Il Giro d’Italia 109 è terminato esattamente come tutti ci eravamo immaginati. Col trionfo di Jonas Vingegaard, ottavo corridore della storia a riuscire a centrare l’obiettivo della tripla corona, conquistando almeno una volta in carriera Giro, Tour e Vuelta. Una corsa rosa perfetta per la Visma, che ha fatto quello che ha voluto (6 tappe e successo nella classifica a squadre), lasciando comunque spazio anche ad altri protagonisti. Ecco a voi il pagellone finale di questa edizione. Buon divertimento!
VINGEGAARD 10 e lode: doveva solo vincere. Jonas lo fa, ma lo fa da padrone. 5 vittorie di tappa, una sicurezza disarmante e la conferma di viaggiare due piani sopra gli avversari. Negli ultimi otto grandi giri che ha disputato ne ha vinti 4 e le altre 4 volte è arrivato secondo. E ancora c’è gente che lo critica. IMMENSO
GALL 8,5: secondo dietro a Vingo è quasi come un successo. Anche perché per il Gallo felice è il primo podio in carriera in un grande giro. In salita è il più forte dei normali, pur non essendo spettacolare. Avrebbe forse meritato di vincere una tappa, ma per il momento va bene così. SOLIDO
HINDLEY 8: chiude in crescendo. Con Pellizzari saltato prima del previsto, la RedBull si aggrappa all’australiano, che l’anno prossimo correrà con la Visma. Jay è sapiente e lucido. Il Giro è il suo giardino di casa: secondo nel 2020, vittoria nel 2022 e terzo posto nel 2026. Il suo lo fa. Senza strafare. CERTEZZA
PELLIZZARI 5: sufficienza morale di fiducia e di affetto, ma il suo Giro è sotto il livello atteso. Grandi prestazioni a Pila e nel tappone dolomitico di Alleghe, mescolate a problemi fisici e crisi “psicologiche” dovute all’eccessiva pressione. Il Duca non perde mai il sorriso. Noi non perdiamo la speranza in lui. Si rifarà, ne siamo certi. Ma se arrivi coi gradi di capitano e punti al podio, purtroppo devi anche accettare la bocciatura. TUTTA ESPERIENZA
CICCONE 8: gamba tosta ed energica. Attacca, scatta, esalta. Gli manca la vittoria di tappa, ma vince la classifica degli scalatori a sette anni di distanza dalla prima, dimostrando timing, imbattibilità nelle volate ai gpm e cuore grande come una casa. Gli vogliamo bene. ELETTRICO
MAGNIER 9,5: vince la maglia ciclamino (quarto francese di sempre a riuscirci), ma soprattutto vince tre tappe, fra cui quella meravigliosa e inaspettata di Pieve di Soligo. Talento annunciato, manifesta la sua superiorità sulla strada, ripagando la fiducia del Wolfpack. Che non sbaglia mai. SONTUOSO
NARVAEZ 9: sogna la ciclamino fino a tre giorni dalla fine, poi molla e si ritira. Ma non importa. La lucertola porta a casa tre tappe (4 totali quelle della Uae grazie anche al sigillo di Arrieta), medicando il Giro degli emiratini, senza i suoi tre pezzi più pregiati dopo due tappe (Yates, Soler e Vine). ESALTANTE

MILAN 7: risolve la questione proprio all’ultimo, vincendo la volata di Roma. Spazza via dubbi e sfighe, chiudendo alla grande la terza settimana della Lidl. Perde 3-1 da Magnier, ma un successo nella città eterna non ha prezzo. TORO
EULALIO 9: clamoroso. A Potenza gli lasciano sette minuti e mezzo non dandogli il minimo credito. Afonso da Figueira, invece, è uno tosto. Pedala col sorriso, pedala con spavalderia e raggiunge due traguardi inaspettati. Maglia bianca di miglior giovane e sesto posto in classifica generale. Se lo ricorderà per la vita. RIVELAZIONE
PIGANZOLI 8: fa l’ultimo uomo di Vingegaard in salita e porta a casa l’ottavo posto finale, sfiorando pure la maglia bianca. Salto di qualità impressionante. Forse un giorno si giocherà le sue carte per il podio. È nella squadra giusta per continuare a crescere. FIORELLINO
CARUSO 9: onora l’ultimo Giro della carriera (il 22esimo grande giro a tappe in totale) con un nono posto finale. A 38 anni! Spiega ciclismo ai ragazzini, corre con testa ed esperienza e traghetta Eulalio all’impresa. Avrebbe meritato una tappa, ma Damiano chiude la sua avventura nella maniera migliore possibile. Un campione gregario, che mancherà a tutto il gruppo. REGALE
ITALIANI 7,5: tre vittorie di tappa (Ballerini, Ganna e Bettiol), la maglia azzurra di Ciccone e tanta presenza nelle fughe e negli ordini di arrivo. I nostri ragazzi si difendono alla grande, con coraggio e voglia. I più attivi oltre a quelli già citati? Milesi, Garofoli, Scaroni, Maestri, Tarozzi, Mattia Bais, Crescioli, Zambanini e Sobrero. Insomma, siamo stati… VIVI
O’CONNOR E MAS 4: a parole puntavano al podio, o come minimo a una top-5. Prendono schiaffi a destra e a sinistra. IMBARAZZANTI





















io sono sportiva ex praticante, ho sempre vissuto nell’ ambiente sport, palestre, campi, allenamenti……ma Vingergaard, come sta sulla bicicletta? sembra un bradipo che si aggrappa a un ramo….poi e molto’ gobbo’ non è sciolto come Pogacar…o no?