Umbria: dopo il terremoto la Valnerina sta rinascendo grazie al turismo sostenibile

Umbria: dopo il terremoto la Valnerina sta rinascendo grazie al turismo sostenibile

Nove anni dopo il terremoto del 2016, la Valnerina in Umbria è tornata a far parlare di sé non per la ricostruzione lenta o le strade interrotte, ma per una rinascita che passa attraverso il turismo sostenibile.

Il recente Rapporto Isnart 2025*, realizzato in collaborazione con Unioncamere e la Camera di Commercio dell’Umbria, fotografa una valle che, pur tra difficoltà, resiste allo spopolamento e mostra segnali di vitalità:

Queste comunità chiedono infrastrutture, reti digitali e continuità progettuale – ha spiegato Paolo Bulleri, dirigente Isnart –. Sono condizioni indispensabili per far sì che il turismo diventi motore stabile di crescita e non solo stagionale”.

Un sistema che non solo resiste, ma cresce

Nonostante la ridotta dimensione, la Valnerina segue un trend economico comune a tutte le regioni interne del territorio italiano, con un tessuto produttivo fatto di aziende familiari, spesso integrate nella filiera del turismo e dell’agroalimentare. Ma in più, la Valnerina si può vantare di una una pressione turistica di 19,2 presenze per abitante, più che doppia rispetto alla media delle aree interne d’Italia (8,9) e superiore al resto del Paese (7,4).

Si tratta di un turismo ancora fragile ma in espansione, legato soprattutto alle esperienze all’aria aperta, all’escursionismo e alle vacanze attive. Per fare un esempio, la diffusione degli agriturismi (7,2 ogni 100 imprese agricole, contro i 4,5 della media nazionale) indica una capacità di valorizzare il territorio che va oltre la semplice offerta turistica.

Pur senza una rete infrastrutturale completa (mancano stazioni ferroviarie e la connessione digitale resta discontinua), il territorio dimostra che il turismo può funzionare anche lontano dai grandi poli.

Ciclovia del Fiume Nera: la spina dorsale del turismo lento

Tra i progetti simbolo di questa trasformazione c’è la Ciclovia del Fiume Nera, un percorso di circa 28 chilometri che collega Sant’Anatolia di Narco alla Cascata delle Marmore.

Seguendo per lunghi tratti la Via di Francesco e l’ex ferrovia Spoleto–Norcia, la ciclovia attraversa borghi come Scheggino, Ceselli, Ferentillo, Arrone e Casteldilago, offrendo un itinerario perfetto per chi cerca una pedalata immersa nella natura senza grandi dislivelli.

Il tracciato, accessibile anche ai cicloturisti meno esperti, è diventato un punto di riferimento per il turismo outdoor umbro: bike hotel, noleggi, officine e piccole strutture ricettive stanno nascendo lungo il percorso, generando nuova occupazione e valorizzando economie locali.

Come spesso accade nelle aree interne, il cicloturismo non è solo sport o svago, ma una leva economica capace di mantenere vive le comunità.

L’Umbria che mostra la direzione

Il Rapporto Isnart 2025 indica chiaramente la direzione: turismo sostenibile e infrastrutture leggere possono ridare vita alle aree interne italiane.

La Valnerina ha dimostrato che il cicloturismo non è solo un’attività ricreativa, ma può diventare un vero motore di sviluppo per qualsiasi area. Investendo in infrastrutture, manutenzione delle ciclabili, connessione digitale e promozione integrata, un territorio può risollevarsi da una condizione di crisi e criticità, aumentando così l’occupazione e sostenendo le comunità locali.

*[Fonte]

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