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Gore non produrrà più abbigliamento per bici

Gore non produrrà più abbigliamento per bici

La notizia è arrivata: Gore Bike Wear chiuderà definitivamente la sua linea di abbigliamento dedicata al ciclismo (e running) entro il 2026. Per chi pedala da anni questa decisione ha un impatto emotivo forte, perché il marchio è stato per decenni un punto di riferimento per chi cercava capi tecnici affidabili, impermeabili e traspiranti. La comunicazione arriva direttamente da W. L. Gore & Associates, l’azienda che ha inventato la membrana Gore-Tex e che ha costruito attorno a questa tecnologia un intero universo di prodotti tecnici usati in tutte le discipline outdoor.

Perché Gore Bike Wear chiude davvero

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, non ci sono più le condizioni economiche per continuare a portare avanti questa linea di prodotti. Il mercato dell’abbigliamento tecnico è cresciuto molto e si è riempito di nuovi marchi, con una concorrenza sempre più forte. Per Gore, produrre capi così specializzati e con standard tecnici così alti è diventato un impegno che non porta più i risultati di un tempo. Per questo motivo la chiusura sarà graduale e gli ordini verranno accettati soltanto fino al 31 marzo 2026, mentre in seguito si potranno acquistare solo i capi rimasti in stock. È importante ricordare che questa decisione riguarda esclusivamente il marchio di abbigliamento, mentre la membrana Gore-Tex continuerà ad essere prodotta e utilizzata da molti altri brand outdoor.

Cosa significa per le persone che pedalano

Per i ciclisti la notizia ha un valore simbolico, perché Gore Bike Wear è stato uno dei primi marchi a portare vera innovazione tecnica nel ciclismo. Le sue giacche impermeabili leggere, i guanti resistenti alla pioggia e i capi termici sono stati spesso scelti proprio perché funzionavano bene anche nelle condizioni peggiori. Con la chiusura della linea non vedremo più nuovi modelli e nuove collezioni e, con il tempo, i prodotti scompariranno dagli scaffali. Tuttavia, la tecnologia Gore-Tex continuerà ad essere disponibile, perché altri brand del settore la utilizzeranno nei propri capi. Chi è affezionato al marchio potrà quindi scegliere se cercare gli ultimi modelli prodotti o orientarsi verso altre aziende che offrono soluzioni simili.

Il ruolo del Gore-Tex e il dibattito ambientale

La chiusura di Gore Bike Wear arriva in un momento in cui tutto il settore dell’abbigliamento tecnico sta vivendo una trasformazione importante legata alla sostenibilità. Il Gore-Tex è stato un materiale rivoluzionario perché ha permesso per la prima volta di ottenere capi impermeabili leggeri e traspiranti, in grado di accompagnare chi pedala o chi cammina anche nelle condizioni peggiori. Tuttavia, come molti materiali tecnici moderni, è un prodotto sintetico derivato dal petrolio, difficile da riciclare e composto da diversi strati che rendono complesso separare i materiali a fine vita. Inoltre, come altri prodotti simili, con il lavaggio e l’usura può contribuire al rilascio di microplastiche, un problema che oggi è molto più discusso di quanto non fosse negli anni in cui questa tecnologia è nata.

PFAS, norme europee e futuro dei materiali

Una parte importante del dibattito riguarda la presenza delle PFAS, composti chimici molto resistenti che per anni sono stati utilizzati nei trattamenti impermeabili dei tessuti tecnici. Queste sostanze, note come “forever chemicals”, si accumulano nell’ambiente perché non si degradano facilmente e negli ultimi anni sono diventate oggetto di attenzione crescente. L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, sta valutando possibili restrizioni molto severe, fino al divieto per tutti gli usi considerati non essenziali. Di conseguenza, l’intera industria outdoor sta cercando alternative più sostenibili, che offrano le stesse prestazioni ma con un impatto minore sull’ambiente.

Una chiusura che racconta un cambiamento più grande

La fine della linea Gore Bike Wear non è solo la chiusura di un marchio storico, ma rappresenta anche un segno dei tempi. L’abbigliamento tecnico sta attraversando una fase di trasformazione in cui non basta più offrire prestazioni elevate: sempre più persone chiedono materiali riciclabili, filiere trasparenti e sostanze meno impattanti per l’ambiente. Le aziende si trovano nella necessità di ripensare i propri prodotti e di trovare un equilibrio tra funzionalità, durata e sostenibilità. Per i ciclisti questa notizia è un piccolo colpo al cuore, perché molti ricorderanno le proprie prime giacche Gore, acquistate per affrontare l’inverno o un viaggio sotto la pioggia, ma allo stesso tempo apre la strada a un mondo nuovo, fatto di materiali più puliti e soluzioni tecniche diverse.

[Fonte]

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Commenti

  1. Eugenio ha detto:

    Era il mio marchio preferito. Ho tantissimi capi Gore, dai guanti alle giacche, ai pantaloncini, alle calze, alle bandane.
    Sono triste.

  2. Giglio ha detto:

    Ma come,il tessuto viene usato da altri marchi ma Gore smette di usarlo per i propri capi in nome del green.

  3. Vito ha detto:

    Gore è la mia storia in bici. Il 90% del mio, ahimè, vasto assortimento di abbigliamento è GORE. In qualsiasi negozio sportivo andavo immediatamente al settore Gore.Intristisce perché se ne va una parte della mia esperienza di vita.

  4. gulluwing ha detto:

    la storia dell ecologia mi pare una fiaba propagandistica, d altra parte il tessuto goretex continuerà a venir prodotto. Quindi indosseremo scarpe in pelle non trattata, torneremo alle maglie di cotone grezzo non lavorato, guanti in lana, caschetti in cuoio. L ecogia è altra cosa ed è sulla bocca di tutti perché va di moda

  5. Mario ha detto:

    Concordo. Qualità prezzo al top per l’abbigliamento invernale. Ho una giacca invernale da 10 anni ed è ancora Super. Faccio 23000 km all’anno di consequenza l’ho pure usata spesso.

  6. andrea bettin ha detto:

    complimenti bell’articolo davvero

  7. Marco Angeletti ha detto:

    Che peccato, pantaloni e giacche impermeabili sono veramente al top, come d’altronde anche i vari strati termici e i guanti impermeabili (su quelli termici ho delle riserve).
    Non sarà facile trovare dei degni sostituti, soprattutto per il commuting :(

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