Come Coppi. Meglio di Coppi. Tadej Pogačar ha chiuso la sua stagione da sogno conquistando il “solito” Giro di Lombardia. Quinta vittoria nell’ultima Monumento della stagione, come riuscì a fare il Campionissimo, ma Tadej è diventato il primo a fare pokerissimo consecutivo.
Il secondo di sempre, dopo Merckx, a vincere tre Monumento in una singola stagione. Pogi ha chiuso il 2025 con numeri irreali: 20 vittorie, 31 top-3 e 38 top-10 in 50 giorni di corsa. Ha vinto 8 corse di un giorno sulle 13 disputate ed è diventato il primo corridore della storia a salire sul podio in tutte e 5 le Classiche Monumento della stagione.
E se l’anno passato è vero che ha chiuso con 25 successi, in questo 2025 gli scalpi portati a casa sono pazzeschi: Strade Bianche, Fiandre, Liegi, Delfinato, Tour de France, Mondiale, Europeo e Lombardia. Solo per citare quelli più rilevanti. Pogacar è arrivato così a 10 Monumento vinte e davanti a sé, adesso, ha solo De Vlaeminck (11) e Merckx (19). Ne ha vinte 8 delle ultime 17, staccando Van der Poel (a quota 6).

Pogačar continua a rincorrere e poi a distruggere record su record. Le domande cruciali, guardando al prossimo futuro, sono principalmente tre. La prima è capire quanto durerà a questo livello e con questo dominio. La seconda è chi spunterà come nuovo rivale al di là dei soliti tre (Evenepoel, Van der Poel e Vingegaard). La terza è se nei prossimi 2-3 anni cercherà di chiudere il cerchio per fare l’en plein, che significherebbe vincere Sanremo, Roubaix e Vuelta.
Intanto la sua UAE veleggia verso le 100 vittorie stagionali (siamo a quota 94 mentre scrivo), un traguardo che avrebbe qualcosa di magico e irreale.
Pogi ha vinto per sé ma anche per Rafa Majka, nobile scudiero dello sloveno e che al Lombardia ha disputato l’ultima corsa della sua apprezzabile carriera. Così come hanno fatto Petilli, Mentjes, Puccio e Serry. Nel 2026 non rivedremo in gruppo nemmeno Arnaud Demare ed Elia Viviani. È la fine di un ciclo. Ma se ne aprirà un altro, in cui brilleranno Seixas e Simmons, Widar e Finn, Del Toro e Pellizzari.
Nei prossimi mesi capiremo i piani dei big in vista dei grandi appuntamenti della nuova stagione, con comprensibile curiosità su quello che sarà l’impatto di Evenepoel alla RedBull e di Ayuso alla Lidl-Trek. Per cercare di causare qualche crepa nell’armata invincibile della UAE. Trascinata da un Tadej Pogačar che viaggia spedito per conquistare l’appellativo del più forte di sempre.
Le pagelle del Greg
POGACAR: senza voto, perché ormai gioca una partita tutta sua. Merita più di 10 e lode. Si merita 100, 1000. Merita solo il grazie da parte del popolo del ciclismo. Alcuni infatti lo iniziano a vedere come una divinità. DIO TADEJ
EVENEPOEL 9: Mondiale, Europeo, Lombardia. Tre gare in fotocopia, con Pogi primo e Remco secondo. La sua sola sfortuna è che corre contro il più forte di tutti i tempi, perché il belga a sua volta fa uno sport diverso rispetto a quelli dietro. STELLARE
STORER 8,5: il primo dei normali. Gara di spessore e che sa di consacrazione per l’australiano della Tudor, squadra che ha fatto un grande finale di stagione. Michael merita un podio in un grande giro. Ci può arrivare. NOVITÀ
SIMMONS 9,5: parte al primo scatto andando in fuga e dopo 240 km riesce comunque a concludere al quarto posto staccando Del Toro. Il cowboy di Durango fa una corsa senza senso, infarcita di sana follia e senso dello spettacolo. A parte Pogi, lui è lo showman per tre quarti di gara. SENSAZIONALE
SEIXAS 8: a 19 anni, nella prima stagione contro i grandi, fa cose da grande: ottavo al Delfinato, vincitore del Tour de l’Avenir, 13esimo al Mondiale, terzo all’Europeo e settimo al Lombardia. La Francia ha trovato il suo tesoro. ARGENTO VIVO



















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