Nove mesi di attesa per tornare a urlare, incantare e ricordare a tutti che Wout Van Aert è un campione. Il belga è tornato a partorire una vittoria (la numero 50 della carriera!) dopo una gestazione fatta di delusioni, cadute, infortuni, critiche, dubbi e secondi posti. Avrebbe dovuto spaccare tutto in Albania. Invece un virus pochi giorni prima del via del Giro gli ha impedito di presentarsi al cento per cento. Ma forse, adesso possiamo dirlo, meglio così. Perché la rinascita di Wout, come una splendida araba fenice, è maturata nella tappa più iconica, suggestiva ed emozionante di questa corsa rosa, quella delle Strade Bianche.
E con l’arrivo in piazza del Campo a Siena. Perché anche la scenografia, si sa, fa la sua parte. Qui aveva colto uno dei suoi successi più belli, la Strade Bianche del 2020, e qui è tornato a riprendersi la ribalta che merita. Van Aert ha chiuso così un periodo a dir poco nero, diventando il 112esimo corridore della storia a vincere almeno una tappa nei tre Grandi Giri (9 al Tour, 3 alla Vuelta e 1 al Giro).
Esplode la classifica al Giro
E se il campione della Visma meritava la copertina, la Gubbio-Siena ha fatto letteralmente esplodere la classifica generale. Isaac Del Toro, fenomeno messicano di 21 anni, ha stravolto le gerarchie in casa UAE, prendendo la maglia rosa e potendo vantare ora un margine di 1’13 sul suo teorico capitano Juan Ayuso, uscito dagli sterrati senesi con un ginocchio malconcio (previsti due punti di sutura) e inferocito per l’esito della tappa, tanto da sottrarsi a qualsiasi intervista.
E se è vero che gli emiratini hanno 4 corridori nei primi 9 (in classifica ci sono pure McNulty e Adam Yates), auguri allo staff tecnico per la gestione delle prossime giornate e sul capire quale strategia adottare da martedì in poi.

Roglič e la sfiga
Se Del Toro gongola (ha già vinto il Tour de l’Avenir nel 2023, considerato una sorta di Tour de France in miniatura), Primož Roglič si lecca le ferite. Lo sloveno è caduto, ha ferite sparse sul corpo e al secondo giorno di riposo si trova decimo in classifica con un ritardo di 2’25. La risalita è possibile, ma per il leader della Red Bull non è certo la situazione ideale in cui trovarsi.
Anche perché in mezzo, adesso, ci sono tanti corridori forti e con gamba. Fra cui i nostri due italiani, Antonio Tiberi e Giulio Ciccone. Il romano è salito al terzo posto (a 1’30) dimostrandosi sempre sul pezzo ed efficace, mentre l’abruzzese, supportato da una Lidl-Trek magnifica, si è issato in quinta piazza, in attesa magari di piazzare qualche colpo in salita. In più, davanti a Roglič, ci sono pure la formichina Simon Yates, invisibile ma per il momento solido, ed Egan Bernal, grande protagonista con la Ineos nel corso della tappa anche se alla fine costretto a lasciare sul piatto altri secondi.
Colpiti, e forse affondati definitivamente, almeno per un discorso di alta classifica, anche Storer, Gee, Pidcock e Poole.
Che tappa sulle Strade Bianche
Tornando a bomba sulla tappa, era da tanto che non se ne vedeva una così intensa e vibrante sulle strade del Giro d’Italia. Gli ultimi 70km sono stati mozzafiato e indimenticabili. Grandi attori, grande percorso, grande interpretazione. Una sorta di sublimazione del ciclismo. E con queste sensazioni in corpo possiamo andare sereni al giorno di riposo. Sicuri che di fuochi d’artificio, nelle prossime due settimane, ne vedremo ancora…
Le pagelle

VAN AERT 10 e lode: immenso, intelligente, eroico. Non era facile con tutti i brutti pensieri in testa riuscire a risollevarsi così. Lo ha fatto fra la polvere degli sterrati, scrollandosi parecchia polvere di dosso. Una vittoria magica, attesa 9 mesi e con un finale dolcissimo. ETEREO
DEL TORO 10: classe cristallina e sfrontatezza. Il messicano si prende la maglia rosa con un’azione di perfetto timing e superba forza. Che Ayuso abbia il suo vero rivale in casa? PREDESTINATO
CICCONE 9: terzo posto di tappa, quinto in generale. È il riflesso della forza di squadra espressa dalla Lidl-trek (voto 9,5). Cicco c’è. Presente e solido. Su ogni terreno. GRANITICO
TIBERI 9: lo vedi poco, ma non sbaglia mai. È già terzo in classifica e si sente in crescita. Sta preparando questo Giro da un anno. Si vede. E noi godiamo. CERVELLO E CUORE
AYUSO 5: ovvio la caduta non è colpa sua, ma non corre sereno e ora si trova a 73 secondi da Del Toro e con un ginocchio malandato. DARK
ROGLIC 5: caduta e foratura non sono responsabilità sue, ma guarda caso se qualcosa va storto, Primož c’è spesso dentro. Pellizzari (voto 7,5) cerca di aiutarlo il più possibile, ma al traguardo il conto che paga è salato. La risalita non sarà semplice. A PICCO
BERNAL 8: è vero che alla fine perde qualcosa da Ayuso, Ciccone e Carapaz, ma lui e la Ineos animano la tappa e scatenano l’inferno. Intanto ha quasi 30 secondi di vantaggio su Roglič. È un campione ritrovato e tanto ci basta. MINA VAGANTE
![Giro: sulle Strade Bianche Van Aert rinasce e la classifica esplode [di Luca Gregorio]](https://www.bikeitalia.it/wp-content/uploads/2025/05/Van-Aert-Tappa-9-Giro-Gubbio-Siena-crediti-LaPresse.jpg)



















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