Chi legge Bikeitalia lo sa bene: la bicicletta non fa bene solo alla salute e all’ambiente, ma è una vera e propria macchina per generare ricchezza sui territori. A confermarlo, con numeri che lasciano poco spazio ai dubbi, è il 6° Rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, realizzato da Isnart-Legambiente in collaborazione con Bikenomist.
I dati, presentati oggi 27 marzo 2026 nella nuova sede della Fiera di Padova in occasione dell’apertura della Fiera del Cicloturismo, ci raccontano di un’Italia che pedala forte: si stimano circa 49 milioni di presenze cicloturistiche nel 2025, capaci di generare un impatto economico di ben 6,4 miliardi di euro sulle destinazioni ospitanti.
Non solo pedali: la bici come “attivatore” di turismo
Il cicloturismo moderno non è fatto solo di chilometri macinati a testa bassa. Il rapporto evidenzia come ben 1 cicloturista su 2 combini l’esperienza in sella con la scoperta del patrimonio artistico e culturale e delle eccellenze enogastronomiche sui territori. La bicicletta si conferma così un grande “attivatore” di turismi che, come tale, richiede un sistema d’offerta integrata e multiprodotto.
Il boom dei noleggi bici: l’offerta si ramifica (+47% di punti fisici)
Se c’è un dato che fotografa plasticamente la vitalità e la strutturazione del settore, è quello legato al noleggio delle biciclette, che registra un vero e proprio boom. L’analisi sui dati del Registro delle Imprese Unioncamere (un primo tentativo di analisi di impatto economica delle ciclovie italiane) evidenzia una trasformazione profonda: se da un lato il numero complessivo delle imprese attive nel comparto resta sostanzialmente stabile (dato 2025 su 2019), dall’altro i punti di servizio fisici – le cosiddette unità locali – registrano un’impennata clamorosa del +47%.

Cosa significa questo balzo in avanti? Che il mercato italiano del noleggio bici si sta orientando verso un modello strategico “multi-sede”. Gli operatori si strutturano e si ramificano capillarmente sul territorio, segnalando un forte rafforzamento dell’offerta e della sua articolazione territoriale, con tutta evidenza come risposta di mercato ad una domanda in costante crescita.

Focus | La geografia del noleggio bici: chi spinge sui pedali
Analizzando nel dettaglio le mappe elaborate da ISNART sui dati del Registro Imprese Unioncamere, emerge una geografia italiana del cicloturismo ricca di sorprese e a forte trazione territoriale.
Se guardiamo all’Indice di sviluppo imprenditoriale (ovvero la vitalità del settore calcolata sul saldo tra iscrizioni e cessazioni nel 2025), a premere più forte sull’acceleratore della crescita sono alcune regioni del Centro-Sud. A guidare la volata delle nuove aperture è l’Umbria, che registra l’indice di sviluppo più alto in assoluto (8,3). Subito dietro, a trainare il mercato ci sono le Marche (3,6) e la Campania (3,1). È qui che, in questo momento, il tessuto imprenditoriale sta scommettendo con maggiore dinamismo sulle potenzialità della bici.
Tuttavia, se spostiamo la lente sull’Indice di specializzazione regionale – che misura la “densità” e il peso specifico delle unità locali di noleggio bici rispetto al totale delle imprese del terziario (fissato a una media nazionale di 1) – la mappa premia i territori con una vocazione outdoor ormai consolidata. In questa speciale classifica dell’alta specializzazione, la maglia rosa va indiscussa alla Valle d’Aosta (con un indice altissimo di 5,9) , tallonata da roccaforti storiche del cicloturismo come il Trentino-Alto Adige (3,5). Molto forte anche l’incidenza in Sardegna (2,5) e Abruzzo (2,0), a dimostrazione che quando il territorio offre scenari naturali di pregio, il servizio di noleggio diventa un asset imprescindibile per l’economia turistica locale.
Focus ➡️ Scarica la presentazione del Rapporto Isnart-Legambiente al Forum del Cicloturismo
Le voci dei protagonisti: donne, giovani e rinascita dei territori
I numeri del rapporto raccontano storie di cambiamento demografico e territoriale, come sottolineano i curatori della ricerca e chi lavora per la promozione di questo settore.
“Dall’identikit del cicloturista-tipo emerge una crescita della componente femminile di oltre 17 p.p. sul dato del 2024. Mi fa molto piacere costatare come la domanda di cicloturismo sia sempre più “in rosa”, fenomeno che – auspico – trovi conferma anche dal lato dell’offerta, creando tante nuove occasioni di auto-imprenditorialità, anche al femminile, nelle piccole e grandi destinazioni del nostro Paese”, dichiara Loretta Credaro, Presidente Isnart-Istituto Ricerche Turistiche e Culturali e rappresentate Unioncamere del Comitato “Impresa Donna” del Ministero delle Imprese e del made in Italy.
Il responsabile Turismo di Legambiente, Sebastiano Venneri, sottolinea: “Abbiamo voluto dedicare una sezione del Rapporto – aggiunge Sebastiano Venneri, responsabile Turismo Legambiente – al racconto di una serie di nuove iniziative imprenditoriali generate dal cicloturismo e che hanno portato buona economia nelle aree interne del Paese. Dalla Liguria alla Sicilia abbiamo scovato numerose realtà che hanno permesso a tanti giovani di restare, in alcuni casi di tornare, mettere su famiglia e impresa in contesti segnati dal declino demografico: un bellissimo segnale di rinascita socioeconomica che vede nella bicicletta la protagonista assoluta”.
“Abbiamo rinnovato con piacere la partnership con Isnart e Legambiente, ospitando – come ormai tradizione – la presentazione del Rapporto “Viaggiare con la bici 2025” sul cicloturismo” – commenta Pinar Pinzuti di Bikenomist, direttrice della Fiera del Cicloturismo. “I dati del rapporto dimostrano la crescente rilevanza di questo segmento turistico per il nostro Paese. Le offerte presenti alla quarta edizione della Fiera del Cicloturismo evidenziano empiricamente questa crescita che ha sempre più bisogno di un supporto da parte dello stato centrale per essere competitivi a livello internazionale”.
L’identikit del Cicloturista 2026: donne, Gen Z e portafogli aperti
Chi è, dunque, il cicloturista che viaggia in Italia? I dati smontano vecchi cliché e mostrano un pubblico sempre più ampio, curioso e disposto a investire nell’esperienza locale.
Il boom delle donne | Nel 2025 le donne rappresentano mediamente il 47,1% dei cicloturisti, contro il 29,7% del 2024. Oramai quasi 1 cicloturista su 2 è donna, viaggia in coppia e sceglie destinazioni miste (cultura, divertimento, degustazioni).
La Generazione Z sale in sella | I giovani turisti under 30 (la cosiddetta “Gen Z”) pesano oggi per il 17,3% (erano solo il 9,3% nel 2024). Cercano un turismo attivo, con visite ai centri storici, gite al mare/lago e degustazioni.
Quanto spendono? | La spesa è in aumento: Il cicloturista spende in media 69 euro al giorno pro-capite per l’alloggio (erano 65 nel 2024) e ben 91 euro per gli altri acquisti di beni e servizi sul luogo di vacanza (contro i 70 del 2024).
Cosa comprano? | L’enogastronomia vince: C’è grande interesse per l’enogastronomia locale, con una spesa media giornaliera a persona di 22 euro nei ristoranti e di 10 euro per gli acquisti di prodotti tipici; ma c’è spazio anche per i servizi termali e wellness (circa 17 euro a persona al giorno).
Il ruolo del digitale | Internet è un grande influenzatore: 6 cicloturisti su 10 decidono sul web, cercando soprattutto informazioni su itinerari ed offerte promozionali, mentre 1 su 2 racconta l’esperienza sui social.
Esempi di Good Practice estere per un cicloturismo migliore
Il Rapporto guarda anche oltre i confini nazionali, individuando iniziative europee significative che intercettano proprio i trend di crescita legati a donne e giovani:
Women in Cycling (Europa)
Per supportare il crescente pubblico femminile, spicca l’esperienza di Women in Cycling nato per rendere il comparto ciclistico più inclusivo e partecipato per le donne a 360°, sostenendo inclusione, mentoring e leadership femminile anche in ambito turistico.
Bike Wanderer (Ungheria)
Per la Gen Z, spicca questo progetto promosso da Active Hungary, che propone un’esperienza cicloturistica attiva, ricca e responsabile: un camp estivo itinerante rivolto a studenti e articolato in 13 percorsi ciclabili, che uniscono attività outdoor, riscoperta di aree interne poco note dal punto di vista turistico-territoriale e sostenibilità ambientale.
Focus ➡️ Scarica il Rapporto Isnart-Legambiente “Viaggiare con la bici 2026”
ASPETTI METODOLOGICI
Il Rapporto è frutto delle oltre 30.000 interviste a turisti italiani e stranieri realizzate da Isnart per Unioncamere nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio. Il piano di campionamento ha incluso viaggiatori con soggiorni di almeno due notti in strutture alberghiere, extra-alberghiere e abitazioni private, rilevati in tre periodi dell’anno (primavera, estate e vacanze natalizie). L’indagine analizza le caratteristiche dei turisti, le motivazioni di scelta della destinazione, le attività svolte, i comportamenti di consumo e la valutazione dell’esperienza di vacanza in Italia. Per il focus sul cicloturismo sono stati considerati i turisti che hanno indicato “l’andare in bicicletta” come principale motivazione del soggiorno o attività prevalente: nel complesso, oltre 2.000 intervistati nei tre periodi di rilevazione.





















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