Come vestirsi per affrontare il tempo primaverile durante le nostre uscite in bicicletta? La primavera, si sa, porta con sé giornate più lunghe e temperature miti e la voglia di uscire fuori e di stare all’aria aperta riprende alla grande. Ma il tempo in primavera è molto variabile, sia per la possibilità di pioggia, ma anche per il fatto che al mattino presto o alla sera le temperature possono essere molto più basse che nel pieno del pomeriggio. Come vestirsi per affrontare il tempo primaverile in bicicletta? Vediamolo in questo articolo.
Come vestirsi per affrontare il tempo primaverile
Per affrontare il tempo primaverile è necessario vestirsi in modo stratificato (quello che gli alpinisti, da tempo immemore, hanno chiamato “vestirsi a cipolla”). Ma vestirsi in modo stratificato non significa indossare la qualunque bensì bisogna organizzare ogni strato in modo intelligente.
Possiamo dividere gli strati in 3 grandi categorie:
- Base layer: quello che andrà a contatto con la nostra pelle;
- Layer intermedio: costituito da magliette e smanicati da indossare sopra lo strato base;
- Layer esterno: tutto ciò che è effettivamente esposto al vento, al sole o alla pioggia e che indosseremo (o toglieremo) a seconda dell’orario della giornata e della temperatura esterna.
Vediamo nel dettaglio ogni strato.
1: Come vestirsi per affrontare il tempo primaverile, il base layer

Per supportarmi nella ricerca della giusta combinazione di strati per vestirsi per affrontare il tempo primaverile, ci siamo rivolti a Biotex®, un’azienda innovativa nel settore dell’abbigliamento sportivo, che ha una mission molto interessante: creare capi che non si sentono addosso, ma fanno sentire la differenza. E questo progetto lo portano avanti con impegno dal 1990.
Il primo strato, detto base layer, è quello che andrà a contatto con la nostra pelle e deve avere tre obiettivi principali:
- Essere traspirante e quindi impedire che il sudore impregni il tessuto (soprattutto sulla schiena) e proteggere dal vento la pelle, per evitare un abbassamento repentino della temperatura corporea, con conseguente squilibrio della termoregolazione del nostro corpo (che viene regolata direttamente dalle zone più arcaiche del nostro cervello);
- Aderire alla pelle per evitare sfregamenti e arrossamenti;
Garantire una protezione antibatterica; Il base layer può essere costituito da:
- Pantalone con fondello da bici, come la Salopette Ultra, realizzata in Cordura (resistenza) e Polipropilene (traspirazione) e il suo fondello per lunghe distanze.
- Canottiera intima, come la Canotta + Carbon, dalla vestibilità comoda ed impercettibile, che lascia traspirare la schiena grazie alla sua lavorazione a multitrama con zone in microrete per l’evaporazione del sudore. La composizione in polipropilene garantisce la traspirazione e la fibra in carbonio un totale effetto antibatterico.
- Nelle giornate più fredde e ventose possiamo dotarci anche di uno smanicato antivento, che ci offra ulteriore protezione. Il vento infatti incrementa l’effetto wind-chill, cioè fa percepire ancora più bassa la temperatura esterna, provocando uno squilibrio nella termoregolazione, riducendo la sudorazione e quindi alternando anche la percezione della sete, provocando più facilmente la disidratazione (che è l’anticamera per il peggioramento delle nostre prestazioni in bici). Possiamo scegliere un capo come lo smanicato antivento Seamless, che va indossato sopra la canottiera e sotto la maglia, che è dotato di uno strato antivento sul petto.
Questo strato non andrà mai rimosso durante le nostre pedalate, per cui va scelto molto bene.
2: Layer intermedio

- In questo strato rientrano tutti i capi che hanno lo scopo di dare supporto in termini di protezione da sole, vento e pioggia. Va scelto con cura perché, nelle giornate più soleggiate, sarà lo strato esposto all’esterno, per cui è bene sapere come definire i vari capi. Possiamo costruire il nostro layer intermedio in questo modo:
- Una maglia da ciclismo, da indossare sopra la canottiera intima. Possiamo scegliere per esempio la Maglia ULTRA, resistente ma leggera, che sia adatta alla temperatura e mantiene quella della corpo;
- Per chi preferisce capi meno aderenti oppure per il gravel si può optare per la maglia IN Gamba che oltre alla traspirazione offre anche due tasche aggiuntive sui lati
3: Layer esterno

Questo strato finale è quello che deve essere più versatile poiché spesso ci troveremo a indossarlo o toglierlo in base alle condizioni meteo, per cui deve essere facile da indossare ma anche da ripiegare per metterlo in una delle nostre borse (o nella tasca posteriore della nostra maglia da ciclismo).
La soluzione migliore è di dotarsi di una giacca antivento e impermeabile, che permetta al sudore di evaporare ma non all’acqua (anche quella sollevata dalle pozzanghere se facciamo gravel o mtb) di penetrare. La giacca deve essere dotata di una cerniera, in modo da poter regolare l’apertura sulla base delle condizioni meteo; basta infatti anche passare da un tratto su strada bianca in pieno sole a un singletrack nel bosco per percepire un grande abbattimento della temperatura e aver bisogno di chiudere velocemente la zip.
Una soluzione molto comoda, proposta sempre da Biotex, è la giacca WIN 2 in 1, poiché si trasforma da giacca a gilet con un colpo di zip, rendendola molto versatile. La giacca presenta una parte antivento sul petto, una parte termica e traspirante sulla schiena e sulle braccia e tre comode tasche sulla schiena, per barrette, smartphone o gel.
Come vestirsi per affrontare l tempo primaverile in bicicletta: conclusioni
In questo articolo, grazie al supporto di Biotex®, abbiamo visto come vestirci in modo adeguato per affrontare il tempo primaverile in bicicletta. Non abbiamo più scuse per non vestirci in modo intelligente e dotarci di capi che siano traspiranti, comodi e anche belli (che non guasta mai). Anche perché, come dicono i danesi (che di cattivo tempo se ne intendono): “Non esiste cattivo tempo, solo cattivo equipaggiamento”.
[Contenuto realizzato in collaborazione con Biotex]





















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