Il tassello mancante è finalmente al suo posto. In questo rovente giugno 2026, l’inaugurazione ufficiale dell’atteso tratto costiero tra Imperia e Diano Marina ha chiuso definitivamente il cerchio della Ciclabile Riviera dei Fiori. Quella che per decenni è stata la famigerata “Incompiuta”, triste emblema di attese infinite, è oggi diventata a tutti gli effetti la “IM-compiuta”, come confermato anche dalle comunicazioni istituzionali della Regione Liguria per le infrastrutture.
Un traguardo celebrato dal sindaco di Imperia Claudio Scajola con un azzeccato gioco di parole che sa di liberazione: l’opera sfrutta infatti la sigla del capoluogo per sancire la fine dei cantieri. Una vittoria storica per la mobilità sostenibile ligure, che su queste pagine avevamo già anticipato qualche mese fa raccontandovi di un cantiere ormai in dirittura d’arrivo.
La portata di questo taglio del nastro va ben oltre i confini locali. L’apertura di questa lingua di terra ricuce definitivamente l’infrastruttura (inserita all’interno della più ampia Ciclovia Tirrenica, progetto in fieri, ndr), regalando a chi sceglie la bici 45 chilometri ininterrotti a picco sul mare, da Ospedaletti fino ad Andora, da percorrere in totale sicurezza e senza deviazioni sul traffico veicolare.
Un cantiere complesso: molto più di una pista ciclabile
Come avevamo sottolineato nel nostro punto sui lavori qualche settimana fa, non si è trattato semplicemente di stendere del nastro d’asfalto colorato. L’opera ha richiesto un investimento di 11 milioni di euro (tra PNRR, fondi statali e regionali) per affrontare un delicatissimo intervento di messa in sicurezza del versante a monte di Capo Berta e di difesa costiera dalle mareggiate. Uno sforzo che si completerà con ulteriori 10 milioni già stanziati per il triennio 2026-2028, destinati al consolidamento definitivo del muro di sottoscarpa. Non a caso, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone ha tenuto a precisare: “Non si tratta soltanto di un’infrastruttura, ma di un’opera di ingegneria ambientale per un versante che per decenni ha creato grandi problemi a questo territorio”.
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Le voci dell’inaugurazione
L’apertura ha visto una partecipazione straordinaria tra ciclisti, runner e tantissimi curiosi in sella, a dimostrazione di quanto l’infrastruttura fosse molto attesa.
“Si realizza un desiderio centenario”, ha dichiarato il sindaco di Imperia, Claudio Scajola. “Questo percorso aveva origini lontane: iniziò ai tempi di Napoleone e fu poi utilizzato nelle diverse guerre per agevolare gli spostamenti delle truppe. Ricordo l’ultimo tentativo, nel 1994, quando cercammo di realizzare una piccola pista per consentire il passaggio delle biciclette. Sono trascorsi trent’anni. Non era una situazione accettabile. Ci siamo impegnati completando un percorso che consentirà di andare da Andora a Ospedaletti lungo 45 chilometri di pista ciclopedonale di assoluto prestigio”.
Un entusiasmo condiviso dal sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi, che non ha usato mezzi termini: “Una pagina epocale per la nostra città, per la provincia e per tutta la Riviera dei Fiori. Un sogno che si realizza. Si apre sul nostro territorio un nuovo e straordinario capitolo fatto di mobilità sostenibile, di turismo. Un’opera che valorizza la bellezza mozzafiato della nostra costa e ci proietta tra le eccellenze del cicloturismo europeo”.
A sintetizzare il potenziale turistico e la forte vocazione esperienziale dell’infrastruttura ci ha pensato il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci: “Non mi sarei mai aspettato di trovare così tanta gente. Questo vuol dire che questa opera era desiderata da tanto tempo. Non voglio fare paragoni impropri, ma a Levante abbiamo la Via dell’Amore e qui abbiamo questa ciclabile: sono due esperienze significative per chi cerca un turismo che non sia solo spiaggia, ma anche esperienza”.
Un nuovo traguardo per chi usa la bici
Vedere finalmente completato questo litorale a misura di pedale è sicuramente una notizia positiva per chi usa la bici. La nuova “IM-compiuta” – che va a completare il tracciato della Ciclabile Riviera dei Fiori – ci insegna che, anche di fronte a sfide ingegneristiche impervie, quando le Istituzioni decidono di fare sistema e investire seriamente nella mobilità attiva, i risultati arrivano.
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