Business

“Perché i negozianti continuano a vendere biciclette che i clienti non vogliono”

“Perché i negozianti continuano a vendere biciclette che i clienti non vogliono”

Il mondo della bicicletta è in continuo cambiamento, non solo per le innumerevoli novità che vengono introdotte ogni anno, ma anche per i modelli di business che in questi anni turbolenti dal Covid in poi hanno condizionato il mercato.

Ci sono stati gli anni dell’euforia, seguiti da quelli del panico e nel mezzo c’è un’azienda che ha attraversato le turbolenze senza preoccupazioni perché da 40 anni applica al mondo delle bici lo stesso pensiero che governa il settore dell’automobile.

“Mio padre mi ha insegnato che la vita è troppo breve per accettare compromessi“. Inizia così la chiacchierata avuta con Alain Thiemann, amministratore delegato di Velo de Ville, azienda con sede ad Altenberge nel nord della Germania che produce ogni anno 70 mila ebike che hanno una caratteristica in comune: sono tutte personalizzate.

Otto miliardi di combinazioni possibili

La personalizzazione non significa solo la scelta del colore (e i colori disponibili sono 33) ma anche la scelta della componentistica in ogni sua parte per un totale di 8 miliardi (non è un errore) di combinazioni possibili.

La cifra è spaventosa, soprattutto per una persona che, come me, va in crisi davanti al banco di una gelateria che ha più di 10 gusti ma la logica di fondo cambia tutto: prima chiedi al cliente cosa vuole, poi lo produci.

La maggior parte delle aziende cerca di convincere le persone che quello di cui hanno veramente bisogno è una bicicletta industriale uguale a tutte le altre, ma la verità è che ciascuno di noi è diverso“, dice Thiemann, che aggiunge: “Se spendi 2, 3 o 4 mila euro per una bicicletta, ti meriti quello che meriti, non una bicicletta qualunque“.

Il settore bici ragiona ancora come l’automobile degli anni Settanta

La similitudine col mondo dell’auto è lampante: in un concessionario di auto non si entra puntando il dito verso un modello dicendo “voglio quella”, ma ci si siede accanto a un venditore per tutto il tempo necessario per configurare la versione ideale considerando ogni aspetto rilevante.

Perché nel mondo della bicicletta dovrebbe essere diverso?

La distribuzione delle biciclette Velo de Ville oggi avviene attraverso 1100 negozi partner distribuiti in tutta Europa in cui lavorano persone formate per assistere il cliente nella scelta.

E i negozi partner stanno aumentando sempre di più ed è abbastanza logico aspettarselo: “Il negoziante ha solamente vantaggi a lavorare con noi perché lavora sul preordine eliminando i rischi di stock, quindi il rischio finanziario, e si garantisce margini più elevati“. A questo si aggiunge l’effetto cattiva coscienza: “Quando hai un magazzino pieno, finisci inevitabilmente per proporre ai clienti biciclette che forse non sono davvero quelle di cui hanno bisogno e questo ti fa dormire male la notte”.

In questo modo il produttore si fa carico di tutto il rischio invece di scaricarlo sulla filiera.

Esattamente” dice Thiemann: “Per questo dobbiamo analizzare continuamente i dati provenienti dal mercato ma, risparmiando sui costi di magazzino, possiamo restare competitivi sul mercato con i prezzi“.

La sorpresa che arriva dell’Italia

Sfruttando questo approccio abbiamo scoperto una cosa sensazionale” dice il CEO di Velo de Ville. “Quando abbiamo approcciato il mercato italiano tutti ci dicevano che gli Italiani vogliono solamente comprare ebike economiche e non si possono vendere biciclette di alta gamma, ma i dati ci presentano una situazione diversa: in molti vogliono una soluzione di primo prezzo, ma ci sono moltissime persone che sono attente alla qualità, al design, a dare una buona immagine di se stessi e che in molti casi acquistano le biciclette senza neanche chiedere il prezzo. Gli Italiani sono universalmente riconosciuti come maestri di stile, lo sono anche nella scelta delle biciclette urban e per il tempo libero“.

Ovviamente lo scotto da pagare sono i tempi: dal momento dell’ordine fino alla consegna passano fino a tre settimane.

In un’epoca come quella attuale in cui siamo abituati ad Amazon che ci consegna tutto in 24 ore, non avete la sensazione di andare nella direzione sbagliata?

No, perché abbiamo trasformato l’attesa in un’esperienza: il cliente, dopo aver acquistato una bicicletta può utilizzare un’applicazione che si chiama Velo-Wallet attraverso la quale può monitorare lo stato di avanzamento della produzione della propria bicicletta. E comunque nel mondo dell’auto i tempi di attesa sono ancora più elevati“.

La frase che tutto il settore dovrebbe ricordare

Durante questa intervista ho concluso soffermandomi sulla cosa che maggiormente interessa noi di Bikeitalia: l’impegno per lo sviluppo dell’uso della bicicletta. Thiemann mi ha raccontato non solo che l’azienda si è dotata di spogliatoi, docce e parcheggi per i 300 dipendenti, ma ha anche programmi per offrire bici gratuite nel fine settimana e ha lavorato con il comune per collegare lo stabilimento con il capoluogo Munster attraverso una pista ciclabile.

Gli ho rivolto quindi la domanda delle domande:

Molte aziende di biciclette in Italia non si occupano del tema della sicurezza dei ciclisti, cosa ne pensi?“.

La sua risposta merita di essere appesa negli uffici di chi lavora in questo settore:

“Se vendi biciclette dovresti sempre essere interessato a migliorare le infrastrutture ciclabili. Molte persone non usano la bici perché hanno paura: temono il traffico, temono la mancanza di sicurezza.

Se i genitori non lasciano andare i figli a scuola in bicicletta è perché percepiscono le strade come pericolose.

Se non investi per cambiare questa situazione, stai perdendo i tuoi clienti futuri.

Noi crediamo che investire nell’advocacy e nelle infrastrutture ciclabili sia una scelta obbligata. Non esiste un’altra strada“.

[Contenuto realizzato in collaborazione con Velo de Ville]

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *