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Vingegaard blinda il Giro 2026, s’infiamma la corsa al podio, flop Lidl-Trek

Vingegaard blinda il Giro 2026, s’infiamma la corsa al podio, flop Lidl-Trek
Jonas Vingegaard festeggia dopo la 15esima tappa del Giro 2026 (Credits La Presse)

Tre vittorie di tappa su tre in salita e il Giro in mano. Alla faccia dei detrattori, Jonas Vingegaard sta onorando eccome la sua prima partecipazione alla Corsa Rosa. E, se non ci saranno intoppi di altra natura nella terza settimana, il danese arriverà a conquistare Giro, Vuelta e Tour prima del suo rivale Tadej Pogačar.

Vingo ha corso finora con intelligenza, gestione perfetta delle risorse e dimostrando la sua superiorità imbarazzante nei confronti di avversari poco sostanziosi. I tre colpi battuti su Blockhaus, Corno alle Scale e Pila, sostenuto da un formidabile Davide Piganzoli, consentono al Re pescatore di presentarsi al via dell’ultimo blocco con un margine già ampiamente rassicurante: 2’26″ su Eulalio, 2’50″ su Gall e dai 3 minuti in su sul resto della compagnia. Insomma, Giro in tasca e tanti saluti.

Le (poche) Dolomiti nella tappa di Alleghe e Piancavallo saranno invece i punti cruciali per definire gli altri due posti sul podio e tutto il discorso Top 10. Qui la partita è più aperta che mai. Eulalio, sorpresona del Giro, probabilmente finirà anche fuori dalla Top 5, aprendo la contesa fra i corridori più solidi e rodati. Gall ha dimostrato di essere il primo dei normali in salita dietro a Vingegaard, ma fra lui e Pellizzari (sesto) c’è solo un minuto e mezzo. Arensman, ad appena 13 secondi dall’austriaco, sta mostrando buona continuità ma è da verificare nel rush finale.

C’è molta attesa sul duo della RedBull. Smaltiti i problemi intestinali, il nostro Giulio Pellizzari dovrebbe terminare in crescita, sperando possa sovvertire le gerarchie interne, che vedono al momento Hindley davanti di una quarantina di secondi. Potrebbero andare in crescita anche Storer e Gee, finora decisamente impalpabili.

La grande delusione del Giro, finora, è stata la Lidl-Trek. Milan non ha vinto una tappa, la squadra pare un po’ disunita e allo sbando e Ciccone, pur volenteroso, da solo non può fare miracoli. La terza settimana potrebbe lenire alcune ferite, ma meglio non illudersi troppo.

Dopo i primi due terzi possiamo dire che è stato un Giro disegnato bene, esaltato da vittorie e colpi di classe come quelli di Bettiol a Verbania e di Segaert a Novi Ligure, scontato per la vittoria finale per manifesta di Vingegaard ma sempre in grado di proporre storie, luoghi e personaggi degni di nota. Come il ritorno del circuito cittadino a Milano (nonostante la pessima decisione di neutralizzare l’ultimo giro) e il sorriso scanzonato di Eulalio.

La storia insegna che nelle ultime tappe può sempre accadere qualcosa. Nel bene e nel male. Noi restiamo, fiduciosi, sulla soglia di casa. Ad aspettare le emozioni della carovana…

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Le pagelle del Greg

VINGEGAARD 10

Tutto secondo programma. Corre da padrone e col minimo sindacale ha già tre vittorie in tasca. Letale. Al suo fianco, inoltre, è sbocciata la stella di Davide Piganzoli (voto 9). Provare a farlo cadere dalla torre, adesso, è davvero dura. PADRONE

EULALIO 9

È arrivato in rosa quasi per caso, ma il suo sorriso e anche il suo carattere hanno fatto il giro del mondo. Merita di finire in Top 10. Con Caruso come guardaspalle la missione non è impossibile. SMILE

GALL 8

Non può impensierire Vingo, ma fra gli altri è quello che in salita va meglio. La terza settimana dovrà consacrarlo ad alto livello. MOTORE

REDBULL: il voto va spezzato in due

Hindley e Pellizzari sono, al momento, quinto e sesto. L’idea della squadra è quella di tenerli entrambi il più in alto possibile e, perché no, magari piazzarli entrambi sul podio. Hindley (voto 7) è esperto, Pellizzari (voto 7) ha voglia di lasciare un segno. La squadra, per il resto, è stata poca roba (voto 5)

UAE 9

Quattro tappe vinte, di cui tre con un Narvaez (voto 10) nella forma della vita e in lotta per la maglia ciclamino. Si sono riciclati alla grande. FENOMENI

LIDL-TREK 4

Grandi aspettative, zero raccolto. Per una squadra così, a questo Giro, i risultati parlano da soli. Fra una settimana si spera di poter dare un voto opposto, ma al momento impossibile fare sconti. DELUSIONE

BETTIOL 8

La vittoria a Verbania è una piccola opera d’arte da consegnare a chi mastica davvero ciclismo. Ma non quello fatto di numeri e watt. Quello fatto di genio, classe e istinto. ROMANTICO SUL LAGO

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