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In Sardegna hanno creato una rete cicloturistica partendo dal basso

In Sardegna hanno creato una rete cicloturistica partendo dal basso

Cicloturismo in Sardegna: il networking paga, attenzione a tempi e investimenti

Sa fortuna andada cum sa cura. È un proverbio sardo, significa “la fortuna va assieme alla cura che metti nel fare le cose”. E lui, Marcello Usala, di cura ne sta mettendo tanta nei suoi progetti.

Non si tratta solo di sviluppare la propria impresa, ma di far crescere l’economia turistica nella propria regione, creando una rete di operatori in grado di dialogare con le istituzioni, farsi conoscere, migliorare l’offerta di esperienze e strutture. Un cammino non facile, che richiede energie, anni, una elevata dose di pazienza e determinazione nel cominciare dal basso per dialogare con tutti, a tutti i livelli.

A determinare una svolta nella vita di Usala è stata proprio la bicicletta. L’ha stimolato a creare un’attività. E ora è il punto di contatto tra tante realtà che collaborano tra loro.

Marcello oggi ha 51 anni. Dopo la laurea in Giurisprudenza, non ha voluto fare l’avvocato. A 28 anni si è orientato verso le sue vere passioni: la bicicletta, il turismo, l’enogastronomia. Ha frequentato un master alla Ca’ Foscari a Venezia in Economia e gestione del Turismo, è diventato sommelier, poi nel 2005 ha deciso di aprire Mediterras, un tour operator che offre tour ed esperienze di turismo attivo, cicloturismo e trekking nella sua regione, la Sardegna.

Socio nell’impresa e direttore tecnico è Gian Mario Pisano. «Dal 2015 abbiamo allargato l’offerta dei cycling tours in tutto il Mediterraneo: Sicilia e Sud Italia, Francia, Toscana, Croazia, Istria, Dalmazia e Albania e altre ancora». Usala poteva fermarsi qui. Ma pensa in grande. E non solo per far crescere la sua attività.

Crescere è collaborare

BEST Sardegna Tour - rete cicloturistica dal basso

«Il nostro cliente è principalmente straniero, in particolare nordamericano. Per fidelizzarlo bisogna dargli la possibilità di fare esperienze sempre nuove, in luoghi diversi. Per questo abbiamo allargato il catalogo» racconta Usala. Ma per ampliare la clientela non basta che il singolo operatore aumenti la propria offerta. Deve collaborare con altre imprese: più si è, più aumentano il numero di esperienze e servizi disponibili sul territorio. Turisti e tour operator, poi, possono scegliere più facilmente e immediatamente, se trovano tutto tramite un’interfaccia tecnologica efficiente.

Dal cicloturismo in Sardegna al mondo

«Abbiamo fatto vari tentativi di aggregazione dell’offerta. All’inizio c’erano solo 5 operatori specializzati, ma mancavano servizi semplici e bike hotel: questa parte dell’offerta era da sviluppare. L’idea è lavorare insieme per raggiungere la massa critica che renda possibile un dialogo tra noi e chi gestisce le destinazioni. Bisogna far passare un concetto: il cicloturismo può crescere e non essere solo una spalla per la bassa stagione delle strutture alberghiere».

BEST rete cicloturistica dal basso

Qualcosa si muove

Un’importante occasione per farsi conoscere è la Bitas, la Borsa internazionale del Turismo Attivo in Sardegna. Dal 2010 la organizza in città sempre diverse l’Assessorato Regionale del Turismo della Sardegna. L’ultima edizione si è tenuta ad Alghero, nel marzo del 2023, si attendono le date della prossima. L’evento, dedicato a 100 tour operator internazionali, giornalisti e blogger, ha lo scopo di migliorare la competitività della destinazione Sardegna, presentando l’offerta di oltre 250 operatori turistici locali. Gli effetti sono positivi. «Non abbiamo dati completi per fotografare la crescita di questo comparto, ma ogni tour operator segnala annualmente incrementi dei fatturati del 10, 15%. Non sono numeri da poco».

Il portale di servizio

Rete cicloturistica BEST Sardinia

Per creare un’ulteriore vetrina, funzionale e disponibile in ogni momento al popolo dei pedalatori, un gruppo di operatori seguito da Usala ha realizzato un portale e profili sui maggiori social. Il brand è BEST, acronimo di Bike Experience Sardinia Tourism. “Siamo la prima rete in Sardegna di hotel e partner bike friendly. Attraverso i nostri tour e itinerari potrai scoprire l’Isola su due ruote, vivendo esperienze e racconti unici”, si legge sul profilo Facebook.

Di Best fanno parte 17 strutture ricettive, una società di trasporto, due aziende di noleggio bici, tre cantine (per scoprire ottimi vini non famosi: il Torbato di Alghero, Malvasia di Bosa e Vernaccia di Oristano), due aziende che offrono esperienze (trekking, visite guidate, surf…). Il focus centrale è il cicloturismo.

Aggregare e facilitare

Cicloturisti pedalano in Sardegna

«La scommessa per ogni membro della rete è offrire i propri servizi, ma anche la possibilità di collegarli ad altri, proposti da altri operatori nel network. I nostri interlocutori sono sia tour operator sia clienti finali. Best è un facilitatore, che “garantisce” la qualità delle offerte. Il cliente sceglie le singole proposte o chiede a Best un pacchetto completo, come farebbe un’agenzia di viaggio. Trova itinerari di collegamento, altri ad anello attorno a strutture di accoglienza, schede e presentazioni dei singoli hotel, prenotabili».

Il ruolo di Usala in Best è quello del temporary manager: lavora alla creazione della rete, favorisce il dialogo tra operatori, crea contenuti. «L’esigenza comune è far crescere la destinazione turistica. E stimolare il miglioramento dei singoli operatori: molti operatori crescono e si strutturano con spazi per ospitare le bici in sicurezza, ripararle e ricaricarle. Al momento la rete copre solo in parte il territorio sardo, circa un terzo dell’isola, c’è spazio per altri membri».

Tutto facile? Non proprio

Cicloturismo in Sardegna

I tempi per realizzare il progetto sono stati più lunghi del previsto: da 2, 3 anni siamo arrivati a 5. «Abbiamo partecipato a un bando regionale, dopo il Covid, che ha stanziato 150mila euro per Best. Finalmente, entro giugno 2025 dovremmo completare questa prima fase. Oggi siamo circa 25 aziende, ma potremmo arrivare a un centinaio. Non dobbiamo avere paura della concorrenza. Ogni partner può avere un proprio bacino territoriale adeguato e ricevere la clientela interessata al suo tipo di struttura o di proposta».

Usala accenna anche alle novità: un software per la progettazione di itinerari, in grado di catalogarli e metterli a disposizione sul web; lo sviluppo del sito, con contenuti video e social; la partecipazione a fiere, come la Fiera del Cicloturismo; la promozione, l’organizzazione di educational tour. «La scommessa è portare ospiti in Sardegna con un’offerta eterogenea, mete note e altre sconosciute: questo è il cicloturismo. E far dialogare strutture con esigenze diverse, come un grande hotel e un agriturismo. Tutti possono avere risposte veloci da Best, grazie a un consiglio di gestione snello, di soli 5 membri, con cui si possono interfacciare».

L’importanza dei noleggi per il cicloturismo in Sardegna

I punti noleggio sono servizi essenziali, se rispondono alle richieste del cicloturista. «Per avviarne uno in città, gli investimenti sono più contenuti. Ma per aprirne uno per cicloturisti appassionati, gli investimenti sono importanti, servono bici di qualità e di tutte le tipologie: non meno di 70-80mila euro. A questi si aggiungono quelli per locali, personale, rimessaggio, strumentazioni. I noleggi di Best sono due, ad Alghero ed Oristano. Potrebbe esserci spazio per nuovi punti».

Operatori professionali e nuove reti

C’è un altro bisogno però: quello di nuovi accompagnatori cicloturistici. «Serve un ricambio generazionale, personale con una formazione specifica. Un accompagnatore non è un istruttore, ha un ruolo più complesso e delicato».

Un consiglio a chi si accinge a creare una rete di sviluppo territoriale in altre zone: «Per aggregare operatori, rivolgetevi a chi già opera nel settore, non cercate di convincere chi non è ancora partito. Devono avere strutture e itinerari già disponibili. Gli hotel già attivi possono scegliere di aprire in bassa stagione, dare colazioni adeguate e ricoveri sicuri per le bici».

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