Con oltre 300 giorni di sole all’anno, le Alpi del Sud, in Francia, si presentano come un mosaico di paesaggi che uniscono l’asprezza delle vette alpine alla dolcezza della luce mediterranea. Tra i Parchi Nazionali del Mercantour e degli Écrins e i Parchi Naturali Regionali del Queyras, delle Baronnies e delle Prealpi d’Azur, si estende un territorio dove la natura si esprime in tutta la sua varietà: dalle cime innevate ai pascoli fioriti, dai laghi cristallini alle gole scavate dai fiumi.

Per gli appassionati di ciclismo, queste montagne offrono salite leggendarie che hanno fatto la storia del Tour de France, come il Colle del Galibier . Ma oltre alle grandi classiche, esistono percorsi meno noti ma altrettanto affascinanti, come il Col du Sabot, una delle salite più dure delle Alpi francesi, ancora poco conosciuta anche tra i ciclisti esperti.
Le Alpi del Sud sono anche il regno della mountain bike e del bikepacking, con itinerari che attraversano borghi storici, foreste secolari e antiche vie commerciali. In questo scenario, ogni pedalata diventa un viaggio sensoriale, dove il profumo dei pini si mescola all’aria sottile delle alture, e il silenzio delle valli è interrotto solo dal suono delle ruote sulla ghiaia. Le Alpi del Sud non sono solo una destinazione, ma un’esperienza che rimane impressa nella memoria di ogni ciclista.
Ubaye: la valle che racconta l’altrove
Tra l’Italia e la Francia, là dove le Alpi si fanno più intime, la valle dell’Ubaye è un mondo a parte. Selvaggia e solare, è una terra di confine che ha visto partire generazioni di migranti verso il Messico, lasciando dietro di sé chiese dai campanili sottili e facciate ornate di simboli inattesi. Oggi la valle accoglie viaggiatori in cerca di silenzi autentici e spazi infiniti. Per arrivarci si può partire da Nizza, dalla splendida Aix-en-Provence o dal Colle della Maddalena.

Il fiume Ubaye scorre potente, perfetto per chi cerca emozioni all’aria aperta. Chi preferisce l’asfalto troverà pane per i suoi pedali: i colli della Cayolle, di Allos, di Vars o la mitica Bonette — che con i suoi 2802 metri è la strada asfaltata più alta d’Europa — sono mete da segnare in rosso sulle mappe di ogni ciclista appassionato di salita. Per gli amanti della verticalità, oltre 600 vie di arrampicata attendono sulle pareti rocciose che dominano la valle.

E quando la giornata volge al termine, ci si può affidare al cielo: qui si dorme sotto una volta stellata tra le più limpide d’Europa, riconosciuta come Riserva Internazionale del Cielo Stellato. Basta alzare lo sguardo per sentirsi piccoli, eppure incredibilmente presenti.
Serre-Ponçon: il lago, la montagna, la quiete

Proseguendo verso ovest si arriva a Serre-Ponçon, uno dei più grandi laghi artificiali d’Europa, incastonato tra montagne che sembrano vegliare sul silenzio dell’acqua. È uno spazio in cui tutto convive: la potenza della natura e la delicatezza del vivere lento.
Solo 13 dei suoi 90 km di rive sono stati attrezzati: il resto è lasciato alla natura, che qui mantiene il suo carattere selvaggio. Le sponde a strapiombo ricordano i fiordi, ma l’acqua — che d’estate raggiunge anche i 23°C — invita al bagno, al paddle, alla vela, al wakeboard o a semplici gite in barca, magari con un aperitivo al tramonto. Per chi cerca prospettive nuove, è possibile persino sorvolare il lago in mongolfiera o idrovolante.

La bici resta il modo più poetico per scoprire Serre-Ponçon: si pedala su sentieri tra boschi e pascoli, si sale verso crinali panoramici, si scende tra le curve che conducono a spiagge Bandiera Blu, ideali per una pausa. E poi c’è il patrimonio: l’antica città di Embrun, affacciata sulla Rocca e dominata dalla cattedrale gotica di Notre-Dame-du-Réal, l’Abbazia di Boscodon immersa nei boschi e le misteriose “demoiselles coiffées”, pinnacoli di roccia sormontati da cappelli di pietra.
Nel cuore del lago, infine, emergono due presenze che ricordano quanto il paesaggio qui sia anche fatto di memoria: la cappella di Saint-Michel, solitaria su un isolotto, e il viadotto sommerso di Chanteloube, che a seconda del livello dell’acqua appare o scompare come un sogno.

L’anello del lago di Serre-Ponçon
Tra le più suggestive esperienze escursionistiche delle Alpi del Sud, il Tour du Lac de Serre-Ponçon è un itinerario ad anello che abbraccia il lago in un percorso di circa 110 km. Impegnativo e panoramico. alterna salite, discese e viste spettacolari, attraversando boschi di larici, crinali panoramici, villaggi arroccati e sponde lacustri.
Questo giro offre scorci unici sulla distesa d’acqua turchese, incastonata tra cime che superano i 2.500 metri, e permette di immergersi nella cultura locale, tra cappelle nascoste, antiche abbazie e tradizioni pastorali. È un viaggio che si fa passo dopo passo, dove la natura cambia volto a ogni curva, ma resta sempre protagonista.
Un’estate a misura d’uomo e di natura
Tra maggio e settembre questo angolo di Francia invita a muoversi con lentezza, a scegliere di vivere la natura e il patrimonio culturale senza filtri. E soprattutto, a portare con sé non solo delle belle immagini, ma un senso rinnovato di libertà.
Per approfondire le opportunità nella Regione:
- sito del Turismo di Provenza e Costa Azzurra
- sito dell’Ente del Turismo Francese
(Contenuto in collaborazione con Alpi Francesi del Sud e Explore France)











dove trovo se ci sono campeggi
[Salve Claudio, in calce all’articolo sono riportati i siti ufficiali degli enti turistici di quelle zone: può chiedere direttamente a loro – Bikeitalia.it]