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Non potevo camminare. Ora pedalo verso la mia libertà

Non potevo camminare. Ora pedalo verso la mia libertà

Questa è la storia di Valerio Pala: da Roma a Milano in bici, in tenda e in solitaria, per sostenere, divulgare e sensibilizzare sull’osteomielite.

Voglio condividere con voi una storia che mi sta molto a cuore, una storia che è iniziata molti anni fa e che ha cambiato completamente la mia vita.

Era l’inverno del 2014 e mentre tutti si preparavano per le feste natalizie, io mi trovavo su un letto d’ospedale a Roma, in attesa di una diagnosi che mi avrebbe stravolto l’esistenza. 

Ero un ragazzo di appena 23 anni, con molti sogni nel cassetto e come molti miei coetanei avevo una grande voglia di vita e di farmi vedere al mondo. Ma quel giorno il mondo mi crollò addosso.

PAsso della Futa Il Viaggio di Valerio Pala

La brutta bestia

Una brutta bestia di malattia chiamata osteomielite si era impossessata di me. L’osteomielite è una patologia ossea grave e invalidante che, se non trattata tempestivamente, può causare danni permanenti. I mesi successivi li passai più negli ospedali che a casa mia, alla ricerca disperata di una cura e di qualcuno che potesse aiutarmi davvero.

È stato allora che ho incontrato l’ANIO (Associazione Nazionale Infezioni Osteo-Articolari). Grazie al loro supporto sono riuscito a farmi operare all’Ospedale ortopedico Gaetano Pini di Milano, con l’ultimo intervento nella primavera del 2015.

Le conseguenze

Nonostante le cure, la malattia mi ha lasciato conseguenze importanti: a 33 anni convivo con un’artrosi di caviglia di IV livello. Ma sapete cosa? A volte dalle situazioni più buie nasce qualcosa di meraviglioso.

Durante quelle lunghe giornate in ospedale, c’era un momento che aspettavo con impazienza: quando salivo su quella cyclette e guardavo il mondo attraverso la finestra. Non riuscivo a camminare, ma potevo pedalare. Vedevo la gente correre fuori, sempre di fretta, mentre io rimanevo lì, fermo, pedalando senza andare da nessuna parte.

Fu allora che mi feci una promessa: “Un giorno metterò le ruote a questa cyclette e viaggerò anch’io.”

Le prime uscite in bici e Roma-Milano

crediti Valerio Pala Il Viaggio di Valerio

Con il tempo ho acquistato la mia prima bicicletta, ho cominciato ad uscire fuori, prima dal quartiere, poi dalla città. Mi rendevo conto chilometro dopo chilometro che riuscivo ad evadere e mi sentivo libero.

Nella primavera del 2025, a distanza di quasi dieci anni ho deciso di mettere le ruote a quella cyclette e di intraprendere un viaggio di 727 km in sei giorni, da solo e in autosufficienza: Roma – Milano. Un viaggio celebrativo, simbolico, un percorso che metaforicamente avevo già compiuto. Con un’unica, grande differenza, che questa volta mi ero programmato di arrivare con una bicicletta, non su una sedia a rotelle. Ho scelto un approccio essenziale e autosufficiente, viaggiando con un equipaggiamento da bikepacking leggero e dormendo principalmente in tenda, garantendomi piena indipendenza durante il tragitto.

L’obiettivo del viaggio non è stato solo personale. Volevo far conoscere l’ANIO e sensibilizzare sulla cura di questa malattia, raccogliendo fondi per chi ancora oggi combatte la mia stessa battaglia.

Progetti per il futuro

Attualmente, insieme all’associazione, sto portando avanti un progetto di divulgazione e prevenzione nelle scuole e negli ospedali, condividendo la mia esperienza diretta e testimoniando come sia possibile rinascere anche dalle situazioni più difficili. Il nostro messaggio è chiaro: la cura deve essere accessibile a tutti e nessuno dovrebbe affrontare questa battaglia in solitudine.

In conclusione, c’è una cosa che tengo a dire soprattutto ai più giovani: trovate una passione e portatela avanti, anche quando tutto sembra impossibile. Nei momenti più bui della vita, quella passione sarà la luce che illuminerà la vostra anima.

Viva la bicicletta e viva la libertà di viaggiare su due ruote!

[Valerio Pala]

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Commenti

  1. Maria ha detto:

    Tutti dovrebbero conoscerti,
    la tua forza salva anche chi ti sta intorno.
    Sei una persona DAVVERO SPECIALE

  2. Stefano ha detto:

    Le passioni salvano.

  3. Manuela Fabbretti ha detto:

    Sono di parte, sono la mamma, so quanta forza, determinazione ha messo, prima nell’affrontare la malattia, ora per questa splendida iniziativa e che possa essere di speranza e augurio per altri che stanno vivendo la stessa situazione. Sei il mio orgoglio .❤

    1. Barbara Orlandi Barbara Orlandi ha detto:

      Cara Manuela, ha ben ragione ad essere orgogliosa.

      La Redazione

  4. RenatoManes ha detto:

    bella la storia del tuo percorso di vita,avvincente e toccante.Ti ho sempre ammirato fin da ragazzino,adesso sei diventato un esempio da seguire!! Ce ne fossero tante di persone come te.Ti auguro molti successi nel tuo futuro,che so tu raggiungerai per la tua acquisita forza fisica e mentale.

  5. Renato manes ha detto:

    veramente bello il ricordo della tua storia,toccante e avvincente,come da ragazzo sei diventato un uomo vero,nel fisico e nella testa.Ce ne fossero di persone come te!!! Ho sempre ammirato Valerio fin da ragazzino,ma adesso sei diventato un esempio di vita da seguire.Ti auguro ogni successo per il futuro.

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