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Effetto Palestina al Giro: cancellate le scritte pro Gaza

Effetto Palestina al Giro: cancellate le scritte pro Gaza

Nel silenzio ovattato delle Alpi valtellinesi, qualcosa è stato rimosso in tutta fretta e cercando di non dare nell’occhio. A Sondalo, in provincia di Sondrio, prima del passaggio del Giro d’Italia, alcune scritte di solidarietà al popolo palestinese sono state oscurate con vernice nera. Tra queste, secondo testimoni locali, anche un “Free Gaza” comparso sull’asfalto, come già avvenuto nella cronometro Lucca-Pisa.

A sollevare la questione è stato tra gli altri Pietro Lacasella, scrittore e attivista, che sul suo blog AltoRilievo ha posto una domanda tanto semplice quanto scomoda: chi ha dato l’ordine di cancellare quei messaggi? Il Comune? La RAI? Gli organizzatori del Giro? Sulle prime nessuno aveva fornito una risposta ufficiale. Si è scoperto poi che la decisione era arrivata direttamente dalla questura.

Eppure, la riflessione è inevitabile. Il Giro d’Italia è sempre stato una corsa che parla anche attraverso l’asfalto: messaggi per i campioni, dichiarazioni d’amore, inviti alla lotta e – in tempi più recenti – anche appelli politici. Non è un caso isolato: lungo tutta l’edizione 2025 della corsa rosa, le bandiere della Palestina sono comparse ovunque, come abbiamo documentato anche qui su Bikeitalia. Dalla partenza a Lecce fino a Pisa, passando per Napoli e Potenza, drappi, striscioni e slogan hanno invaso balconi, transenne e strade.

Il motivo? Una crescente mobilitazione che intende portare l’attenzione sul dramma umanitario nella Striscia di Gaza. Secondo dati delle Nazioni Unite, da ottobre 2023 le operazioni militari israeliane hanno causato più di 50mila vittime civili, mentre il governo italiano, pur esprimendo “preoccupazione”, non si è discostato da una linea di sostegno a Israele.

Proprio per questo, in molti – compresi collettivi studenteschi e attivisti locali – hanno scelto il Giro d’Italia come piattaforma simbolica per farsi sentire. La presenza della squadra Israel Premier Tech, già criticata in passato per la sua funzione “diplomatica”, ha reso la corsa ancora più politicizzata, nonostante lo sport cerchi sempre di mantenere una formale neutralità.

Eppure, la cancellazione delle scritte a Sondalo solleva una questione delicata: si può davvero parlare di neutralità se si decide di eliminare soltanto un certo tipo di messaggio? “Censurare voci che invocano la pace è avvilente”, scrive Lacasella, ricordando che quelle scritte non sono nate da odio, ma da un impulso di solidarietà umana.

Il Comune di Sondalo si smarca e cerca di smorzare le polemiche, sostenendo che la richiesta della cancellazione delle scritte sia arrivata direttamente dalla questura. Rimane la sensazione di un’occasione persa, che puzza di censura: quella di lasciare che le strade – come quella della Corsa Rosa – raccontino tutte le storie, anche quelle più scomode. Anche quelle che il mainstream preferisce non vedere.

[Fonte]

Leggi anche: Perché ci sono tante bandiere della Palestina al Giro d’Italia?

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Commenti

  1. dario toffoletti ha detto:

    ieri sono salito in bici sul mortirolo
    hanno cancellato gaza da tutte le scritte

  2. Riccardo ha detto:

    da questo governo e dai suoi fedeli lacchè cosa vi aspettavate?

  3. Giuseppe ha detto:

    sono d’accordo sulla neutralità degli eventi sportivi. Ma in ogni evento sportivo deve, secondo me, prevalere lo spirito di solidarietà, di rispetto umano e di pace, come lo erano le prime olimpiadi dell’ antica Grecia.

  4. Paolo lembo ha detto:

    frutto del governo dell’ordine e della sicurezza. Giovani svegliatevi!

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