Alla vigilia del grande esodo estivo non poteva mancare il decretone autovelox, con il ministro Salvini che neanche a dirlo tuona: “… fine del Far West”.
Ma di quale Far West sta parlando? Si tratta di dispositivi perfettamente funzionanti, installati con tutte le autorizzazioni necessarie (e come si vedrà, purtuttavia insufficienti) di ministeri e prefetti e che, per la sola rete autostradale, sono stati capaci di dimezzare i morti.
Il decreto fa finta di risolvere il problema delle ‘autorizzazioni’ che non possono essere paragonate alle ‘omologazioni’ richieste dal Codice della Strada (art.142 c.6), e torna a ripetere (art.6 del decreto) che gli apparecchi approvati dopo il 2017 “… si intendono omologati…”.
Essendo questa scappatoia già più volte tentata e sempre respinta dalla Cassazione, che ha sempre e semplicemente sostenuto che un decreto non può modificare una legge, la nostra fiducia nella buona fede di ministro e dirigenti del ministero non può che vacillare: in fondo l’esito è quello di regalare agli automobilisti una – speriamo ultima- estate da ‘liberi tutti’. Non si tratta infatti dei soli apparecchi installati prima del 2017 – gran parte dei quali proprio sulle autostrade – che saranno inevitabilmente spenti, ma di tutti gli apparecchi per i quali continuerà a valere, nonostante il decreto e in assenza della modifica del Codice della Strada, quanto stabilito dalla Cassazione.
Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter
Questa volta però sono almeno stati fissati i criteri per l’omologazione, cosa che i produttori immagino si affretteranno a fare con i tempi certamente non brevissimi che ci vorranno, per poter poi riaccendere apparecchi che saranno di fatto identici a quelli da ‘Far West’ che ora si spengono.
Quelle che non si riaccenderanno saranno le vite dei morti che questo spensierato ‘liberi tutti’ avrà inevitabilmente causato.
P.S. Quando fu presentata nell’ormai lontano 2023 alla Commissione Trasporti la prima bozza di riforma del Codice della Strada, vi era in essa un articolo che nel citato articolo 142 inseriva l’equivalenza tra ‘autorizzazione’ e ‘omologazione’, come la Cassazione ha sempre sostenuto si dovesse fare.
Una manina lo tolse; per questo si fa davvero fatica a parlare di buona fede.
🚲 Più bici nel tuo Google
Aggiungi Bikeitalia alle tue fonti preferite e dai più spazio a ciò che ti interessa davvero
Voglio più Bikeitalia![Fonte]












I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati