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Tutto da copione: Pogačar è il Re Sole del Tour

Tutto da copione: Pogačar è il Re Sole del Tour
Pogačar TDF25 Parigi crediti, A.S.O. Bastien Seon

Tutto come da copione. Tutto come previsto sin da prima del Tour. Dopo 21 tappe interpretate a velocità folle Tadej Pogačar ha conquistato il suo quarto Tour della carriera, agganciando così Chris Froome ma avendo già nel mirino i vari Indurain, Merckx e Hinault.

Per lo sloveno è sembrata quasi una normale amministrazione. Il suo dominio si era già intuito sui primi strappetti, prima di venir ampliato nella crono di Caen e quindi suggellato sui Pirenei, in particolare con lo show di Hautacam. Poi, serena gestione del regno, nonostante i proclami di Vingegaard di voler ribaltare tutto sulle Alpi. Pogačar è sembrato divertirsi per metà corsa, poi le cose sono cambiate. Forse frenato dalla squadra che gli ha detto di non esagerare. Forse fiaccato da un po’ di influenza. Forse annoiato dall’inconsistenza degli avversari. Sicuramente contrariato dalla routine che tocca al leader, fra podi, interviste e anti-doping. Ma, si sa, questo è il protocollo. Ferreo e uguale per tutti. E se sei il numero uno, c’è poco da lamentarsi.

Un Tour sotto le aspettative

TDF 25 Parigi ASO Charly Lopez
Parigi, crediti A.S.O. Charly Lopez

Detto ciò, è stato un Tour noiosetto e probabilmente sotto le aspettative. Fra Pogačar e Vingegaard, di fatto, non c’è mai stata partita. Roglič ed Evenepoel non sono stati avversari all’altezza e gli altri giovani, pur bravissimi, hanno potuto giocare solo di rimessa, oscurati dall’ombra del Re Sole. Lipowitz, Onley, Johanessen, Vauqelin, ma anche Healy e Jegat sono finiti in una top-10 in cui alla vigilia ci saremmo aspettati gente come Jorgenson, Almeida, Mas, Evenepoel o Skjelmose. Ma ogni anno, come sempre, le sorprese arrivano e bisogna farci i conti.

Cosa ci resta?

Lipowitz, Vingegaard, Pogacar - crediti A.S.O. Charly Lopez
Lipowitz, Vingegaard, Pogačar – crediti A.S.O. Charly Lopez

Intanto Pogačar e Vingegaard, che per la quinta volta di fila fanno primo e secondo, cosa mai accaduta prima nella storia della Grand Boucle. Poi il nostro Jonathan Milan, vincitore di due tappe e terzo italiano della storia a conquistare la maglia verde della classifica a punti dopo Bitossi e Petacchi.

Le Tour de France Facebook 2025 Pogačar Van Aert
Le Tour de France 2025 Pogačar Van Aert (crediti sul post Facebook ufficiale)

E ovviamente la tappa finale di Parigi, col triplo passaggio su Montmartre. Sublimazione del ciclismo, con Van Aert che stacca Pogačar al terzo passaggio, sotto la pioggia e in mezzo al frastuono di migliaia di persone. Da pelle d’oca. Un finale memorabile nel cinquantesimo compleanno dei Campi Elisi. Impossibile chiedere di più e di meglio. Da ripetere. Senza discussioni.

Le squadre

Escono con il sorriso dalla Grand Boucle pure la Soudal-Quickstep (4 tappe vinte) e la Alpecin-Deceuninck (3), ma sono molte di più le squadre anonime e che hanno fatto quasi da comparse: Movistar, Groupama, Intermarchè, Lotto, Bahrain, Tudor, Cofidis e Total si sono viste a spizzichi e bocconi ma stringi stringi non hanno raccolto quasi nulla. E al Tour, purtroppo, non te lo puoi permettere.

La domanda è per quanto tempo Tadej e Jonas domineranno ancora la scena e in quanto tempo riusciranno gli “altri” anche solo un minimo ad avvicinarsi al loro livello. Perché questo dualismo vorremmo durasse in eterno, ma anche che fosse un po’ più equilibrato.

Il pagellone del Greg

Van Aert TDF25 Parigi ASO Billy Ceusters
Van Aert crediti A.S.O. Billy Ceusters

POGACAR 10+: manca la lode solo perché sulle Alpi decide di andare di conserva e gestione. E se manca Tadej, manca lo spettacolo. Porta a casa il quarto Tour con una semplicità quasi disarmante, aggiungendo 4 tappe e la classifica degli scalatori. Onora la tappa di Parigi, senza fare calcoli. SHOW-MAN

VINGEGAARD 6,5: la sua miglior versione è stata forse sul Ventoux. Per il resto le gambe vanno, ma la lingua di più. Fa proclami e promesse, ma in salita non ha coraggio né personalità. Scherza con gli altri, ma Tadej scherza con lui. Il suo riscatto passa per la Vuelta di Spagna. INCOERENTE

LIPOWITZ 8,5: podio e maglia bianca di miglior giovane. 7 volte nei primi 10 nelle tappe che contano, segno di solidità e leadership. Più brillante e più pronto di Roglič, salva il Tour della RedBull. NUOVO CAPITANO

ONLEY 7,5: vera sorpresa del Tour, ovviamente in positivo. 8 volte nei primi 10, senza grossi proclami ma con tanta sostanza. L’età è dalla sua. Può solo crescere. NOVITÀ

ROGLIC 5: va due volte in fuga sulle Alpi. Mossa coraggiosa e bella da vedere, ma alla fine infruttuosa. A lui fare ottavo o quinto forse cambia poco, ma poteva serenamente finire nei primi 4 e alla RedBull avrebbe fatto comodo. L’età, del resto, presenta il conto. IN DECLINO

EVENEPOEL 4: vince la crono a fatica, poi crolla sui Pirenei e si ritira. Continuano a dire che dovrebbe essere il terzo uomo nei grandi giri a tappe, ma la realtà è un’altra. Rispetto agli altri due c’è un abisso. E forse non solo rispetto a loro. IN CERCA DI IDENTITÀ

VAN AERT 9: solo i fuoriclasse riescono a tirare fuori dal mazzo giornate così. Nonostante mille peripezie e un rendimento magari discontinuo, vince prima la tappa più bella al Giro (a Siena) e poi quella al Tour a Parigi. È l’unico che in questi due anni è riuscito a staccare Pogačar in un vero testa a testa per giocarsi qualcosa di importante. Decima vittoria di tappa al Tour, dove non alzava le braccia al cielo da tre anni. DIVINO

Milan PArigi TDF25 ASO Charly Lopez
J. Milan crediti A.S.O. Charly Lopez

MILAN 9: due vittorie di tappa e la maglia verde. Cosa potevamo chiedergli di più al suo debutto al Tour? Il nostro gabbiano ha onorato il palcoscenico in maniera impeccabile, finendo pari con Merlier (voto 7,5). È la nostra costante e non ha tradito. IN VOLO

TOUR DE FRANCE… Difficile dare un voto esplicativo. Il percorso era da 10, ma in realtà né i Pirenei né le Alpi ci hanno regalato le battaglie in cui avremmo sperato. Pubblico eccezionale, media record, ma pathos relativo. Sanno vendere il prodotto e i campioni non si risparmiano, ma in molte giornate è apparso tutto troppo scontato. Diamo un 7? DUBBIO AMLETICO

Commenti

  1. Tiziano ha detto:

    Dove lo metteremmo un campione come Lance Armstrong oggi al tour ?

    Ed adesso dove è ?

    E i campioni di oggi…dove li troveremo (forse) tra qualche tempo ?

    Personalmente non seguo il ciclismo professionistico , ho smesso da anni.

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