Negli ultimi anni Parigi è diventata una città sempre più attenta alla mobilità sostenibile e al verde pubblico: il recente referendum di domenica scorsa ha riacceso i riflettori sulla trasformazione urbana della capitale francese. Con l’obiettivo di creare spazi più verdi e a misura d’uomo, la proposta di chiudere al traffico 500 vie della città è stata accolta favorevolmente, segnando un ulteriore passo verso una mobilità sostenibile e innovativa.
Parigi: una città sempre più verde
Domenica 23 marzo 2025, i cittadini di Parigi hanno partecipato a un referendum non vincolante per la riqualificazione urbana. Con un tasso di approvazione del 66% a favore della chiusura al traffico, la decisione intende rivoluzionare il tessuto cittadino, sostituendo parte del traffico veicolare con percorsi dedicati a pedoni e ciclisti. Nonostante l’affluenza relativamente bassa – poco più di 56mila votanti, ovvero circa il 4% degli aventi diritto – il risultato ha confermato la volontà di dare nuova vita a numerosi quartieri.
Via 10mila posti auto dalle strade
La spinta a questa trasformazione è venuta dalla sindaca Anne Hidalgo, figura di spicco del movimento socialista parigino. Con alle spalle un mandato iniziato nel 2014, Hidalgo ha sempre promosso politiche orientate alla sostenibilità e alla riduzione del traffico. Pur avendo annunciato che il suo mandato scadrà l’anno prossimo e senza intenzione di ricandidarsi, la sindaca intende avviare immediatamente gli studi di fattibilità per identificare le strade da chiudere e definire le modalità di deviazione del traffico. L’ambizioso progetto prevede la riqualificazione di sei-otto vie per ciascuno dei 20 arrondissement, con una stima di eliminazione di circa 10mila parcheggi, sostituiti da nuove infrastrutture per biciclette e pedoni.

Un progetto in linea con la “Città dei 15 Minuti”
L’iniziativa rientra in una più ampia strategia urbanistica che Hidalgo ha promosso negli ultimi 11 anni. Il modello della “Città dei 15 minuti” mira a rendere ogni quartiere autosufficiente, consentendo ai residenti di raggiungere a piedi o in bicicletta i servizi essenziali, dal lavoro agli uffici pubblici. Questa visione, che ha portato anche a precedenti referendum – come quelli per vietare monopattini elettrici e aumentare le tariffe dei parcheggi per SUV – punta a ridurre traffico e inquinamento, creando un ambiente urbano più vivibile e sostenibile.
Un’iniziativa non esente da critiche
Non mancano le opinioni contrastanti e le critiche a questo provvedimento annunciato dalla prima cittadina di Parigi. Gli oppositori al progetto sostengono che la consultazione abbia chiesto ai parigini di votare senza fornire informazioni dettagliate sulle conseguenze reali per la circolazione e la fruibilità dei quartieri. In particolare si teme che la chiusura di così tante strade alle auto possa complicare l’accesso al centro per chi proviene da periferie o da fuori città, generando disagi e caos in un contesto di trasporti già articolato e complesso come quello di Parigi.
500 strade senz’auto: lavori, prospettive e impatti futuri
Si stima che i lavori per la chiusura delle strade e la realizzazione degli spazi verdi avranno una durata compresa tra tre e quattro anni, con una spesa quantificata in circa 500mila euro per ogni via interessata. Se ben attuato, questo progetto potrebbe rappresentare un modello per altre città europee desiderose di conciliare mobilità, ambiente e qualità della vita.
Una trasformazione replicabile (anche) altrove
L’esperimento parigino all’insegna della città senz’auto evidenzia come le amministrazioni urbane possano sperimentare soluzioni innovative per affrontare le sfide della mobilità moderna. Rimane da vedere come evolveranno i piani di deviazione del traffico e come i cittadini reagiranno a queste trasformazioni radicali, ma una cosa è certa: Parigi sta andando verso un futuro urbano sempre più verde e con strade a misura di persona.
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