Infrastrutture

A Messina hanno fatto una ciclabile che non serve a nessuno

A Messina hanno fatto una ciclabile che non serve a nessuno

Nelle intenzioni doveva essere un passo verso una città più moderna e sostenibile. Ma la nuova pista ciclopedonale realizzata sul marciapiede della storica Passeggiata a Mare di Messina ha finito per alimentare una polemica trasversale e crescente. Invece di incentivare l’uso della bicicletta, il nuovo tracciato in sola segnaletica disegnato sul marciapiede sembra aver acuito il conflitto tra due categorie fragili della strada: pedoni e ciclisti, costretti a condividere lo spazio: un percorso promiscuo e peraltro non ben segnalato.

Una ciclabile disegnata sul marciapiede

Un’infrastruttura che, più che favorire una convivenza pacifica, rischia di esasperare disagi quotidiani. La segnaletica confusa, la posizione centrale sul marciapiede e la mancanza di un vero progetto integrato hanno sollevato dubbi sull’efficacia e la sicurezza di questo intervento.

Ciclabile Messina Passeggiata a Mare

“Segnaletica poco chiara”

Le critiche non arrivano – come spesso accade – solo da chi teme il traffico o la perdita di parcheggi, ma da una parte consistente della politica cittadina. Il consigliere comunale del Partito Democratico, Alessandro Russo, punta il dito sulla confusione generata dalla segnaletica e dalla posizione del percorso:
“La nuova pista rischia di essere confusa con i tratti di Passeggiata a Mare e di marciapiede che dovranno essere misti con i pedoni. La dimensione e la collocazione proprio al centro della Passeggiata, peraltro con una segnaletica poco chiara rischia di disturbare il percorso dei pedoni e la fruizione che migliaia di cittadini proprio di quegli spazi utilizzati per il percorso misto da sempre godono. La selva di frecce e il percorso scelto appaiono confusionari”.

“Potenziali rischi per ciclisti e pedoni”

Dello stesso avviso è Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, che preannuncia un intervento in aula:
“Non è possibile inventarsi una ciclabile in aree come la passeggiata a mare, creando potenziali rischi sia per i ciclisti che per i pedoni”.

“Inutile, dannosa, pericolosa”

Durissimo il commento di Cosimo Oteri, della Lega, che boccia senza appello l’intervento dell’amministrazione: “Non si può fare transizione ecologica a colpi di follia urbanistica. Questa pista è inutile, dannosa e pericolosa”.

Le polemiche si inseriscono in un contesto già segnato da precedenti controversi, come il progetto – poi bloccato – della ciclabile in via del Vespro. Anche lì, lavori avviati e poi interrotti dopo le proteste, parcheggi eliminati – compresi quelli per disabili – e promesse di modifiche mai realizzate.

Critiche anche alle nuove rampe in cemento

Ciclabile Messina rampe in cemento al posto delle scale

Ma a far discutere non è solo la funzionalità dell’opera. C’è chi denuncia anche uno sfregio al patrimonio storico della città. La rimozione delle due antiche gradinate in pietra degli anni ’20, simbolo della Passeggiata a Mare, per far posto a scivoli in cemento ha provocato reazioni durissime. Tre docenti della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria – la stessa dove ha studiato l’assessore Mondello – hanno liquidato la scelta senza appello, definendo i nuovi manufatti “buoni per un garage”.

In un video pubblicato su YouTube, Tempostretto TV mostra il nuovo percorso ciclabile disegnato sul marciapiede della Passeggiata a Mare di Messina:

Un’infrastruttura al centro delle polemiche

In questo contesto, le scelte del vicesindaco e assessore alla viabilità Salvatore Mondello appaiono sempre più isolate. Le sue repliche, incentrate sull’idea di “dover chiarire l’ovvio”, non hanno placato i malumori. Ora, con l’opposizione che annuncia battaglia in consiglio comunale, si attende la risposta dell’amministrazione.

Una pista ciclabile non dovrebbe mettere pedoni e ciclisti uno contro l’altro. Dovrebbe aiutarli a convivere, in sicurezza e con rispetto. Ma se a decidere è solo una segnaletica sul marciapiede realizzata alla bell’e meglio, allora non si tratta di un passo avanti verso la mobilità sostenibile: ma soltanto dell’ennesimo motivo per litigare.

[Fonte]

Leggi anche: I 10 motivi per cui in Italia le ciclabili fanno schifo

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