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Milano-Sanremo: chi può fermare Tadej Pogačar su Cipressa e Poggio?

Milano-Sanremo: chi può fermare Tadej Pogačar su Cipressa e Poggio?

Sanremo e Roubaix. Roubaix e Sanremo. Ecco le ossessioni primaverili di Tadej Pogačar. Il numero uno al mondo ha pensato a queste due gare per tutto l’inverno, preparandole in maniera certosina. La Classicissima di primavera è alle porte (diretta integrale su Eurosport sabato 21marzo a partire dalle ore 10).

Nei mesi invernali lo sloveno ha fatto decine di passaggi in allenamento su Cipressa (dove ha fatto registrare il nuovo record con il tempo di 8’51”) e Poggio. L’obiettivo è chiaro: rendere la corsa più dura possibile, approcciando la Cipressa davanti e poi piazzare le rasoiate giuste per seminare i rivali. Pogi non avrà Wellens e Narvaez, ma con Christen e Del Toro in condizione super le armi a sua disposizione non mancheranno.

Van der Poel e Ganna riusciranno a tenere botta come un anno fa? Tutto ruota attorno a questa domanda, sempre che qualcun altro non trovi la giornata giusta e riesca a stare al passo di questi giganti. Fuori causa Matthews e Pedersen, due che hanno sempre fatto bene alla Sanremo negli ultimi anni, la speranza ruota sempre attorno a Van Aert, che però, impegno a parte, sembra essere un passo indietro rispetto agli altri.

Van der Poel ha vinto due tappe pazzesche alla Tirreno-Adriatico, vuole il tris in via Roma e soprattutto vuole distruggere i piani di Tadej. Che però, rispetto all’anno scorso, ha migliorato i propri numeri. Alla Strade Bianche ha vinto facendo 380 watt medi negli ultimi 80 km (erano stati 340 nel 2025), dimostrando un salto in avanti fuori ogni logica.

E poi avrà come ultimo scudiero, sempre che non faccia clamorosamente lui da delfino, Isaac Del Toro. Il messicano, quest’anno, ha già vinto Uae Tour e Tirreno-Adriatico. Nell’ultima settimana, fra le strade del nostro appennino, ha conquistato la tappa finale e si è piazzato due volte secondo. La condizione è mostruosa e sarà un tassello cruciale per Pogačar. Al di là di discorsi e previsioni, comunque, questa resta la Monumento più complessa da vincere per il fuoriclasse sloveno.

Intanto, in ottica Giro d’Italia e Tour de France, Jonas Vingegaard ha battuto il primo colpo significativo, dominando in maniera imbarazzante la Parigi-Nizza e rifilando agli avversari, soprattutto dopo l’uscita di scena di Ayuso post-caduta, distacchi abissali. Per info chiedere a Dani Martinez, bravo e secondo ma finito a 4’23 (!) dal campione danese in appena otto tappe, di cui una accorciata.

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Molto più combattuta e spettacolare è stata la Tirreno-Adriatico, perché al di là del pronostico rispettato col successo di Del Toro, alle sue spalle hanno brillato gli italiani. Giulio Pellizzari è il miglior presente e futuro per i giri a tappe. Il suo terzo posto finale racconta tanto della maturazione di questo ragazzo, che avrebbe voluto festeggiare nella sua Camerino ma ha dato battaglia e dimostrato di poter stare al livello dei migliori, nonostante un problema al tendine. Il nostro altro Giulio, Ciccone, al debutto stagionale, ha portato a casa un ottimo sesto posto, ai quali vanno aggiunti il decimo di Alessandro Pinarello (eccellente) e l’undicesimo di Andrea Vendrame (sorprendente).

Segnali molto incoraggianti, a cui vanno aggiunte le certezze Ganna e Milan, che hanno aperto e chiuso la corsa dei due mari vincendo la prima e l’ultima tappa. Ganna facendo registrare la crono più rapida nella storia della Tirreno (56,868) e Milan facendo sua la volata di San Benedetto del Tronto per il terzo anno di fila.

Ora, però, i fari si accendono solo sulla Milano-Sanremo. La Monumento più lunga di tutte. Forse la più facile da interpretare. Ma sempre e comunque la più difficile da vincere. Gustiamocela.

Le pagelle del Greg

DEL TORO 10+: dove va tendenzialmente vince. Del resto, sta imparando dal suo capitano Tadej, il migliore in circolazione. È forte lui, è forte la squadra ma è anche migliorato tatticamente. POGACARIANO.

PELLIZZARI 9: senza salite lunghe vere e proprie era tutt’altro che scontato che potesse finire sul podio. Ha sfiorato la vittoria a San Gimignano, ci ha provato a Martinsicuro e a Camerino. Sempre nel vivo della corsa. Meravigliosa conferma. PROTAGONISTA

JORGENSON 9: secondo posto finale alla Tirreno. Anche lui, come Giulio, ha provato a dare fastidio a Del Toro. Punture di spillo ma settimana di alto livello. Gli manca ancora un ultimo scalino per essere vincente, ma la sua crescita è esponenziale. LIEVITATO

VINGEGAARD 10: disarmante la facilità con cui ha condotto la Parigi-Nizza. Due vittorie di tappa, due acuti in salita alla vecchia maniera. Splende per far sì che non si parli solo della Uae e di Pogacar. DOMINANTE

VAN DER POEL 10: che corridore, che meraviglia, che bellezza per gli occhi. La Tirreno è un terreno perfetto per testarsi in vista della Sanremo. La gamba, a tratti, è devastante e infatti si prende due tappe. Diverse, ma entrambe da campione. FOTONICO

VAN AERT 5: siamo alle solite. Purtroppo. Generoso, volenteroso, ma resta a metà del guado e con un pugno di mosche in mano. La cosa migliore la fa quando aiuta Jorgenson. Ma a Wout non può bastare questo. NEL TUNNEL

PINARELLO 7,5: che bella scoperta. Scopre il livello World Tour e ci sguazza con serenità e coraggio. Top 10 di qualità alla Tirreno. Possiamo contare anche su di lui. GIOIELLINO

CICCONE 7,5: percorsi nervosi, livello alto, ma Cicco c’è. Con la sua caparbietà e la sua forza, oltre all’esperienza che ormai gli consente di leggere bene i finali. Può solo crescere. CERTEZZA

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