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Maxifurto di bici alla Vuelta: figuraccia per l’Italia

Maxifurto di bici alla Vuelta: figuraccia per l’Italia
Foto Team Visma Lease a Bike

La Vuelta di Spagna non aveva mai cominciato la sua storia in Italia. Ma quest’anno Torino e il Piemonte l’hanno accolta come un evento unico, un ponte tra due culture del ciclismo. Eppure la notte tra il 24 e il 25 agosto 2025 resterà impressa per un brutto episodio che con lo sport ha poco a che fare: il furto clamoroso delle biciclette del team Visma – Lease a Bike, la squadra della maglia rossa – e superfavoritoJonas Vingegaard.

Il colpo nella notte

Poco dopo la mezzanotte, presso il Novotel di corso Giulio Cesare, a Torino, ignoti hanno scassinato il furgone-officina dei meccanici della squadra. All’interno erano custodite le bici da gara, veri gioielli tecnologici dal valore medio di oltre 20mila euro l’una. In totale diciotto mezzi Cervélo sono spariti nel buio, per un danno stimato attorno ai 400mila euro.

Un colpo organizzato con precisione: i ladri hanno scavalcato la recinzione dell’albergo e in pochi minuti hanno caricato le biciclette su un altro mezzo, facendo perdere le proprie tracce.

Una scoperta amara

La squadra ha denunciato l’accaduto con un post sui social:

“Il furgone dei nostri meccanici è stato scassinato e diverse bici sono state rubate. I nostri meccanici stanno lavorando duramente per garantire che la squadra sia pronta per la terza tappa. La polizia ha avviato un’indagine”.

In un primo momento si era parlato di un furto a San Maurizio Canavese, da dove oggi la corsa è partita in direzione Ceres, ma le verifiche successive hanno confermato che il colpo è avvenuto nella notte a Torino.

Tre bici ritrovate, il resto svanito nel nulla

Poche ore dopo il maxifurto tre bici sono state ritrovate abbandonate in un campo nei pressi dell’hotel. Forse un diversivo, forse un errore di logistica dei ladri. Delle altre quindici, però, nessuna traccia. Le indagini dei carabinieri si concentrano ora sulle telecamere di sorveglianza della zona e su possibili testimoni.

Non solo Vingegaard: gli altri episodi

Quello della Visma non è stato l’unico furto a turbare la grande partenza italiana della Vuelta. Durante la seconda tappa, infatti, il francese Axel Zingle, compagno di squadra di Vingegaard, ha raccontato di essere rimasto senza bici dopo una caduta: «Mi ero lussato la spalla e avevo chiesto a un passante di tenermi la bicicletta mentre salivo sull’ambulanza. Quando sono tornato, non c’era più». In un secondo momento il team ha chiarito che si era trattato di un malinteso: la bici era stata caricata sul “carro scopa” e restituita poche ore dopo.

Ben più concreto invece il furto ai danni di Joost Hoetelmans, 50 anni, manager olandese di Shimano. A Torino, dopo una notte al J Hotel, ha trovato la sua auto con il finestrino rotto e la sua Pinarello Dogma F12 sparita, insieme a zaino, passaporto, carte di credito, fotocamera e tre valigie con vestiti e attrezzatura da ciclismo. Un bottino da almeno 15mila euro, senza contare i documenti e gli effetti personali.

Una pessima figura per l’Italia

Episodi che nello spazio di appena due giorni hanno trasformato la festa della Vuelta in Italia in un bollettino di cronaca nera. Tra bici sparite da furgoni, mezzi rubati a manager e malintesi trasformati in gialli, resta un dato: la carovana della Vuelta lascerà il nostro Paese con la sensazione di un territorio vulnerabile e poco sicuro.

La grande partenza italiana della Vuelta doveva essere una festa. Rischia invece di passare alla storia come l’edizione dei furti, con l’Italia sul banco degli imputati per il disastro sul fronte sicurezza.

[Fonte]

Commenti

  1. Luca Tassella ha detto:

    Non capisco il Vs titolo: “Maxifurto di bici alla Vuelta: figuraccia per l’Italia”.
    L’ unica figuraccia l’ ha fatta organizzazione che risparmia sul costo x qualche Guardia Giurata che vigila sulla competizione.
    Sappiate che i malfattori se ne fregano dei confini. Buon lavoro!

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

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