il suo grande antagonista, Jonas Vingegaard, è quotato fra 2.75 e 3.30. Gli altri non ne parliamo nemmeno. Evenepoel vincitore a Parigi è dato fra il 9.5 e il 16 (!), Roglič è dato fra 21 e 26. Insomma, di che cosa stiamo parlando? Forse del nulla. Ma il ciclismo è imprevedibile e quindi chi lo sa.
UAE Emirates e Visma sono due corazzate. Wellens, Almeida e Adam Yates i fidatissimi di Tadej. Van Aert, Jorgenson, Kuss e Simon Yates i luogotenenti di Jonas. E proprio sul fattore squadra vuole puntare la Visma, magari cercando di replicare quei due memorabili successi nel 2022 e nel 2023. Anche per pareggiare i conti, visto che al momento Pogačar conduce 3-2 nei trionfi al Tour rispetto a Vingegaard.
Il percorso e le opportunità
Il percorso, del resto, offre tante possibilità. Nelle prime 5 giornate non ci sono salite, ma tante tappe nervose con vento e côtes da non sottovalutare, più la crono di Caen (33km) per specialisti puri. Il Tour è il Tour e lo si vede proprio dal disegno complessivo di questa edizione. C’è il ritorno del Mûr-de-Bretagne, dove Van der Poel ha vinto finora la sua unica tappa al Tour. C’è il Massiccio Centrale con l’arrivo sul Mont-Dore. C’è la tappa con il pavè.
E poi ci sono le grandi tappe di montagna. I Pirenei prima, le Alpi dopo. Proprio sui Pirenei comincerà a delinearsi in modo chiaro la situazione. Tre frazioni senza respiro. Con tanto dislivello, tanto caldo e soprattutto una cronoscalata a Peyragudes (tappa 13) che, sostiene Vingegaard, potrà fare danni enormi.
Nella marcia di avvicinamento alle Alpi la terza e ultima settimana si aprirà con l’ascesa sul Mont Ventoux, a 25 anni esatti dal successo di Pantani su Armstrong. Lì si farà un pezzetto di storia, così come nelle frazioni 18 e 19 sulle Alpi. Glandon, Madeleine, Col de la Loze, la Plagne. Ecco le salite cruciali per capire chi sarà il vincitore dell’edizione 2025. Attesa come non mai e potenzialmente super esplosiva.
L’ultima tappa e gli italiani

Se per caso i giochi non dovessero essere chiusi del tutto, attenzione all’ultima tappa di Parigi, che quest’anno non sarà la classica passerella con brindisi e baci. Ci sarà il triplo passaggio sulla Butte de Montmartre. Per un colpo da finisseur che potrebbe lasciare tutti di stucco e togliere una chance ai velocisti.
Gli italiani al via saranno 11. Milan per le volate e Ganna per la crono di Caen sono i nostri uomini migliori, ma dovesse girare tutto per il verso giusto potrebbero avere una chance anche Dainese, Albanese o, perché no, il “vecchio” Trentin. Non vinciamo al Tour da 106 tappe. Direi che è il caso di interrompere questo digiuno e, incrociamo le dita, abbiamo le armi per farlo.
Outsider per l’alta classifica? Così di getto direi Lipowitz della RedBull Bora e Skjelmose della Lidl-Trek, ma mi piacerebbe che finisse nei 5 anche Lenny Martinez della Bahrein.
Il grande ballo sta per cominciare. Si parte sabato 5 luglio. Da Lille. Noi siamo in sala, ben vestiti e curati. Pronti a goderci passi e mosse dei protagonisti…

















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