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Anche la Liegi 2025 è di Pogačar [di Luca Gregorio]

Anche la Liegi 2025 è di Pogačar [di Luca Gregorio]

La solita storia. Il solito copione. Il solito risultato finale. Tadej Pogačar manda in soffitta una primavera di classiche da sogno, condita da 4 vittorie (Strade Bianche, Fiandre, Freccia Vallone e Liegi), 2 secondi posti (Roubaix e Amstel) e 1 terzo posto (Sanremo). La contabilità dello sloveno fa paura: 7 vittorie stagionali in 14 giorni di corsa, con 95 successi totali e 9 Monumento in bacheca, agganciando campioni della storia del ciclismo come Fausto Coppi, Costante Girardengo e Sean Kelly. Per intenderci, davanti a lui restano solo Roger De Vlaeminck (11) e Eddy Merckx (a quota 19). Pogačar è diventato il primo corridore della storia a fare podio in 6 Monumento consecutive e non è mai uscito dai primi 5 nelle ultime 16 che ha disputato. I numeri, più degli aggettivi, ne certificano grandezza e gloria. Agli altri, van der Poel a parte, solo le briciole.

Una parte del gruppo, adesso, respira, perché Tadej si prenderà un po’ di meritato riposo prima di riappiccicare il numero sulla schiena al Delfinato (inizio giugno) in vista del Tour de France. Dove, finalmente, ritroverà come avversario Jonas Vingegaard.

Evenepoel sarebbe dovuto essere il suo rivale in questo trittico delle Ardenne, ma Remco, pur fenomenale, non può reggere a questi livelli per tre gare consecutive, soprattutto post infortunio. Ottimo all’Amstel (terzo), fuori gara e infreddolito alla Freccia Vallone, il leader della Soudal-Quickstep è saltato completamente alla Liegi.

Così la strada verso il successo, per Tadej, è stata ancora più in discesa. Tanto che alla Liegi il pathos è stato quasi prossimo allo zero. Per superiorità manifesta. E relativa accettazione da parte dei rivali. E buona pace del pubblico, che ormai si è abituato a questi assoli raramente contrastabili.

Il sussulto italiano alla Liegi

Liegi 2025

Fra le côtes del Belgio, perlomeno, l’Italia ha avuto un sussulto d’orgoglio. Giulio Ciccone secondo (il podio ci mancava dal 2019 col secondo posto di Formolo), Simone Velasco quarto, Andrea Bagioli sesto. Era un po’ che non ci capitava una giornata così positiva in una gara così rilevante. Segnali incoraggianti, specie per l’abruzzese che punterà a una bella classifica al Giro d’Italia.

Già, il Giro. Ormai ci siamo. Meno di due settimane e la carovana rosa inizierà a muoversi dall’Albania, col solito bagaglio di aspettative, storie e protagonisti. Da Roglič ad Ayuso, da Tiberi a Ciccone, passando per Van Aert, Pedersen e Pidcock. Solo per citarne alcuni. Sulla carta si propone come un Giro aperto e combattuto, imprevedibile e spettacolare.

Nella mia rubrica, il punto del Greg…ario, cercherò di accompagnarvi il più possibile per raccontarvi i momenti più belli e intensi di una corsa che ogni volta smuove il nostro cuore e l’attenzione di tutto il nostro Paese. Una grande storia ciclistica che diventa sempre una grande storia popolare.

Le pagelle della top 5 della Liegi

POGAČAR 10 e lode: terza Liegi negli ultimi 5 anni, attaccando dove tutti si aspettavano (la Redoute). Il punto è che tutti possono anche saperlo, ma nessuno riesce mai a contenerlo. Vince quasi con un filo di gas, facendo un altro passettino nella storia. PELLICOLA ARCOBALENO

CICCONE 9,5: maturo, solido, forte. La cosa più importante è che dà seguito al terzo posto del Lombardia dello scorso ottobre. È la seconda volta quest’anno, dopo il UAE Tour, che fa secondo alle spalle di Pogačar. PRIMO DEGLI UMANI

HEALY 9: podio di livello dopo il quarto posto alla Strade Bianche e il quinto alla Freccia Vallone. L’irlandese che attacca e stantuffa tradisce raramente su questi palcoscenici, perché ha classe e intraprendenza. BEN FATTO BEN!

VELASCO 8,5: alle spalle del podio arrivano in 39 tutti insieme. Il corridore elbano li infilza tutti con una volata imperiosa dopo 252km e 4500 metri di dislivello. È una medaglia di legno non banale e che vale come mezza vittoria. SONTUOSO

NYS 8: è alla prima Monumento della carriera e la chiude dentro i 5. Onestamente, c’è chi ha fatto peggio (ed è un eufemismo). Conferma la splendida campagna di primavera della Lidl-Trek (voto 9,5), che piazza pure Andrea Bagioli (voto 8) in sesta piazza. TALENTI IN ERBA

Commenti

  1. Marco ha detto:

    ottima pagella,ottimo articolo e nulla da dire. Pogi dopo lo scorso anno,dove aveva fatto usare aggettivi superlativi per la sua stagione,in questa sembra ancora più forte,più convinto. Purtroppo (per lo spettacolo)per adesso non ha rivali bisogna sperare in un vingegard ma onestamente la visma è molto inferiore alla uae attuale e quindi la vedo dura per il tour. Cmq w pogi W vingegard e W il ciclismo

  2. Stefano Battistelli ha detto:

    mi piacerebbe vedere Vingegard e Roglic in questa gara. ma gli assenti hanno sempre torto

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