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Fiandre e Roubaix, chi può fermare Pogačar e van der Poel? [di Luca Gregorio]

Fiandre e Roubaix, chi può fermare Pogačar e van der Poel? [di Luca Gregorio]

8 a 8. No, non è un pareggio strano di una partita di calcio a 5. È la situazione di parità che c’è in questo momento, a livello di classiche-Monumento e Mondiali vinti, fra Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel, i due fenomeni totali e inattaccabili nelle corse di un giorno. Nel 2024 lo sloveno ha messo insieme un trittico pazzesco vincendo Liegi, Mondiale e Lombardia. L’olandese, che nel 2023 aveva già infilato Sanremo, Roubaix e Mondiale, l’anno scorso ha risposto con l’accoppiata Fiandre-Roubaix.

Insomma, due giganti, che agli altri stanno concedendo solo le briciole. Il 2025, guarda caso, è ricominciato sulla stessa falsa riga. “Pogi” ha dominato la Strade Bianche (sesta Monumento virtuale) mentre MVDP ha trionfato ancora alla Sanremo a due anni distanza, portando a casa la Classicissima di Primavera più bella degli ultimi 50 anni. Confermando, per ora, la maledizione di Tadej in questa gara, dove al momento è fermo a due terzi posti consecutivi.

La grandezza di questi due titani sta ovviamente nelle vittorie, ma qualche altro numero serve a far capire la loro onnipotenza ciclistica. Van der Poel ha chiuso nella top-10 18 volte su 19 Monumento disputate, vincendone 5 delle ultime 8. Pogačar, per certi versi, ha fatto anche meglio: nelle ultime 13 Monumento che ha finito ha sempre chiuso nei primi 5 (!), cogliendo il successo in 7 occasioni e piazzandosi 10 volte sul podio.

Statistiche da fantascienza

Koppenberg Giro delle Fiandre - Ronde Vam Vlaanderen, Foto di Romano Brizzi e Francesco Zelotti
Koppenberg Giro delle Fiandre, crediti di Romano Brizzi e Francesco Zelotti

Sono statistiche che hanno del fantascientifico ma che erano utili da ricordare visto che dietro l’angolo c’è la cosiddetta “settimana santa” del ciclismo, quella che unisce Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix. La domanda è sempre la stessa. Aggiorneremo il palmarès di questi due alieni del pedale o qualcuno riuscirà a contrastarne l’egemonia?

Van der Poel è lo specialista del Nord. Finora ha messo in bacheca 3 Fiandre e 2 Roubaix e ha dimostrato di avere una gamba particolarmente “calda”, come confermato nel successo venerdì scorso ad Harelbeke, un Fiandre in miniatura. Pogačar ha vinto la Ronde nel 2023, ma solo il prossimo 13 aprile farà il suo debutto assoluto alla Roubaix. Una corsa infame e pericolosa, che ti può portare in paradiso così come spingere nell’inferno delle sue pietre.

Tadej ci saprà stupire alla sua prima? Difficile rispondere. Intanto ha vinto lui riuscendo ad esserci, vincendo così le forti resistenze della sua squadra (la UAE Emirates), preoccupata di possibili scenari nefasti che gli potrebbero magari compromettere la partecipazione al Tour de France. Bisognerebbe però spiegargli che uno può cadere ovunque, in qualsiasi corsa e in mille circostanze. Ergo, sto con Tadej.

I potenziali rivali di Pogačar e van der Poel

Torniamo all’attualità. Chi può fermare questi due? Sulla carta i possibili rivali arrivano al doppio appuntamento cruciale della primavera in forma smagliante. L’avversario numero uno è senza discussione Mads Pedersen. Campione del mondo nel 2019, il danese è un corridore clamoroso, cui piace attaccare e non risparmiarsi mai. Domenica ha vinto la sua terza Gand-Wevelgem negli ultimi 5 anni, con un assolo di quasi 60 km, dopo essersi comunque piazzato settimo alla Sanremo e secondo ad Harelbeke dietro al mostro, come lui stesso lo ha definito, van der Poel. Non ha ancora vinto una Monumento, ma lo meriterebbe e ha attorno una squadra (la Lidl-Trek) molto solida e attrezzata.

Filippo Ganna

Filippo Ganna Ineos Grenadier
Filippo Ganna crediti Ineos Grenadier

Poi c’è il nostro Filippo Ganna, mai così tirato a lucido come quest’anno. Il secondo posto alla Sanremo e il terzo ad Harelbeke sono due biglietti da visita non trascurabili. Ha saltato la Gand per essere al via del Fiandre, dove ritornerà a distanza di 6 anni dall’ultima volta. Con una consapevolezza diversa, una forma diversa e una leadership diversa. Più possibile un colpaccio alla Roubaix che al Fiandre (prospettiva valida anche per Pedersen), ma sognare non costa nulla.

Wout Van Aert

Il quintetto magico dei favoriti sarebbe completato da Wout Van Aert, ma quest’anno bisogna usare per forzate ragioni il condizionale. Il belga mediamente non sbaglia i grandi appuntamenti ma nelle ultime 11 Monumento se è vero che ha sempre terminato nei primi 8, è altrettanto significativo che abbia vinto solo una volta (Sanremo del 2020).

Tour de France 2023 - Etape 4 - Dax / Nogaro (181,8 km) - VAN AERT, crediti A.S.O. Charly Lopez
Tour de France 2023 – Etape 4 – Dax / Nogaro (181,8 km) – VAN AERT, crediti A.S.O. Charly Lopez

L’anno scorso ha dovuto saltare Fiandre e Roubaix per infortunio. Quest’anno ha focalizzato tutta la preparazione invernale solo a queste due gare, correndo poco e non facendo risultati significativi nei 9 giorni di corsa disputati sinora. Insomma, ha fatto all-in, ma senza la certezza di essere il migliore. Anzi. Su Van Aert aleggiano parecchi dubbi: dalla perdita di sicurezza quando maneggia la bici in gara alla capacità di fare la differenza quando il momento è decisivo. Sarei felice se mi smentisse, ma i punti interrogativi rimangono e non è detto che le tre settimane a Tenerife come preparazione siano state la scelta più azzeccata.

L’unica cosa certa è che abbiamo per le mani due gare potenzialmente memorabili, così come è già stata la Sanremo del 22 marzo. Fra muri e pietre, tanto, vince sempre un gigante.

Foto di apertura: Pogačar alle Strade Bianche 2025, crediti Alessandro Garofalo – LaPresse | van der Poel al Fiandre 2024, crediti Flanders Classics

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