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Nuova Grizl: il nostro test della gravel in carbonio pensata per viaggiare

Nuova Grizl: il nostro test della gravel in carbonio pensata per viaggiare
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Canyon ha lanciato a luglio del 2025 la nuova Grizl Adventure, la bici pensata per il viaggio e l’avventura.

Presentata originariamente quattro anni fa, la Grizl si affianca alla Grail nella gamma gravel di Canyon. Se la Grail è progettata per le competizioni e per un gravel più “leggero”, la Grizl nasce con l’obiettivo di affrontare terreni più impegnativi e il bikepacking, grazie a diversi accorgimenti specifici.

Cosa cambia nella nuova Grizl

Il cuore della nuova Canyon Grizl è il telaio in carbonio. A differenza del modello precedente, disponibile con telaio anche in alluminio, la nuova versione è proposta, attualmente, solo in carbonio.

Anche la geometria è stata aggiornata: lo sterzo è leggermente più aperto, mentre i foderi orizzontali più lunghi (arrivano a 440 mm su tutte le taglie), aumentando stabilità e comfort.

Le taglie disponibili restano sette, adatte a ciclisti da 152 cm a oltre 200 cm di altezza e, a differenza della versione precedente, tutte le taglie ora montano ruote da 700c.

Canyon ha inoltre potenziato la vocazione adventure della Grizl aumentando la capacità di carico del telaio. La bici è compatibile con portapacchi anteriore e posteriore, integra un vano portaoggetti nel tubo obliquo, offre spazio per due borracce di grandi dimensioni e consente il montaggio di una borsa nel triangolo anteriore.

Lo spazio per gli pneumatici arriva fino a 54 mm, permettendo anche l’utilizzo di copertoni da mountain bike fino a 2,1 pollici, rendendo la Grizl estremamente versatile.

Semplicità e standard: una bici pensata per viaggiare

Una bici da viaggio deve essere il più possibile semplice da mantenere, soprattutto quando si è lontani da casa. Per questo la nuova Canyon Grizl si allontana dagli standard proprietari adottando scelte standard: un tubo sella da 27,2 mm, un morsetto reggisella esterno e un cannotto forcella standard da 1 ⅛”.

Scelte apparentemente retrò, ma fondamentali per facilitare la reperibilità dei ricambi in caso di problemi meccanici durante un viaggio.

Original Graveller o Escape: quale Grizl scegliere?

La nuova Grizl è disponibile in due configurazioni principali:

  • La versione Original Graveller (chiamata anche OG) è quella più vicina alla filosofia della precedente generazione. Canyon la descrive come una gravel affidabile e versatile, adatta sia alle uscite brevi sia alle lunghe pedalate su qualsiasi terreno. È equipaggiata con gruppi gravel “puri” come SRAM XPLR o Shimano GRX e adotta un cockpit tradizionale Canyon, a tutto vantaggio del comfort.
  • La Grizl Escape, invece, è pensata per i viaggi più impegnativi e le escursioni di più giorni. Utilizza rapporti da mountain bike ed è dotata del nuovo cockpit integrato Full Mounty, una soluzione che prosegue la tradizione Canyon di sperimentare nel design dei manubri.

Il nuovo manubrio Full Mounty

Canyon ha una lunga storia di manubri fuori dagli schemi, a partire dall’Hover Bar della Grail lanciato nel 2018, fino al sistema PACE dell’Aeroad su strada.

Il nuovo manubrio Full Mounty è probabilmente il più particolare di sempre: riprende la forma del manubrio da corsa aggiungendo un anello supplementare tra le leve, creando una struttura che apre nuove possibilità per il montaggio di luci, ciclocomputer e borse. Offre inoltre diversi punti di appoggio per gli avambracci, pensati per aumentare il comfort nelle lunghe percorrenze.

Forcella ammortizzata Canyon x DT Swiss

Canyon e DT Swiss hanno sviluppato una forcella ammortizzata specifica per gravel e bikepacking, progettata partendo da zero per rispondere alle esigenze dei viaggiatori più esigenti.

La forcella offre 40 mm di escursione, passaggio interno dei freni, supporti cargo in grado di sostenere fino a 3 kg per lato e un sistema di blocco remoto integrato nel manubrio. Si tratta di una soluzione che migliora sensibilmente il comfort e il controllo sui terreni più sconnessi.

Le nuove ruote in carbonio

Tra gli elementi più interessanti della nuova Grizl ci sono anche le ruote Canyon con cerchi in carbonio e mozzi DT Swiss. Presentano un profilo da 30 mm e un canale interno da 27 mm, risultando ben bilanciate, scorrevoli e allo stesso tempo confortevoli.

Qualche anno fa le avremmo probabilmente considerate ruote da mountain bike, mentre oggi rappresentano un valore aggiunto per le gravel moderne, aiutando nella guida sui terreni più difficili senza penalizzare la scorrevolezza.

Canyon Grizl: la nostra prova

Abbiamo avuto in test la Grizl CF 9 ESC w/ RIFT in taglia M, chi scrive è alto 180 cm.

La bici è arrivata con un imballaggio impeccabile, come da tradizione Canyon. All’interno della scatola si trovano tutti gli strumenti necessari per il montaggio, il manuale di istruzioni e una pompa per gonfiare la forcella.

Il montaggio richiede un minimo di manualità ed esperienza con la meccanica della bici, ma Canyon mette a disposizione una rete di negozi partner per chi preferisce affidarsi a un professionista. Personalmente, in meno di un’ora la bici era pronta per pedalare: dischi centrati, ruote perfette e con il cambio elettronico non occorre regolare nulla. Giusto il tempo di caricare la batteria e si è pronti a partire.

Su strada, sterrato e sentieri

Ho percorso oltre 500 km con questa bici, portandola su asfalto, strade bianche, sterrati e single track da mountain bike.

Il feeling con la bici è stato immediato: fn dai primi chilometri ho percepito stabilità e sicurezza, sensazioni confermate dall’analisi delle geometrie, molto vicine a quelle di una MTB. Questo spiega il comportamento prevedibile e rassicurante su qualsiasi terreno.

Nonostante la sua vocazione adventure, la Grizl sorprende anche per la scorrevolezza, merito soprattutto delle ruote. Forcella ammortizzata, foderi lunghi, angolo sterzo aperto e stack elevato rendono la bici sempre divertente da guidare e mai nervosa.

Ho portato la bici su alcuni single track che affrontavo in passato con una mtb full suspended e, a velocità diverse ovviamente, sono riuscito a percorrere ugualmente e sempre in sicurezza anche i sentieri più scassati.

Su asfalto non è una bici pensata per la massima velocità, ma privilegia chiaramente il comfort nelle lunghe distanze. La scorrevolezza resta comunque ottima.

L’uscita più lunga che ho percorso è stata di poco sotto le 5 ore e, nonostante non facessi uscite così lunghe da diversi mesi, non ho mai avuto dolori o indolenzimenti.

Dettagli che fanno la differenza

Ho apprezzato particolarmente la possibilità di montare copertoni fino a 54 mm, che consente di adattare la bici a contesti molto diversi e di affrontare anche fango e sporco senza problemi grazie a un passaggio ruota generoso.

I punti di fissaggio al telaio sono otto e, anche senza aver affrontato un vero viaggio, rappresentano un plus importante in questa ottica. Molto utile anche il vano portaoggetti nel tubo obliquo, al cui interno è presente un multitool marchiato Canyon. Lo spazio è generoso e sono riuscito a infilarci comodamente anche una mantellina antipioggia e delle barrette energetiche.

La novità: il manubrio Mounty

Uno dei pochi aspetti che non ha incontrato il mio gusto personale è stato il manubrio Mounty. Dal punto di vista estetico non mi ha mai conquistato e, durante il periodo di test, non ne ho sfruttato pienamente le potenzialità. In alcune uscite lunghe ho utilizzato i diversi appoggi per cambiare posizione e alleggerire schiena e collo, ma nulla di indispensabile.

Nel contesto del viaggio resta comunque una soluzione molto valida, soprattutto per il montaggio di borse e accessori. Personalmente, se dovessi acquistarla, opterei per un cockpit tradizionale.

Cosa non mi ha convinto: la forcella ammortizzata

Da ex biker mi sono innamorato delle bici gravel per la loro semplicità. Pochi componenti da dover controllare e manutenere, su tutti le sospensioni. Per questo motivo non mi ha convinto fino in fondo la forcella ammortizzata presente su questa bici. Non per il suo funzionamento che ho trovato ottimo e indubbiamente d’aiuto in alcune situazioni. Ma se dovessi partire per un viaggio in bici preferirei avere un componente in meno a cui dover pensare in caso di guasti o problemi tecnici.

Il canale largo delle ruote e la possibilità di montare copertoni fino a 54mm permettono di “giocare” con la pressione delle gomme e avere una bici più comoda e capace di assorbire vibrazioni e urti.

Fateci però un pensiero, se abitate in montagna o in luoghi con terreni molto scassati: la forcella ammortizzata potrebbe rappresentare una buona scelta. Se invece i vostri percorsi non sono troppo tecnici e impegnativi l’ammortizzazione sulla forcella potrebbe non essere così fondamentale per voi.

Conclusioni

La Canyon Grizl si è dimostrata una gravel completa, moderna, comoda e affidabile. Ne ho apprezzato in particolare il comfort, la stabilità, la sicurezza e la grande versatilità. La posizione in sella è ottima e ci si sente subito a casa.

Non è una bici pensata per le prestazioni, ma per macinare chilometri in ogni condizione. È ottima per le uscite quotidiane, per i lunghi giri nel weekend e per i viaggi di più giorni. La possibilità di montare gomme fino a 54 mm amplia enormemente il suo raggio d’azione, rendendola versatile e adattabile a qualsiasi tipo di percorso.

Il modello testato non è economico, ma i 5.999 euro richiesti sono giustificati dalla qualità complessiva e dalla scelta dei componenti, tutti al top della loro categoria. Ma la nuova gamma Grizl con telaio in carbonio presenta diversi allestimenti che vanno da 1.999 a 6.999 a seconda del modello e della componestica scelta.

Per maggiori informazioni sulla nuova Grizl consultare il sito: www.canyon.com

[Contenuto realizzato in collaborazione con Canyon]

Commenti

  1. Claudio ha detto:

    bella bici …mi chiedo che peso avrà questo modello mini/front.
    in taglia media

    [Salve Claudio: il peso della Grizl in taglia M che abbiamo testato è di circa 10 kg (10,180 senza pedali e senza portaborraccia) – Bikeitalia.it]

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