Nell’universo del ciclismo contemporaneo, poche storie raccontano l’intreccio tra amore e bici con la stessa naturalezza di quella di Tadej Pogačar e Urška Žigart. Non è gossip, non è cronaca rosa da rotocalco: è la narrazione di due atleti che hanno costruito la loro relazione – e la loro quotidianità – pedalata dopo pedalata, con lo sguardo sempre rivolto alla strada, alla fatica e al piacere di condividere i chilometri più belli. Ed è bello raccontarvela nel giorno di San Valentino.
Una coppia nata tra le curve di una salita
Pogačar e Žigart si conoscono da anni nel mondo del ciclismo sloveno e internazionale. Lei, protagonista in crescita nel World Tour femminile, con vittorie in nazionale e performance sempre più solide; lui, mito delle corse a tappe e dominatore di Classiche e grandi giri. La loro storia ha messo al centro la bici come luogo di incontro, di dialogo e di complicità: allenamenti insieme, condivisione di ritmi e tempistiche, e quella sensazione unica di capire l’altro semplicemente guardandolo sulla sella.
Per Urška, essere considerata da molti solo “la fidanzata di Tadej Pogačar” non è un fardello ma un punto di partenza. Con spirito autentico ha spesso ricordato che quel titolo non le dà fastidio, perché è la sua storia, costruita accanto a un campione ma anche con i suoi meriti e obiettivi personali nel ciclismo.
Allenarsi insieme, correre insieme
Quello che colpisce di più nel rapporto tra i due è come il ciclismo non sia un semplice sfondo, ma il tessuto della loro relazione. Nei momenti in cui la stagione lo permette, trascorrono settimane intere fianco a fianco su strade alpine o in ritiro, spingendo sui pedali, ascoltando il respiro dell’altro, calibrando gli sforzi.
Quando Pogačar ha avuto giornate leggere di allenamento mentre Urška affrontava uscite più lunghe, non ha esitato ad accompagnarla fin quasi alla fine della sua sessione: non per competitività, ma per condivisione e sostegno reciproco.
Non mancano poi momenti semplici e genuini: durante una tappa del Tour de Romandie, il campione sloveno è stato addirittura visto a bordo strada ad applaudire Urška in gara, con la bici in spalla e il sorriso di chi vive la passione per la bici come un’esperienza condivisa.
Due carriere, un equilibrio
Nel 2025 entrambi hanno vissuto stagioni importanti: Tadej ha dominato ancora una volta le corse a tappe e le Classiche, confermandosi ai vertici del ciclismo mondiale, mentre Urška ha consolidato la sua posizione tra le leader nel World Tour femminile, guadagnandosi piazzamenti di rilievo e grande rispetto nel circuito internazionale. Questi risultati hanno portato entrambi ai prestigiosi riconoscimenti come migliori ciclisti sloveni della stagione, un doppio trionfo simbolico che va al di là dei singoli palmarès.
Nonostante l’affetto e la volontà di costruire qualcosa anche al di fuori delle corse, come spesso confessato da Urška, il matrimonio resta ancora nei piani futuri – sospeso, per ora, al ritmo serrato delle gare e degli obiettivi sportivi di entrambi. La “data” perfetta è procrastinata non per mancanza di desiderio, ma perché la bici, la fatica e la condivisione di una carriera rimangono il fulcro delle loro giornate.
San Valentino con il cuore in sella
La loro storia è un promemoria per chi ama andare in bici non solo per competere ma per vivere – perché il ciclismo diventa esperienza, relazione, complicità. Quando due atleti condividono la strada, trovano anche un modo per capirsi senza parole, per sostenersi nei momenti di difficoltà, e per celebrare insieme le gioie di vittorie e di semplici pedalate al tramonto.
In un mondo in cui il ciclismo è spesso raccontato per i numeri, le vittorie e le statistiche, la vicenda di Tadej e Urška ci ricorda che alla base di tutto c’è la passione: quella forza silenziosa che spinge due persone a condividere il sentiero, il vento, le salite e, soprattutto, la vita.



















il fenomeno coppi junior dell’epoca moderna…belli da vedere…bello da ammirare…bello da seguire… bello da tifare…un corridore fuori dal Comune…Vederlo ad ogni vittoria abbracciare la propria moglie con in braccio il proprio bambino è una sensazione non solo piacevole ma una immagine d’amore come pochi sanno fare…Bravi Pogacar..
una favola meravigliosa! Beati loro che la vivono! Eureka.
Semplicemente meravigliosi.
questi sono i veri campioni a 360 gradi da ammirare e da imitare nella vita. Altrimenti ben presto scompaiono nel dimenticatoio. un atleta è campione perché è un essere umano completo non solo perché “forzuto”,ma perché il tutto è dettato dal senso di umanità che ognuno di noi ha e non da una sterile e insensibile “macchina”. Bravi entrambi…….campionissimi!