Roglič chiama. Ayuso risponde. Dopo che lo sloveno aveva vinto il primo round a cronometro nei confronti dello spagnolo, il leader della UAE si è rifatto sul primo arrivo in salita del Giro d’Italia a Tagliacozzo (Abruzzo). 2km di salita duri, che potevano sembrare pochi ma hanno lasciato lì davanti una ventina di corridori a giocarsi la tappa.
La rasoiata vincente l’ha piazzata il 22enne di Barcellona, che dopo qualche giornata di assestamento fra cadute, problemi meccanici e un filo di nervosismo ha ricordato a tutti che è lui il vero (e forse unico) antagonista di Primož Roglič.
Ayuso è già al sesto successo stagionale e la prima vittoria di tappa in un grande giro della carriera gli ha permesso anche di riportarsi ad appena 4 secondi da Roglič, di nuovo in rosa dopo l’exploit di Pedersen (voto 9).
Le squadre

Dopo 6 tappe vissute in ombra, la UAE (38 successi in stagione) ha ripresentato il suo copione da squadra-dominatrice, piazzando Isaac Del Toro in seconda posizione, col messicano che possiede tutti i connotati del predestinato. Ma l’arrivo a Monte Bove ha mostrato pure un Egan Bernal tornato al livello dell’élite del ciclismo. Il colombiano, trionfatore nel 2021, ha detto chiaro e tondo che vorrebbe puntare al podio della corsa rosa. Ci si potrebbe accontentare anche di meno, pur di averlo dentro la partita.
Le gambe hanno supportato anche Ciccone, Tiberi, Caruso e Carapaz, mentre non sono parsi all’altezza Pidcock, Piganzoli e i due francesi Gaudu e Bardet, che però hanno la scusante della caduta e degli annessi dolori. Ayuso e Roglič, oltre ad essere più forti, sono circondati da due squadre di alto livello. Gli altri sono livellati. Chi avrà più scaltrezza, coraggio e gambe, alla fine, porterà a casa il podio, salvo crolli improvvisi dei due boss lì davanti.
Fra le note stonate continua ad esserci la Visma-Lease a Bike. Van Aert finora è stato l’ombra di se stesso. Kooj doveva essere il re delle volate ed è fermo al palo (secondo a Lecce e decimo a Napoli). I calabroni si stanno aggrappando a Simon Yates, nono a 39 secondi da Roglič pur senza mai farsi vedere per davvero. Un po’ pochino per una squadra che fino a due anni dominava a destra e sinistra.
Cosa succederà?
I prossimi due snodi del Giro sono a un sospiro. Domenica la Gubbio-Siena con 38kmdi sterrato che potrebbero essere fatali a qualcuno. Martedì la crono individuale Lucca-Pisa di quasi 30km che spaccherà gli equilibri della classifica generale. Dopo queste due giornate potremo azzardare qualche sentenza più netta e credibile. Per il momento il Giro va. Con qualche sussulto e tanto equilibrio. Accompagnato dall’amore della gente. Quello, per fortuna, non manca mai…
Le pagelle: Ayuso, Roglič e gli altri del Giro

AYUSO 9: colpo da finisseur, utile a cacciar via anche qualche demone. Chiarisce meglio chi è il leader in casa UAE (Adam Yates voto 5). COLPO DI CLASSE
ROGLIC 7: forse è un po’ troppo indietro quando Ayuso sferra l’attacco decisivo, ma nel finale rimonta con la solita facilità e si riprende la maglia rosa. Dilapida quasi tutto il tesoretto che aveva su Ayuso. SORPRESO
GLI ITALIANI: guardi la classifica e Tiberi (voto 8) lo vedi già al quarto posto, perché la gamba gira e perché ha come pilota in corsa Damiano Caruso (voto 8,5…mezzo in più per l’età), che pare volare. Ciccone (voto 6,5) ha acceso la miccia, sbagliando i tempi dell’attacco ma dimostrando di voler spaccare il mondo. Il futuro è nelle mani di Giulio Pellizzari (voto 8,5), già scudiero fidato di Roglič e col piglio da veterano. Ci aspettavamo di più da Piganzoli (voto 5), mentre Fortunato (voto 7) resta in maglia blu di miglior scalatore. TUTTI SUL PEZZO
BERNAL 8: possiamo dirlo. Rivederlo lì coi migliori a battagliare ci ha aperto il cuore. Speriamo non sia un fuoco di paglia, perché noi e il Giro abbiamo bisogno del talento in salita del colombiano. BENTORNATO
DEL TORO 9: per me vincitore morale. Fa secondo perché il finalizzatore deve essere Ayuso, ma il messicano è un talento cristallino. Che sa fare tutto e a cui riesce quasi tutto. Farà classifica o no? Poco importa. GEMMA
![Giro d’Italia: sarà un “passo a due” tra Ayuso e Roglič? [di Luca Gregorio]](https://www.bikeitalia.it/wp-content/uploads/2025/05/Giro-dItalia-LaPresse-Zac-Williams-MirrorMediaart.jpg)



















Ciao Greg, non viene mai nominato Storer…io lo vedo possibile nei primi 5 a fine giro. (Con tutte le scusanti del mondo se non dovesse farcela vista la giovane età)
Tu cosa ne pensi?